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Bari. Greenpeace in piazza contro Oreo. Sei attivisti arrestati nell’Oceano Atlantico

Bari. greenpeace in piazza contro Oreo. (foto M. Nuzzi) ndr.

di Davide Impicciatore 

BARI, 18 NOV. - Greenpeace contro i biscotti Oreo. Questa volta a finire nel mirino della più nota associazione ambientalista del mondo sono i prodotti di casa Mondelēz (tra cui i celebri frollini bianco-neri), accusata di non rispettare l’impegno – preso nel 2010 – di non acquistare più dai loro fornitori olio di palma prodotto a discapito delle foreste e dei diritti umani. 
Per questo ieri mattina i volontari di Greenpeace sono entrati nei supermercati di Bari e di altre 17 città italiane e hanno lasciato tra gli scaffali alcuni cartoncini con la scritta “Oreo – basta olio di palma che distrugge le foreste”. Nel capoluogo pugliese gli attivisti hanno anche allestito punti informativi in via Melo e in via Capruzzi con l’intento di suggerire ai consumatori cosa fare per difendere le foreste del nostro Pianeta. 
L’accusa rivolta a Mondelēz è di aver acquistato olio di palma da 22 fornitori, rei di aver distrutto – tra il 2015 e il 2017 – oltre 70 mila ettari di foresta pluviale, di aver sfruttato lavoro minorile, di aver violato i diritti dei lavoratori e di aver distrutto illegalmente numerose foreste e procurato incendi dolosi.
L’olio di palma, spiega l’associazione ambientalista, “è l’olio vegetale alimentare più consumato al mondo. La grande domanda di questo prodotto ha dato molto potere all’industria indonesiana favorendo l’espansione, spesso indiscriminata, delle piantagioni di palma da olio a discapito delle foreste, della biodiversità che esse ospitano e delle popolazioni locali”. 
“Le foreste pluviali – aggiunge Martina Borghi, Campagna Foreste di Greenpeace Italia – sono il polmone del Pianeta. La coltivazione indiscriminata di palme da olio sta causando l’estinzione di specie uniche e alimenta una crisi climatica che ha impatti globali. Mondelēz deve smettere immediatamente di acquistare olio da commercianti e produttori che continuano a deforestare e violare i diritti umani. Qualche merendina non può valere l’estinzione degli oranghi”. 
A tal proposito, solo pochi giorni fa, è stato lanciato anche in Italia “Rang-tan”, il nuovo spot d’animazione di Greenpeace – doppiato dalla cantante Noemi – che tratta proprio il problema della distruzione delle foreste indonesiane, habitat naturale degli oranghi, per la produzione indiscriminata di olio di palma. 
Proprio nel giorno della manifestazione anti-Mondelēz, sei attivisti dell’associazione ambientalista sono stati arrestati dopo aver abbordato una nave cargo che trasportava olio di palma proveniente dall’Indonesia e diretta in Europa. 
I volontari “avevano abbordato la nave Stolt Tenacity nei pressi del Golfo di Cadice, nell’Oceano Atlantico, per protestare pacificamente contro la distruzione della foresta pluviale”, si legge in un comunicato. “Questa nave – spiega Greenpeace - è lunga 185 metri e trasporta olio di palma di Wilmar, il principale operatore commerciale di questo prodotto. Prima di essere arrestati, gli attivisti hanno aperto uno striscione con la frase ‘Drop Dirty Palm Oil’ per chiedere a Wilmar di non commerciare più olio di palma prodotto a discapito delle foreste e dei diritti umani”.

Bari. Greenpeace in piazza contro Oreo. (foto M.Nuzzi) ndr.




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