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Bari. La Polizia di Stato sequestra la sede di Casapaund [VIDEO]

Sequestrata las sede di Casapound dalla P.S. (foto P.S.) ndr.

di Redazione

BARI, 12 DIC. (COMUNICATO STAMPA) - La Polizia di Stato ha dato esecuzione alla misura cautelare del sequestro preventivo della sede del movimento Casapound, ubicata a Bari in via Eritrea nr.29/B, come disposto dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica di Bari. Il sequestro è stato effettuato da personale della Digos della Questura di Bari in relazione ai fatti delittuosi accaduti lo scorso 21 settembre allorquando, al termine di un corteo di protesta regolarmente preavvisato all’Autorità di P.S., alcune persone che vi avevano preso parte hanno subito una brutale aggressione, commessa ai loro danni da parte di un gruppo di soggetti provenienti proprio da tale sede, nelle cui vicinanze si era conclusa la manifestazione. A conclusione dell’intensa attività investigativa sviluppata dalla Digos nella immediatezza dei fatti, risultano indagati dalla locale Autorità Giudiziaria 30 militanti di Casapound (di cui 2 minorenni) per la violazione degli artt. 1 e 5 della legge nr. 645/1952 (legge Scelba), dei quali 10 ritenuti responsabili di lesioni aggravate in concorso (artt. 110, 112, comma 1, 582, 585 c.p.) nei confronti di alcune persone che avevano partecipato, poco prima, alla manifestazione. Risultano, altresì, indagati anche 5 militanti del locale centro sociale “Ex Caserma Liberata” per violenza e minacce nei confronti di pubblici ufficiali appartenenti alle Forze dell’Ordine (art. 337 c.p.). I predetti, infatti, appresa la notizia dell’aggressione, con il fine di raggiungere la sede di Casapound per entrare in contatto con gli antagonisti, non avevano esitato ad aggredire, a loro volta, le Forze di Polizia intervenute per ristabilire l’ordine. Le perquisizioni delegate dall’A.G. ed effettuate lo scorso 5 ottobre a carico degli indagati e presso la sede di Casapound, hanno consentito anche il rinvenimento di alcuni oggetti utilizzati ai fini dell’aggressione, tra cui, all’interno della citata sede, di 4 manubri da palestra indicati, dalle stesse vittime, in possesso degli aggressori.





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