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Teatro. Al Piccolo Teatro con “Casa Nove”, sul palcoscenico le nostre tradizioni e tanto divertimento

Una immagine dello spettacolo. (foto GM) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 18 MAR. - Colino e Maria vivono al quartiere Libertà in un piccolo appartamentino umido e fetido, dove sono costretti, un'intera famiglia a stare in due stanze e il bagno sul ballatoio, non riescono nonostante il loro stato di indigenza ad entrare ai primi posti della graduatoria per aggiudicarsi un alloggio popolare. Un impiegato dell’Istituto Case Popolari però, suggerisce a Maria di inserire nel nucleo familiare la madre invalida, così in virtù di questo, la famiglia riesce finalmente ad aggiudicarsi la tanto agognata casa popolare, con tre ampi vani, un salone, due bagni e cucina abitabile, grandi balconi terrazzati, giardino condominiale, box e posto auto. Maria è al settimo cielo e si organizza con sua madre per invitarla a vedere la casa, ma quando comunica a suo marito che la madre sarebbe dovuta andare a vivere con loro in quanto lei beneficiaria dell'immobile, Colino non accetta questa situazione e continua ad essere ancor più depresso perché la casa si trova in periferia e lui per raggiungere il quartiere libertà dove va a giocare al biliardo e a carte con i suoi amici deve prendere l'autobus in quanto sprovvisto di un'auto propria, così appena entra nella nuova casa comincia ad imprecare, trovando a quella casa tutti i difetti possibili. 
Ad ascoltare le bestemmie di Colino c'è la fata della casa, una signora bella e distinta, molto facoltosa, la quale prende in simpatia Maria e sua madre, mentre comincia a fare i dispetti a Colino, rovesciando sedie, facendolo cadere, mettendogli il Guttalax nella birra ed infine causandogli un incidente domestico in cui quest'ultimo si procura un taglio alla testa e viene ricoverato all'ospedale sotto osservazione. Nel frattempo Maria e sua madre trovano dei soldi, misteriosamente lasciati dalla fata della casa. La madre di Maria non riesce a spiegarsi l'accaduto, comincia a sospettare, ancorata alle credenze popolari che in quella casa c’è qualcosa di misterioso, così chiama una sua vecchia amica fattucchiera, la quale recandosi sul posto Individua che in quella casa c'è proprio la cosiddetta fata della casa, quest’ultima ha ascoltato i loro discorsi e mentre vuol bene a Maria e sua madre perché sono affezionate a quella casa, non gradisce Golino perché ne parla male. Le due donne comunicano questo a Maria e quando Colino ritorna a casa Maria prima di fargli mettere piede nell'appartamento lo obbliga a chiedere scusa alla fata della casa. Così una volta entrato nell'abitazione Colino recita una filastrocca per chiedere perdono alla fata della casa chiedendole di protegge la casa e la sua famiglia. 
Da quel momento la fata della casa prende a ben volere anche Colino, e da allora le sorti della famiglia si ribaltano. Un vecchio amico di Colino viene a trovarli e comunica a quest'ultimo di una misteriosa eredità e di un buon posto di lavoro ….. Abbiano parlato di “Casa Nove”, una pièce simpatica, in dialetto barese, tratta da un testo di Emanuele Battista, divertente e mai volgare, che ha allietato per tante serate il numeroso pubblico del Piccolo Teatro di Bari, per l’occasione sempre sold out. Sul palcoscenico un cast talentuoso e ben affiatato: Susi Rutigliano, Antonella Ranieri, Maurizio Sarubbi, Francesca Matinelli, Lidia Cuccovillo ed Enrico Milanesi Amendoni. Diretto dal valente e poliedrico Maurizio Sarubbi.



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