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53° VINITALY. Il consumatore premia la qualità: DOC, Bio, Spumanti e i vini a marca privata in testa agli acquisti


Immagini dal Vinitaly (foto A.Gigante) ndr.

di Daniele Lo cascio

Verona 7 APR. - Si è inaugurato oggi a Verona il 53° Salone del Vino e dei distillati, manifestazione irrinunciabile gli addetti ai lavori, cantine e compratori ma anche per i tanti appassionati che ogni anno puntano sulla manifestazione scaligera per poter conoscere l’ampio ventaglio dell’offerta enologica nazionale e internazionale. La verità è che negli ultimi anni il consumatore ha affinato il suo palato con il pullulare di corsi di avvicinamento al vino o di sommellerie, questo ha fatto si che al momento dell’acquisto ricerchi un prodotto qualitativamente conforme alle sue conoscenze e rinnovate esigenze gusto olfattive.
In questa fase cruciale sta giocando un ruolo fondamentale la grande distribuzione che nello scorso anno ha visto come vini con maggior tasso di acquisto nei supermercati quelli Doc e Docg, gli spumanti, i vini biologici ed i vini col marchio dell’insegna distributiva. Precisamente da una ricerca IRI condotta per Vinitaly 2019, su dati 2018 a volume sul canale iper+super+libero servizio piccolo risulta che la grande distribuzione si conferma come il canale di vendita del vino italiano di gran lunga più rilevante, con 619 milioni di litri per un valore di 1 miliardo e 902 milioni di euro. I vini Doc e Docg in bottiglia registrano il +5,3% nel primo bimestre 2019; gli spumanti il + 2,1%, i vini biologici il +18% (+ 11,8% gli spumanti bio); i vini a marca privata o marchio del distributore (MDD) in bottiglia il + 7%. 
La quota di mercato del vino MDD è arrivata al 14% di tutto il vino venduto nella Grande Distribuzione per un valore di 156 milioni di euro. I soli vini Doc e Docg a marca del distributore sono cresciuti dell’8%.
Immagini del Vinitaly (foto A.Gigante) ndr.
Dunque fondamentale il ruolo del MDD per offrire al consumatore un prodotto di qualità che provvede all’acquisto e all’etichettatura con propri marchi (per esempio “Fior Fiore” di Coop o “Terre

d’Italia” di Carrefour) oppure con altre etichette di fantasia. Il consumatore di solito non si accorge di acquistare un prodotto a marchio, ma è attirato dal prezzo contenuto, grazie alla filiera più corta, e da una buona qualità media. Analisi condivisa da Federico Scarcelli, buyer vino di Coop: “La pessima vendemmia del 2017 e il conseguente aumento delle quotazioni del vino ha portato aumenti di prezzo importanti: Coop ha limitato l’inflazione a scaffale dei vini tipici e degli spumanti al 2% mentre l’aumento dei vini tavola è stato intorno al 7%”. La Coop ad esempio propone i marchi “Assieme”, vini quotidiani provenienti da cantine del mondo cooperativo e “Fior Fiore”, di fascia medio alta, con 17 referenze prodotte da note cantine, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier (entrambe spuntano una performance positiva nel 2018).







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