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SATIRA E NON SOLO - Bravi i foggiani abitanti di Fògge e i ‎cerignolani abitanti di Ceregnòule

Olio pugliese. (foto web)ndr.

di Giuseppe Femiano

BARI, 15 MAG. -  Come si dice la necessità aguzza l’ingegno, i foggiani e i cerignolani visto il pericolo dell’arrivo della xilella dalle loro parti (ma solo per quello e non per altro, credeteci) si sono industriati e cosa hanno fatto? Hanno fin da ora anticipato l’arrivo della xilella e pur di non privare del richiestissimo olio pugliese loro i compratori esteri e del Nord Italia, poverini, si sono destreggiati e sacrificati contraffacendolo. Vendevano in Italia e all'estero olio di semi, di soia o di girasole addizionato con clorofilla e betacarotene per renderlo simile all’olio extravergine di oliva. Si tratta di un traffico di ingenti quantitativi (milioni e milioni di litri) di olio contraffatto. Purtroppo i carabinieri non hanno capito lo spirito di sacrificio che ha portato i produttori alla adulterazione dell’evo (pur di non privare i loro estimatori dell’olio extravergine d’oliva). I NAS sono stati poco propensi verso l’intento dei “produttori”, pensate alcuni di loro avevano creato delle società fittizie con annessi frantoi inesistenti nei quali sostenevano di produrre olio d'oliva extravergine. Non siate “mali pensanti” lo hanno fatto solo per non privare i richiedenti specie i ristoranti dei vip del Nord Italia “notori intenditori di evo pugliese” ed esteri in special modo i ristoranti più rinomati della Germania. Non pensate a male, l’olio veniva venduto a prezzi concorrenziali ai grossisti e ai ristoratori e da questi, certamente non a poco prezzo, ricaricato ai consumatori finali. Ma tant’è nella vita non si può avere tutto e non sempre è DOP.



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