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Il Movimento 24 agosto è la nuova forza politica del Sud

Il logo (foto Movimento 24 agosto) ndr.
di Redazione

MONTE SANT'ANGELO (FG), 29 OTT. a cura di Donata dei Nobili.
Tra i fondatori del movimento politico 24 agosto di Pino Aprile, ci sono molti pugliesi e molti di loro sono della provincia di Foggia. Gli aderenti al movimento sono uomini e donne del Sud e hanno più di quarant'anni; appartengono al ceto medio; provengono dal mondo delle professioni liberali, dell'università e della scuola; hanno un livello culturale medio-alto; leggono giornali, riviste e libri; preferiscono vivere nelle città di provincia; la loro religione è prevalentemente cattolica; si occupano di storia, di economia, di letteratura, di ambiente, di salute e di servizi alla persona; molti sono impegnati nel mondo del volontariato; hanno   una dettagliata conoscenza storica e buone abilità politiche, ma non amano la politica tradizionale. Nel passato, hanno votato partiti di centro e di sinistra, anche se, in quest'ultimo periodo, ingrossano le file dei non votanti.  E' questa la composizione sociopolitica della nascente forza politica. Sono loro i meridionalisti che hanno raccolto il seme politico-organizzativo,  posato il 24 agosto nel parco della Grancia di Potenza, germogliato e ramificato nei diversi gruppi sociali di tutte le città meridionali.
A coordinare il movimento meridionalista è un gruppo dirigente nazionale. Dalle loro dichiarazioni, emergono sia le caratteristiche storico-identitarie, sia i valori culturali della nuova forza politica.
Dopo l'incontro nel parco della Grancia di Potenza, il Movimento politico per il Mezzogiorno ha incontrato il suo  popolo il 13 ottobre a Cosenza. In questa città, il gruppo dirigente ha voluto far conoscere ai tanti partecipanti il simbolo e l'atto costitutivo, firmato a Napoli.
Un simbolo ragionato con i colori rosso, nero e bianco che richiamano i colori della copertina del libro “Terroni” di Pino Aprile, la grammatica del nascente movimento politico del Mezzogiorno.
Gli autori del logo hanno voluto incrociare in un TE, territorio ed equità, le due ragioni storiche dei popoli del Sud, ignorate dal 1861 ad oggi.
Ed è proprio della territorialità e dell'equità che i meridionalisti intendono  parlare per richiamare l'attenzione di chi ha subito le scelte di svantaggi infrastrutturali e socioeconomici, pianificate dalle classi dominanti del Nord e accettate da quelle del Sud.
E' questo il senso che i grafici ideatori del simbolo hanno voluto dare alla freccia che indica il Sud e preme su le due parole: territorialità ed equità.
In questi due vocaboli sono contenuti, dicevo, le ragioni e le passioni esistenziali e politiche di  donne e  di uomini che hanno aderito al movimento politico 24 agosto.
Le idee e il simbolo dei terroni di Pino Aprile sono presenti anche nella sonnolenta e “compromessa” realtà politica territoriale della Capitanata, devastata da scempi, saccheggi del territorio e da diritti aggrediti, graffiati e negati. Per loro, sono queste barbariche condizioni politico-amministrative ad aver annichilito i consigli comunali,  sciolti per “presunte” infiltrazioni mafiose, e spento la fiducia e la speranza dei troppi “cittadini” arresi. 
Scuotere le comunità della Terra del Sud dalla forte dipendenza e sottomissione politica ai retrivi gruppi locali dominanti è il primo e indispensabile impegno del nascente movimento politico. “Dove la vita civile delle popolazioni di interi collegi elettorali  è compromessa e condizionata dal mercimonio, i diritti politici di migliaia di cittadini restano sospesi e schiacciati dallo strapotere e dall'egoismo degli eletti.” Idee e pensieri che sono carne viva del Movimento politico 24 agosto.
“Fa quel che devi, accada quel che può. Ognuno è cosciente che quello che si fa deve essere fatto.” Con queste idee, Pino Aprile continua ad indicare la via politica ai suoi Terroni del Movimento, soprattutto a quelli che vivono nei difficili territori della provincia di Foggia.


Pino Aprile il 13 ottobre 2019 a Cosenza (foto Movimento 24 agosto) ndr.
A dar fiducia, a far crescere la motivazione dell'impegno politico della gente del Sud, sono i continui riferimenti del loro leader al pensiero di Nelson Mandela. 
Il 13 ottobre, a Cosenza,  gli aderenti al Movimento hanno fatto propria  la canzone di Mimmo Cavallo, “L'Invincibile”. “Tu darai alla gente un ideale al quale ispirarsi. Correranno con te, vacilleranno e cadranno. Ma col tempo saranno con te nella luce. Col tempo li orienterai a compiere meraviglie.”  Parole toccanti dette nella terra dell'apartheid da Nelson Mandela e ripetute nella terra dell'iniquità, del Mezzogiorno d'Italia.
“Un vincitore è un sognatore che non si è arreso.” Quando ripeteva questo concetto, Nelson Mandela lo faceva con un grande sorriso. Un sorriso che ha contagiato Pino Aprile, che nel romanzo “Il potere dei vinti” scrive: “Solo lui [il protagonista del romanzo] potrà decidere se far vincere il mare, se vivere o morire, artefice fino all'ultimo del proprio destino”. E' il suo modo per ricordare: “... in un mondo dominato dall'inganno di poter essere tutti vincitori, il valore e il potere dei vinti”.
E vinto era il popolo di Nelson Mandela oppresso dall'apartheid, voluta da Henddrick Verwoerd, primo ministro  del Sudafrica tra il 1958 e il 1966, principale ideologo della separazione razziale. Vinto era il pacifico popolo del “Regno delle Due Sicilie”, aggredito con una guerra mai dichiarata, voluta da Camillo Benso conte di Cavour, primo ministro piemontese tra il 1852 e il 1861, principale ideologo del saccheggio del Sud.
“Ma i vinti – ripete Pino Aprile- sono i veri vincitori.” Il movimento 24 agosto è convinto di aver già vinto, perché non si è arreso ai fatti e misfatti del Risorgimento prima, al Fascismo dopo e alla Repubblica parlamentare rappresentativa oggi.
Nessuno del movimento invoca “guerre di secessioni”,  atti di violenza e eserciti da armare e far marciare: si definiscono pacifici e guardano alle grandi figure non violente della storia, a tante “persone ordinarie che hanno fatto cose straordinarie”. E Nelson Mandela è stato una persona ordinaria, capace di interloquire con il Mahatma Gandhi e Martin Luter King,  che ha fatto cose straordinarie, abolendo l'apartheid.
A chi chiede come  il Movimento 24 agosto vuole modificare il cammino della Storia, rispondono: “Dopo ventisette anni di prigionia, Nelson Mandela, combattente per la libertà, ascese alla presidenza di un Sudafrica ancora diviso: il suo impegno non violento cambiò la storia. Un semplice uomo fu capace di parlare con tutti i suoi oppressori e abolire l'apartheid, considerato un genocidio morale. Mandela, nonostante l'odio tra i bianchi e i neri, seppe unire i suoi connazionali,  costruendo una società libera, democratica  in cui è stato ed è possibile vivere insieme in armonia e con pari opportunità”.
Una lunga marcia che ha una meta, certa, sicura e risolutiva. “Se non possiamo far parte dello stesso Paese alla pari, allora faremo da soli.”
Una parlar chiaro che riaprono le “antiche” questioni irrisolte e, spesso, aggravate che continuano a dividere l'Italia.



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