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Una lite familiare sfociata in tentato omicidio. Un 42enne di Monte Sant’Angelo sequestra padre non deambulante e fratello, poi accoltellato, e fugge

Una pattuglia dei Carabinieri di Monte Sant'Angelo (foto CC) ndr.

di Redazione

MONTE SANT'ANGELO (FG), 06 OTT. - Una lite in famiglia, di cui per ora non si conoscono bene i motivi per ovvie ragioni di privacy, sfociata per tentato omicidio e tentato sequestro di persone, è terminata con il fermo del colpevole. È accaduto nella mattinata del 5 ottobre scorso nel centro storico di Monte Sant’Angelo. Sia chiaro, non è stata una lite per faida, come la storia vorrebbe raccontare visti i precedenti garganici, giacché le cronache spesso riprendono per le ataviche attività montanare e che fortunatamente non si ripresentano più.

I fatti.

Il Comando locale dei Carabinieri, coadiuvati dal Comandante M.llo Magg. Michelangelo Dargenio, allertati da uno dei due litiganti, L.T.G., interveniva tempestivamente a seguito di una lite familiare, in pieno centro storico di Monte Sant’Angelo, poiché era stato chiuso a chiave in casa, e quindi sotto sequestro, insieme al padre non deambulante. Sul posto i militari si rendevano conto della gravità della situazione. Pertanto decidevano di sfondare la porta d’ingresso dell’abitazione, ritrovandosi innanzi i due trattenuti, e facendo intervenire l’unità locale di soccorso medico del 118. Il tutto perché nelle ore precedenti L.T.G. era stato aggredito dal fratello L.T.E., di anni 42. Nella lite, furibonda e con le mani, secondo quanto detto da L.T.G., L.T.E. avrebbe colpito il fratello con alcuni fendenti sferrati con un coltello a serramanico, ferendolo a un arto, per poi scappare. Grazie alla tempestività dei Carabinieri e dalla disposizioni del Comandante Dargenio, L.T.E. è stato rintracciato lungo la SS 272, località Carbonara, ed è stato fermato. Il PM. Di turno, ravvisati gli estremi, ha sottoposto L.T.E. a fermo PG per tentato omicidio, rinchiudendolo nel carcere di Foggia.




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