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Teatro. Sold out per "Un ballo in maschera" di Giuseppe Verdi, che apre la Stagione d’Opera 2020

Una immagine della rappresentazione. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 25 GEN. - Venerdì 24 gennaio alle 20.30 "Un ballo in maschera" di Giuseppe Verdi, per la regia di Massimo Gasparon, ha aperto con il sold out del Politeama barese la “Stagione d’Opera 2020” della Fondazione Teatro Petruzzelli. Si concretizza con successo l' intento della Fondazione Petruzzelli, quello di avvicinare all'opera non solo gli addetti ai lavori ma soprattutto l'intera cittadinanza. Per questo ogni rappresentazione, nel foyer del Petruzzelli viene introdotta da una “Conversazione sull’Opera” dove l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Ha magistralmente diretto l’Orchestra e il Coro del Teatro Giampaolo Bisanti e il maestro del Coro Fabrizio Cassi. Si tratta di una tradizionale e impareggiabile produzione della Fondazione Teatro Regio di Parma. Una messinscena davvero monumentale che riesce piacevolmente a sintetizzare L'Antico con il moderno. Le scene e i costumi storici di Pierluigi Samaritani nella versione moderna sono a cura dal regista Massimo Gasparon, autore anche dell'accattivante disegno luci. 

Il melodramma in tre atti su libretto di Antonio Somma, tratto dal dramma “Gustave III, ou Le bal masqué” di Eugène Scribe, del 1833, fu rappresentato per la prima volta al Teatro Apollo di Roma, il 17 febbraio del 1859. L’azione è ambientata a Boston nel XVII secolo. Atto I - Quadro primo – Sala nella casa del governatore a Boston. Riccardo, conte di Warwick e governatore di Boston ha programmato una festa in maschera per il giorno successivo: mentre è da solo in casa, guarda con ansia la lista degli invitati. Tra questi c’è anche Amelia, della quale è segretamente innamorato, moglie del suo amico e segretario Renato. Quest’ultimo sopraggiunge e lo informa che Samuel e Tom, membri di un partito avverso, stanno organizzando una congiura contro di lui. Riccardo sembra non preoccuparsi dell’imminente pericolo, ma il suo segretario lo mette in guardia. Nel frattempo, arriva anche un giudice che presenta al governatore un bando da firmare: è l’ordine di esilio per Ulrica, un’indovina, della quale il paggio Oscar prende le difese, esaltandone i prodigiosi poteri. 

Riccardo decide allora di recarsi, sotto mentite spoglie, nell’antro della maga per ascoltare le sue profezie e osservare le sue doti: il governatore e i suoi fidati cortigiani si divertono, mentre Renato è preoccupato per il pericolo a cui il governatore si espone. Quadro secondo – L’abituro dell’indovina. Renato, nei panni di un pescatore, si nasconde tra la folla e osserva gli avvenimenti: assiste così all’arrivo di Silvano, un marinaio, che si lamenta delle mancate ricompense del governatore. Ulrica gli predice che presto sarà promosso e ricompensato con una somma in denaro. Riccardo, di nascosto, infila nella tasca del marinaio un foglio di promozione, accreditando così la profezia della maga. Dopo un po’ giunge Amelia, annunziata da un servo, che chiede alla maga di liberala da una passione illecita che la tormenta. Ulrica le consiglia un’erba magica raccomandandole di coglierala a mezzanotte nel campo dove si giustiziano i condannati a morte. Riccardo ha ascoltato tutto e, convinto di essere amato, decide di seguire la donna. Nel frattempo arrivano anche, sempre travestiti, Oscar, Samuel, Tom e gli amici del conte. 

Riccardo porge la mano a Ulrica e le chiede di predirgli il futuro: la donna, però, dopo aver guardato la mano è turbata. E dietro le insistenze dell’uomo gli rivela che presto morirà per mano di un amico, di colui che per primo gli stringerà la mano. Riccardo, divertito e un po’ incredulo, offre la sua mano a tutti i presenti: solamente Renato, appena sopraggiunto, la stringe calorosamente. A quel gesto tutti i presenti sono sollevati, tranne Tom e Samuel: Riccardo svela la sua vera identità alla donna e revoca il bando, mentre il popolo lo acclama. Atto II - Campo solitario nei dintorni di Boston. È notte e Amelia, in preda all’angoscia, è nel campo delle sentenze per cercare l’erba magica della quale Ulrica le ha parlato. Arriva Riccardo e, dopo molte insistenze, le strappa la confessione del suo amore. Mentre i due amanti si abbracciano arriva Renato, che cerca il suo amico per salvarlo dall’agguato che i congiurati stanno per tendergli: l’uomo non riconosce Amelia, che ha fatto in tempo a coprirsi il volto con un velo, ma esorta l’amico a fuggire. Riccardo accetta facendosi promettere, però, da Renato che avrebbe accompagnato la donna fino alle porte della città, senza mai rivolgerle la parola. Poi, si allontana. Nel frattempo arrivano i cospiratori e delusi di non aver trovato Riccardo chiedono di vedere, almeno, il volto della donna. 

Renato la difende, ma al termine della colluttazione Amelia, nel tentativo di difendere il marito, perde il velo: l’uomo è sconvolto e decide di vendicarsi. Convoca, quindi, per l’indomani, Samuel e Tom a casa sua; mantiene, però, la promossa e accompagna Amelia in città senza rivolgerle la parola. Atto III Quadro primo – Studio nell’abitazione di Renato. Renato ha deciso di condannare Amelia a morte, per lavare l’onta: le concede, però, di riabbracciare per l’ultima volta, il figlio. Rimasto da solo, riflette e comprende che non è Amelia a dover morire ma Riccardo che ha tradito l’antica amicizia. Nel frattempo arrivano Samuel e Tom e Renato si dichiara disposto a unirsi alla congiura. Per decidere chi dovrà uccidere il governatore, i 3 decidono di gettare i tre nomi in un vaso e tirare a sorte. Incaricata dell’estrazione è Amelia, appena sopraggiunta, che estrae proprio il nome del marito. Arriva, poi, Oscar con l’invito per il ballo in maschera: Renato capisce che quella sarà l’occasione ideale per compiere l’assassinio. 

Quadro secondo – Studio del governatore Il governatore, nel frattempo, ha deciso di non rivedere più Amelia e ha firmato un decreto di rimpatrio per la donna e suo marito. Nello studio entra Oscar con un biglietto: una donna avverte Riccardo di non andare alla festa perché lì qualcuno lo ucciderà. L’uomo decide, però, di recarsi ugualmente al ballo anche per rivedere, per l’ultima volta, la sua amata. Quadro terzo – Sala da ballo nella casa del governatore. Mentre il ballo in maschera è in pieno svolgimento Renato costringe Oscar a rivelargli qual è il costume del governatore. Nel frattempo, Amelia e Riccardo s’incontrano: la donna lo supplica di mettersi in salvo. Tutto inutile: sopraggiunge Renato che colpisce a morte il governatore. Prima di morire, l’uomo rivela all’amica che Amelia è pura e che egli intendeva rinunciare per sempre a lei. 

Ad interpretare con successo l’opera sul palcoscenico del Teatro Petruzzelli: Giorgio Berrugi (Riccardo 24, 26, 28, 31 gennaio) Giuseppe Gipali (Riccardo 25, 29 gennaio, primo febbraio), Dalibor Jenis (Renato 24, 26, 28, 31 gennaio), Francesco Landolfi (Renato 25, 29 gennaio, primo febbraio), Veronika Dzhioeva (Amelia 24, 26, 28, 31 gennaio), Burçin Savigne (Amelia 25, 29 gennaio, primo febbraio), Elena Gabouri (Ulrica 24, 26, 28, 31 gennaio), Sanja Anastasia (Ulrica 25, 29 gennaio, primo febbraio), Damiana Mizzi (Oscar 24, 26, 28, 31 gennaio), Paola Leoci (Oscar 25, 29 gennaio, primo febbraio), Italo Proferisce (Silvano), Deyan Vatchkov (Samuel), Andrea Comelli (Tom), Christian Collia (Un giudice), Nicola Cuocci (Un servo di Amelia) L’opera sarà in replica al Teatro Petruzzelli sabato 25, domenica 26 e martedì 28 gennaio alle 18.00, mercoledì 29 e venerdì 31 gennaio alle 20.30 e sabato primo febbraio alle 18.00. Biglietti in vendita al botteghino del Teatro Petruzzelli (aperto dal lunedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00) e on line su www.vivaticket.it. 

Informazioni: 080.975.28.10.



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