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Salute. Controversie in tema di carcinoma mammario e ovarico - Il 28 e 29 febbraio all’Hotel Parco dei Principi

Prof. Vito Lorusso. (foto com.) ndr.

di Antonella Daloiso

BARI, 25 FEB. - Donne sempre più giovani colpite da cancro al seno. Preservare la fertilità e i disturbi sessuali si può. Cure sempre più mirate per il triplo negative Secondo le statistiche, oggi, una donna su nove ha una altissima probabilità di sviluppare un tumore al seno. In Italia sono oltre 31mila le donne che ogni anno si ammalano di questa malattia e ben 11.000 ne muoiono. Sempre più colpite le donne sotto i 45 anni d’età. La stessa cosa accade per il tumore ovarico, ancora tra i più letali e in continua e costante crescita. Molti di questi casi sono dovuti a mutazione genetica, di cui i geni BRCA1 e BRCA2 costituiscono la percentuale più rilevante. Se ne parlerà, con un approccio multidisciplinare, il 28 e il 29 febbraio all’Hotel Parco dei Principi ( vicinanze aeroporto) nel corso del convegno “Controversie in tema di Carcinoma mammario e Carcinoma Ovarico”. I lavori avranno inizio venerdì alle 15 per proseguire per tutta la mattinata di sabato 29. “Se entrambe le patologie sono sempre più curabili – dice Vito Lorusso, oncologo IRCCS e presidente del convegno insieme a Francesco Giotta e a Emanuele Naglieri – è necessario affrontare in parallelo le problematiche che riguardano le donne che si ammalano in giovane età, come, ad esempio, la possibilità di preservare la fertilità e quindi di essere madri. 

Affrontando anche una serie di problemi che potrebbero riguardare la sfera sessuale, in particolare nei periodi di cura”. Ma non è solo questo l’obiettivo del convegno, una full immersion nel problema, del quale si intende individuare le dimensioni, affrontando anche approfondimenti sulle nuove terapie per pazienti con HER2 positive e in fase avanzata e per quelle con triplo negativo. Questo ultimo argomento è particolarmente importante perché riguarda tumori molto aggressivi, per i quali, fortunatamente, gli ultimi dati sono confortanti: grazie alle nuove frontiere della farmacologia, infatti, si può parlare di un aumento dei tempi di sopravvivenza e questo fa ben sperare per il futuro prossimo. L’immunoterapia, in associazione con la chemioterapia comincia a dare risultati anche in questo tipo di neoplasia difficile da trattare. Si è voluto, dunque, nella due giorni, dare particolare rilievo al problema dedicando alle controversie su quest’ultimo argomento la prima sessione di venerdì 28 febbraio, moderata da Vito Lorusso e da Geny Palmiotti, nella quale si parlerà delle terapie adiuvanti e neodiuvanti più efficaci per questa tipologia di carcinomi. 

“Per la quale – chiarisce Lorusso - nuove frontiere di cure hanno portato ad un miglioramento sia in termini di controllo della malattia, sia nella sopravvivenza. Per noi oncologi questo significa molto perché sino a poco tempo fa non si avevano a disposizione scelte terapeutiche mirate per questo tipo di patologia, che rappresenta il 15% circa di tutti i tumori della mammella e per la quale la ricerca sta cercando di identificare altre caratteristiche biologiche che consentano di trattare queste forme in modo ancor più personalizzato. Più mirata sarà la cura, migliore sarà la prognosi”. Oncologi di fama nazionale provenienti da tutta Italia porteranno il loro contributo di idee, di studi e di esperienze per fare una analisi a tutto campo partendo dalla valutazione anatomo patologica, passando per i possibili benefici della chemioterapia, sino ai farmaci di nuova generazione. Saranno presi in esame, alla luce della letteratura, i timing di trattamento più appropriati per migliorare le aspettative di vita delle pazienti. La seconda sessione di venerdì, sarà moderata da Michele Aieta (Rionero in Vulture) e da Livio Blasi (Palermo): si continuerà a dibattere sul triplo negative, sul ruolo del Bevacizumab, di immunoterapia e di chemioterapia. I lavori della seconda giornata saranno aperti alle 9,30 con la lettura magistrale di Giuseppe Viale (Milano) su HER 2 low “to treat or not to treat this is the question”. 

Nella terza sessione, moderata da Vincenzo Adamo ( Messina) e Nicola Marzano, proseguirà l’approfondimento del cancro alla mammella nelle pazienti Luminal A e B, ma si parlerà anche di inibitori delle cicline che bloccano la replicazione del DNA maligno, di antracicline, di farmaci antiormonali. La lettura magistrale di Francesco Cognetti (Roma) sul ruolo delle signature genetiche nella malattia in fase iniziale e la lettura di Roberto Bordonaro (Catania) sulla “Sostenibilità della terapia oncologica nel carcinoma mammario” completeranno il focus affidato alla sessione. L’ultima sessione del convegno sarà moderata da Mario De Lena, Emanuele Naglieri e Graziana Ronzino (Lecce). Argomenti principali, l’algoritmo terapeutico del tumore ovarico, il significato clinico del BRCA 1 e 2, nel carcinoma mammario e lo stato dell’arte nella profilassi dell’emesi. I lavori termineranno alle 13,30 con le conclusioni affidate a Francesco Giotta e a Vito Lorusso. Il convegno assegna 7 crediti formativi.



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