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Coronavirus. Truffatori, ladri e spacciatori a casa. In arrivo il 'mini indulto'. Grazie Conte, grazie Bonafede

Il Ministro Guardasigilli Bonafede. (foto web) ndr.

di Mimmo Loperfido

BARI, 18 MAR. - I decreti molto ricchi di articoli mi fanno venire l’orticaria. Quando si tratta di votare il milleproroghe per esempio, mi sale la pressione a 220: dentro ci mettono di tutto e di più. L’ultimo decreto, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, consta di un centinaio di pagine. Le prime misure a sostegno dei lavoratori dell’economia. Del tutto insufficienti evidentemente, ma è un buon inizio. Ci auguriamo che si vada molto aldilà. Tra le pieghe di un decreto che ha visto la gestazione dopo quasi quattro giorni di lavoro, salta fuori l’articolo che riguarda il cosiddetto mini nindulto. Di che si tratta? Detenuti che devono scontare pene fino a 18 mesi, tutti a casa: ai domiciliari. Se andiamo a verificare la pena, ci accorgiamo che stiamo parlando di truffatori ladri e spacciatori. Un vero e proprio mini indulto che passa, come sempre, come la giustificazione dei nostri ambienti carcerari effettivamente asfittici, igenicamente più che insalubri. Dai tre ai 6000 detenuti quindi di qui a qualche ora saranno in  libera uscita per andare a casa, agli arresti domiciliari. Per alcuni di essi ci sarà il braccialetto. 

Per molti altri solo poliziotti e carabinieri che saranno costretti ad andare a controllare la loro presenza fra le mura domestiche. Un guaio dicono i sindacati di polizia ed ufficiali dei carabinieri. Ci sono pochi uomini e quelli in servizio non bastano ad affrontare i problemi molto seri che stiamo vivendo in questi giorni. Peraltro anche i giudici sono preoccupati. Lì dove quanti sono destinati a lasciare il carcerenon hanno una residenza oppure sono cittadini stranieri, dove andranno? Quale domicilio? Dove sistemarli? Ma non è solo questo il guaio. Per quanto si tratti di soggetti del tutto redenti pentiti e disposti a rientrare dignitosamente nella vita sociale, si può pensare che alcuni spacciatori, non saranno tentati di proseguire la loro attività criminali? Aldilà di questo tuttavia, è veramente molto strano che ci sono forze politiche che appena possono aprono le carceri svuotano le prigioni.. Ma come è nata questa idea del mini indulto. Non più di una settimana fa, ricorderete, si registrarono delle rivolte nelle carceri e, parallelamente, disordini anche fra i parenti dei detenuti. Il guardasigilli, di punto in bianco, sospese licenze e colloqui fra i deteuti e i parenti. Un’ira di Dio. 35 milioni di danni e una serie di poliziotti carabinieri guardie carcerarie nelle corsie degli ospedali. 

Senza contare, credo la cosa più grave, nove morti fra i detenuti. In quella circostanza, accortosi di un errore molto grave, il Ministro Bonafede tratto' con i rappresentanti dei sindacati e dei parenti dei detenuti, la promessa di un successivo mili indulto. Eccolo arrivato e pronto. Pertanto, dopo aver commesso l’errore di aver sospeso all’improvviso licenze premio è colloqui con i parenti, adesso il Ministro Bonafede commette il secondo errore. Forse quello ancora più grave. Tutto lascia intravedere una situazione che nel calcio, si dico bene, nel calcio, avviene di frequente. Un arbitro che non vede un rigore clamoroso, dopo qualche minuto, finge di non vederne uno dall’altra parte per compensare. Quindi invece di un errore ne commette due. Ma quanti  ne commettera' ancora l’arbitro Ministro Guardasigilli Bonafede? 



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