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Sciopero della fame di Maurizio Bolognetti per il giornalista Lì Zehua. [VIDEO] "Io sto con Zehua, dalla parte di chi onora il diritto alla conoscenza".

Maurizio Bolognetti (foto M. B.) ndr.
di Redazione

BASILICATA, 12 MAR. (Com. St.) -  "Abbraccio idealmente i cinesi. Io provo ad occuparmi di un collega giornalista, Lì Zehua, colpevole di aver voluto raccontare l’assenza di trasparenza sul covid-19. Sono domande di cui dovremmo occuparci. Perché in Cina arrestano un giornalista? Perché in Cina arrestano dei medici?” E' quanto ha dichiarato il segretario dei Radicali Lucani e membro del Consiglio generale del Partito Radicale, Maurizio Bolognetti.

Bolognetti parla di strage di diritto e di democrazia e con lo sciopero della fame cerca “di indurre il nostro ministro degli esteri a chiedere a quelli del Partito popolare cinese, spesso contro il popolo, che fine ha fatto il giornalista Lì Zehua che mia pare abbia provato a fare un po’ di luce dove atri hanno fatto cadere le tenebre. Abbraccio idealmente i cinesi – ha proseguito Bolognetti -. Io provo ad occuparmi di un collega giornalista colpevole di aver voluto raccontare l’assenza di trasparenza sul covid-19. Sono domande di cui dovremmo occuparci. Perché in Cina arrestano un giornalista? Perché in Cina arrestano dei medici? Oggi ho iniziato il 2° giorno di iniziativa nonviolenta. Ministro Luigi Di Maio, chieda a Xi Jinping perché hanno arrestato il giornalista Lì Zehua. Noi abbracciamo idealmente il popolo cinese, non il regime di piazza Tienanmen”.

"La realpolitik è superata. Occorre una nuova Realutopia, secondo l'espressione coniata da Ernest Bloch".
P.s. Il diritto di cronaca, di pensiero, di parola, ecc. Non è stato abolito, non siamo in Cina, almeno per ora, e non intendo piegarmi a stupidi, indecenti, vili ricatti morali". Buon ascolto! 





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