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SATIRA E NON SOLO - Sogno futuristico di un pensionato

Sogni futuristici. (foto com.) ndr.

di Giuseppe Femiano

BARI, 20 APR. - Questa notte ho fatto un sogno lucido, ma strano mica tanto, saranno state le notizie della moria di anziani nelle RSA Residenze Sanitarie Assistenziali. Sono svegliato gradevolmente da una musica soft, nella stanza vi è una temperatura gradevole, i vetri della finestra automaticamente da scuri delicatamente pian piano cambiano colore sino a diventare trasparenti. È mattino e la luce solare penetra nella stanza che da azzurra, diventa di un tenue colore giallino, mi alzo e la temperatura è gradevole e l’umidità al 50%. Tutto è stato regolato automaticamente, in funzione dei miei parametri vitali, da parte di un computer indovato in qualche parte della casa, mi ha controllato durante il sonno regolandomi il materasso e la rete in base alle mie fasi del sonno. Mi sento bene, entro nel bagno ove trovo già la vasca con l’acqua a temperatura giusta, secondo le mie preferenze e il mio stato d’animo, proseguo sdraiandomi su la panca ove sono asciugato da delicati soffioni che emanano profumo di lavanda e bergamotto e mentre sono disteso a occhi chiusi il rasoio automatico che mi avvolge il viso, ha già provveduto a rasarmi ed a passarmi un dopobarba agli agrumi. 

Mi alzo e trovo pronti i vestiti, scelti dal computer in base alla temperatura esterna e ai miei impegni della giornata, quindi mi reco in cucina ove trovo la colazione già pronta scelta dal computer dopo un’attenta analisi, sa le mie patologie, il mio stato di salute e i miei desideri. Poco prima ero stato analizzato, mentre passavo per la porta del bagno che in realtà all’interno contiene piccoli scanner ognuno con una funzione diversa. Mentre faccio colazione mi affiora qualche ricordo di fatti, di persone, di momenti trascorsi, che subito si materializzano davanti a me mediante ologrammi tridimensionali, sembrano reali e i suoni sono come lo erano allora, rumori della campagna, fruscio di alberi, lieve brezza, profumo delle persone. Intanto il frigo e il forno hanno badato a segnalare al computer centralizzato del megaipermercato cosa manca e nella giornata saranno riforniti delle materie prime che poi saranno composte in base ai miei gusti e necessità. Vado verso la zona del computer, appena mi avvicino appare un ologramma che funge da schermo e mi metto a guidarlo col pensiero, guardo la data giovedì 21 aprile 2050 (per fortuna certamente non ci sarò). Le pensioni ormai non esistono più tutto è regolato automaticamente e le necessità sono soddisfatte in base ai bisogni da un ipercervello centrale, si pratica il telelavoro da casa o da vicino a essa. Raggiunta la tarda età pensionabile si è soddisfatti nelle necessità ancora per qualche anno poi si provvede al distacco mediante “il giardino fiorito”, come si faceva con i militari sino a trent’anni prima, quando non c’era più nulla da fare. 

Mi corre dire che ora il metodo e molto migliorato direi perfetto e tutto avviene nel migliore dei modi e poi seguito dalla cremazione, cosi si risparmia spazio. Io non so come sono sfuggito sin ora, ci deve essere un errore nel cervellone, ma ho saputo che a giorni sarà sostituito da uno più piccolo ma più efficiente e niente più sfuggirà, mi preparo mentalmente, anche perché mi sono stancato degli ologrammi e i ricordi preferisco portarmeli dietro. Quasi, quasi mi mancono i vari Renzi, Conte, Salvini, Di Maio e company. A tutti ciao.



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