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SATIRA E NON SOLO - Silvia Romano liberata o rilasciata?

Silvia Romano libera. (foto com.) ndr.
di Giuseppe Femiano

BARI, 16 MAG. - Riceviamo da un lettore che ha preferito l’anonimità e pubblichiamo ritenendo alcune argomentazioni interessanti “Bella strategia di comunicazione quella adottata dai terroristi Somali. Hanno dato al mondo la visione di una vittoria su tutto il fronte: rilasciato un ostaggio dietro pagamento offrendo alle telecamere di tutto il mondo l'immagine dell'ostaggio occidentale diventato uno di loro- Bingo! E noi grandi C!”

Innanzitutto rallegramenti per la liberazione di Silvia Romano, ma corre l’obbligo di fare qualche analisi. L’azione è il frutto di una collaborazione tra il Mit (mit turkish intelligence service) e l’AISE (agenzia informazioni e sicurezza esterna), il nostro servizio che si occupa di risolvere problemi fuori dal territorio nazionale; ma qualche domanda e considerazioni vanno fatte. Come mai il coinvolgimento turco? In genere i servizi di intelligence (tra loro amici?) hanno scambi e seguono canali secretati, ma qui non vi è nulla di astruso. La presenza turca nel corno d’africa in Somalia in particolare in questi ultimi anni è diventata massiccia, ha preso il posto lasciato libero dall’Italia nella sua ex colonia e lo stesso sta avvenendo in Libia senza che nessuno la contrasti. Tutto inizia nel 2011 con la visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Mogadiscio devastata da una terribile carestia, praticamente è stato l’unico leader politico non africano a farsi vedere in oltre due decenni. Erdogan, resisi conto immediatamente delle condizioni del paese, approfittò del vuoto lasciato dai paesi non africani e dall’Italia in particolare e fornì ingenti aiuti umanitari e concluse accordi diplomatici. 

Nel 2016 aprì a Mogadiscio la più grande ambasciata turca in Africa, concludendo accordi commerciali per ben 250 milioni di dollari e aprendo rapporti logistici importanti (il porto e aeroporto sono gestiti da compagnie turche). Sono importantissimi sia i rapporti sanitari (a Mogadiscio è attivo il polo ospedaliero intitolato per l’appunto “Recep Tayyip Erdogan") e sia scolastici, quest’ultima è una forma di soft power turco basata sulle numerose borse di studio garantite agli universitari locali, che si recano per studiare in Turchia per poi diventare la classe dirigente somala del futuro, che sicuramente avrà un occhio di riguardo nei confronti di Ankara. La collaborazione militare e di intelligence è strettissima, come se non bastasse i turchi hanno aperto a Mogadiscio una grandissima una base militare ove gli uomini di Ankara addestrano le forze di sicurezza locali, che utilizzano equipaggiamenti, armi, droni e mezzi turchi. La base ha una struttura capace di addestrare fino a mille militari alla volta e puntare così a portare a 10 mila il totale dei soldati somali preparati da Ankara. Erdogan ha così scongiurato direttamente il rischio, già corso in passato, che la capitale potesse finire in mano ad Al Shabab, i terroristi islamici che si ispirano ad Al Qaeda; del resto questa politica ricalca quella che i turchi hanno già collaudato in Sudan e, in parte, in Libia. 

Conte, Silvia Romano e Di Maio. (foto com.) ndr.
Tutto ciò ha fatto sì che Erdogan assumesse una sorta di leadership morale-religiosa contro un'organizzazione che fa dell'adesione più radicale all'Islam la propria bandiera e la propria ispirazione nelle imposizioni nelle aree sotto il proprio controllo. E come se non bastasse "Abbiamo ricevuto una proposta dalla Somalia - ha dichiarato Erdogan -, ci hanno detto) che nelle acque somale c'è petrolio e potremmo condurre delle ricerche, esattamente come al largo della Libia". In questo complesso scenario si è svolto il rilascio della nostra connazionale, ma quello che colpisce l’opinione pubblica italiana è quanto svoltosi a Fiumicino. I rappresentanti del governo italiano con Conte e Di Maio in testa si sono precipitati ad accogliere Silvia Romano che ha dichiarato di essersi convertita all’Islam prendendo il nome di Aisha e indossava l’jilbab, in realtà è la veste indossata dalle donne appartenenti ai gruppi islamici di Al Shabab. Il risultato è stato di una propaganda a favore dei gruppi terroristici da un lato e dall’altro anche a favore dei servizi di intelligence turchi in quanto la ragazza appena liberata sopra l’jilbab indossava un giubbetto antiproiettile turco recante l’immagine delle mezza luna turca. 

A parte la figura barbina fatta dai nostri di cui la foto a lato in particolare lo show di Conte e Di Maio che continua a fare lo gnorri dichiarando di non saper se è stato pagato un riscatto, sorge spontanea qualche domanda. Il problema del riscatto è importante in quanto gli integralisti in questi anni con i sequestri hanno raccolto, detto da loro stessi, ben 125 milioni di euro che sono serviti a comprare armi ed esplosivi per fare attentati. Non per nulla nell’area dove agiscono i nuclei armati terroristici i cooperanti sono conosciuti con il soprannome di Walking Money (moneta che cammina). Strana coincidenza del destino Silvia viene liberata, dopo il pagamento sembra di 4 milioni di euro, il 9 maggio, ma il 9 maggio 1978 venne ucciso Aldo Moro per lui non si fece e non si volle fare nulla affermando che lo stato non scende a patti con i terroristi. Duole dire che questo avvenimento è passato in secondo ordine e quello che più dispiace che a Bari non si è svolta alcuna commemorazione e quello che risalta più grave è il silenzio assordante dell’Università di Bari intitolata per l’appunto ad Aldo Moro. Riguardo alla ragazza Silvia Romano facciamole gli auguri di una lunga e felice vita e diamole il tempo necessario, dopo due anni di sequestro, di riprendersi in seno sua alla famiglia e nella cui tranquillità potrà vagliare le sue decisioni e sta a noi rispettarle dopo in quanto libere. Riguardo ai nostri governanti che, pur di apparire protagonisti, si sono precipitati a Fiumicino con le conseguenze propagandistiche che sono agli occhi di tutti stendiamo un velo pietoso.



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