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Bari. La Gdf esegue un decreto di sequestro di beni per un valore di 2,2 milioni di euro per frode fiscale e omessi versamenti di iva [CRONACA DELLA GDF ALL'INTENO]

Sequestro di beni per 2.2 mln di euro a Bari (foto Gdf) ndr.

di Redazione

BARI, 24 MAR. (COMUNICATO STAMPA) - Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo avente per oggetto, in via diretta, le disponibilità finanziarie di una società per azioni (con sede a Bari, fallita e già operante nel settore delle fabbricazioni di strutture e parti assemblate metalliche) e, per equivalente, i beni dei suoi amministratori pro tempore, indagati per frode fiscale in relazione all’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti negli anni d’imposta 2014-2017. L’attività svolta dalle Fiamme Gialle baresi ha permesso, altresì, di rilevare l’omesso versamento di ingenti importi relativi all’Imposta sul Valore Aggiunto nel 2016, nonché l’omessa presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta nel 2017. Il decreto di sequestro preventivo - emesso dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica - costituisce l’epilogo della complessa attività investigativa effettuata dal I Gruppo Tutela Entrate del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, articolazione specializzata nel contrasto agli illeciti in materia di evasione fiscale. In particolare, le indagini hanno consentito di individuare fatture relative ad operazioni inesistenti emesse da due imprese controllate dagli indagati, con sede a Bari e Milano, e destinate alla s.p.a. barese, che sono state utilizzate da quest’ultima per la predisposizione di dichiarazioni fraudolente ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto. Complessivamente questo sistema di frode ha generato un’evasione di imposta pari a circa 2,2 milioni di euro di IVA. Considerato l’elevato valore indiziario degli elementi raccolti nel corso dell’attività d’indagine, la Procura della Repubblica di Bari - in virtù della normativa che prevede la possibilità di applicazione anche della “confisca per equivalente” - ha avanzato una richiesta di sequestro di beni ed utilità, al fine di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dall’evasione. Il G.I.P. - aderendo alla predetta richiesta - ha, quindi, emesso il decreto di sequestro preventivo dei beni nella disponibilità della società fallita e dei suoi amministratori, in esecuzione del quale i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari hanno sottoposto a vincolo cautelare beni immobili e quote societarie, nonché diversi rapporti finanziari. Gli esiti dell’attività d’indagine costituiscono un’ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario esercitato dal Nucleo PEF Guardia di Finanza di Bari - in stretta sinergia anche con la locale Procura della Repubblica - per la repressione del grave fenomeno dell’evasione fiscale, a tutela dei cittadini e degli imprenditori rispettosi delle regole, al fine di assicurare l’equità sociale quale condizione fondamentale del benessere della collettività. 

Sequestrati 200.000 euro ad avvocato di Trani. (foto Gdf) ndr.

GUARDIA DI FINANZA: INTERDIZIONE DALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE E SEQUESTRO DI € 200.000 NEI CONFRONTI DI UN AVVOCATO DEL FORO DI TRANI

Finanzieri del Gruppo di Barletta, in forza alla Compagnia di Trani, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura interdittiva del divieto temporaneo di esercizio della professione forense e contestuale decreto di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. presso il Tribunale di Trani nei confronti di un avvocato con studio legale in Barletta (BT). L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, trae origine da una denuncia-querela presentata nel 2019 da un cliente, il quale si era rivolto al professionista per farsi assistere in un procedimento giudiziario - originato da un sinistro stradale che aveva causato la morte di un genitore - in cui aveva conferito altresì al legale la c.d. “procura speciale” all’incasso delle eventuali somme riconosciute dalla compagnia assicurativa, da accreditarsi, in prima istanza, sul conto corrente intestato all’avvocato. Non ricevendo più notizie dal legale sull’esito del procedimento, il cliente apprendeva successivamente che la compagnia assicurativa aveva provveduto a liquidare il sinistro e che l’avvocato aveva sottoscritto una quietanza di risarcimento ed incassato direttamente la somma di € 200.000, senza versarla ai legittimi beneficiari. Al fine di verificare se la condotta illecita fosse riconducibile ad un modus operandi del legale nella gestione dei sinistri stradali, le Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, hanno avviato quindi articolate e più complesse indagini che hanno consentito di smascherare altre condotte analoghe, con cui l’avvocato, a fronte di risarcimenti assicurativi incassati con procura speciale, versava agli ignari clienti-beneficiari un importo inferiore, appropriandosi indebitamente di ulteriori somme. Inoltre, gli accertamenti svolti hanno fatto emergere la simulazione della separazione del professionista dal proprio coniuge, al fine di sottrarre fraudolentemente parte del patrimonio alle eventuali azioni esecutive da parte dei clienti truffati. All’esito delle attività investigative, i Finanzieri hanno deferito l’avvocato all’Autorità Giudiziaria per i reati di truffa aggravata, appropriazione indebita, patrocinio infedele e falso, procedendo, altresì, all’esecuzione del provvedimento di interdizione e di sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato sui conti correnti nella disponibilità dell’indagato.



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