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Calcio. Il Foggia cala il poker e asfalta il Potenza

Sergio Maselli il migliore del Foggia con il Potenza (foto web) ndr

di Mario Schena

Foggia 05 sett. - Bisognava vincere per partire in casa con il piede giusto e la squadra rossonera lo ha fatto battendo il Potenza con un asfaltante quattro a uno.Per la prima in casa è arrivato il Potenza, squadra organizzata schierata con il 3-5-2 e reduce dal pari interno con il Bari. Zeman contro i lucani del tecnico Gallo cambia ancora undici iniziale schierando Alastra tra i pali, Martino e Nicoletti esterni di difesa, Sciacca insieme al rientrante Markic centrali. A centrocampo Rocca, Maselli e gallo, punte Curcio, Ferrante e Merkaj. Fuori rispetto a domenica scorsa Pitermann e Merola. Il grande ex Fabio Mazzeo è partito dalla panchina e forse è stata l’ultima presenza con i lucani. Ha diretto Federico Fontani della Sezione Aia di Siena. coadiuvato dagli assistenti Rizzotto di Roma 2 e Pragliola di Terni, Angelucci di Foligno quarto ufficiale.

Primo Tempo – La gara è piacevole. Il Potenza è ben schierato e il Foggia è bravo a giocare subito in velocità. Si grida al gol al secondo minuto. Gallo lancia benissimo in profondità Merkaj bravissimo ad aggredire la profondità ed ad infilare Marcone in uscita, ma la punta rossonera era scattata in posizione di fuorigioco. Il Foggia preme e sfrutta alla meglio le fasce ed al quarto minuto passa in vantaggio con Ferrante bravissimo ad incornare sul secondo palo e mettere in rete. Al minuto numero undici altra occasionissima per i rossoneri con Ferrante che spara in area un bolide respinto da Marcone con una gran parata. Cerca di reagire il Potenza che quando può si rende insidioso come al tredicesimo quando Romero si accentra e fa partire un gran tiro dal limite dell’area che termina però alto. Al diciottesimo Maselli, il migliore del centrocampo del Foggia, serve in area un pallone smarcante sul quale vanno Merkaj e Ferrante che si ostacolano a vicenda fallendo una grandissima occasione, su Ferrante c’è anche un legittimo sospetto di tocco sulla caviglia. Si susseguono due occasioni gol per i lucani. La prima al diciannovesimo con la bordata di Caronelutti sulla quale risponde alla passi grande l’estremo difensore del Foggia e la seconda con Coccia, ex rossonero, che al minuto trentacinque, a due passi dalla porta manda alto. Sul capovolgimento di fronte i giocatori del Foggia hanno protestato vibratamente per un fallo di mani di un difensore rossoblù che ha lasciato molta perplessità. Il tempo si chiude con un rasoterra di Ferrante che termina di pochissimo fuori con Marcone rimasto immobile. Niente recupero e tutti negli spogliatoi per l'intervallo.

Secondo Tempo – Parte a spron battuto il Foggia che a folate aggredisce il Potenza e lo costringe ad una difesa affannosa. Il gol non arriva e, ironia della sorte, il Potenza agguanta il pari. Lo fa con Ricci che all’ottavo trova la bordata dal limite che dopo aver scheggiato il palo alla destra di Marcone si infila in rete. Il Foggia accusa il colpo per qualche minuto sembra svuotato. Il Potenza cerca di approfittarne, ma partorisce solo sterili offensive che si sintetizzano in un colpo di testa di Salvemini centrale. Il Foggia si arrabbia, si riorganizza e diventa letale. E dopo aver fallito una ghiottissima occasione con Curcio che da posizione favorevolissima spara su Marcone, dilaga. L’occasione fallita dal numero dieci rossonero è il preludio alla valanga di gol che seppellirà il Potenza. Al ventiquattresimo Petermann fa partire un bolide che si schianta all’incrocio dei pali alla sinistra del portiere lucano. Il Foggia rompe gli argini con Merkaj che va in gol appoggiando in porta un assist dalla destra di Martino. Cala il poker la squadra di Zeman con Curcio che questa volta non sbaglia entrando in area e mettendo in rete da posizione decentrata. Tre i minuti di recupero concessi durante i quali il Potenza ha cercato con orgoglio il gol, ma ha sortito un solo tiro con Ricci deviato in tuffo da Alastra. Non accade più nulla e la gara finisce qui. Vince un Foggia apparso più in palla e in forma di sette giorni fa. La “cura” Zeman comincia a fare effetto e le luci di una nuova “Zemanlandia” a tratti si sono accese. Tutto prematuro. C’è da lavorare, soprattutto in difesa, ma ci sarà anche da divertirsi.

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