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Foto - 'Villa De Grecis'

Fotografie - Bari
Lo stadio di Terlizzi. (foto M.R.) ndr.

di Massimo Resta 

TERLIZZI (BA), 25 LUG. - Nella città dei fiori si potrebbe restare senza calcio. Il presidente della prima squadra calcistica cittadina ha preannunciato il proprio disimpegno. Pertanto, se entro il 31 luglio le Istituzioni e le locali forze imprenditoriali non interverranno per iscrivere il Terlizzi al prossimo campionato di Prima Categoria pugliese, il team rossoblu sarà radiato per la seconda volta negli ultimi 20 anni e sarà costretto a ripartire nuovamente dalla Terza Categoria. Era, infatti, il luglio del 1996 quando il compianto presidente dell' A.S. Terlizzi Peppino Carnicella non iscrisse la squadra in Prima Categoria non avendo ricevuto contributi economici dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Amendolagine. Ad Andrea Cipriani fu affidato il compito di fondare una nuova società e ripartire dalla Terza Categoria. Il salto in seconda ed in Prima e poi le retrocessioni in Seconda e Terza, fino all'arrivo alla guida della società di Franco Rossiello e del notaio Salvatore D'Alesio, che nell'arco di pochi anni ha condotto la squadra dalla Terza Categoria in Eccellenza, fino a sfiorare ai playoff la promozione in serie D. Ma nel 2009 la favola calcistica Terlizzese terminò con la vendita del titolo ad una squadra di Trani. Poi l'arrivo del costruttore Fracchiolla che ha riportato il calcio in Prima Categoria, dove rischia di fermarsi il suo cammino. I tifosi rossoblu sperano che in zona Cesarini arrivi l'intervento risolutore del sindaco Gemmato, che potrebbe salvare il calcio Terlizzese dall'ennesima radiazione. Ma tutti sono convinti che questo non accadrà e che dunque il calcio nella città dei fiori è finito.





Una immagine della conferenza. (foto com.) ndr.

di Redazione

BARI, 25 LUG. (C. St.) - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è intervenuto questa mattina all'Open Day "L'Automazione italiana per i laboratori di biologia molecolare", presso lo stabilimento della Masmec (zona industriale di Modugno). Ad aprire la giornata, il presidente di Masmec Michele Vinci. Presente anche il direttore del Dipartimento politiche della salute Giovanni Gorgoni.  "Ogni volta che ciascuno di voi - ha detto Emiliano - riesce a costruire nel proprio ambito un percorso di successo, che porta risultati positivi, lo sento come un successo dell'intera regione.  Mi congratulo con l'ing. Vinci per il lavoro portato avanti in anni e anni, non avevo ancora visitato questa sede che mi ha davvero molto inorgoglito. Sono orgoglioso come può esserlo un padre o un fratello, con quella solidarietà basata sul lavoro reciproco, non sulle chiacchiere. Qui, come in tantissime realtà pugliesi, ci sono raccolte migliaia di ore di lavoro, progetti, idee. Voi costituite un distretto dove questi sogni non mirano solo a fare fatturato, ma guardano alla centralità dell'elemento umano. Lo scopo delle politiche sulla sanità non è l'economia ma fare in modo che l'umanità stia il meglio possibile, garantendo a tutti il diritto alla salute. Abbiamo di fronte una sfida rivoluzionaria: alla luce del contesto economico e delle regole del gioco del paese, che non possiamo modificare, dobbiamo capire se il nostro sistema può trarre vantaggio dal ricondizionamento della sanità  italiana e europea. Noi dobbiamo sempre puntare in alto, mirare anche alle cose impossibili, altrimenti perderemmo le battaglie in partenza. Condivido l'idea di collegare la nostra progettazione del futuro al territorio, con riferimento al grande piano della regione, secondo il principio sussidiarietà. Fondamentale sarà guardare alle imprese in campo biomedico e avviarle a innalzare il livello tecnologico alle stelle. Nel sostegno all'innovazione c'è la chiave per il rilancio della nostra sanità. Una sanità, quella pugliese, che è senza debiti ed è l'unica da Roma in giù non commissariata, che si sta sottoponendo al rigido controllo delle performance da parte dell'Istituto Sant'Anna. Sempre più dovremo impiegare i fondi per la ricerca direttamente nella ricerca applicata, per modellarla sulle necessità concrete del nostro sistema, sostenendo sperimentazioni utili e intelligenti che possano davvero imprimere un cambiamento positivo alla vita delle persone".





Piero Bagnardi in una immagine del film. (foto com.) ndr.

di Redazione

BARI, 25 LUG. - Al via da pochi giorni le riprese del primo film di Piero Bagnardi, il giovane autore barese capocomico del gruppo ''I Comisastri'', web-sitcom in onda da due anni anche in tv. In questo film, progetto ambizioso di Bagnardi insieme a Giovanni Fazio alla regia, l'autore ci tiene a sottolineare che non è un film sull'amore, come eppure il titolo ''Ti ho mai detto che...'' può far sembrare. ''Quando ho pensato alla storia mi sono dato subito il no sulla storia d'amore. Non mi sento onestamente pronto per un film sull'amore, forse un domani, un secondo film se mi sarà concesso. Questo ''Ti ho mai detto che...'' è dall'inizio alla fine comico, fatto da comici e attori emergenti, anche la colonna sonora da una giovane cantante, insomma ci sono tutti gli ingredienti di un film indipendente.'' Nel film anche il comico Antonello Ricci nel ruolo dello zio del protagonista, e il collega Franco De Giglio nel ruolo di Piero invecchiato. La trama racconta le avventure di Piero Pieraccioni (Bagnardi) costretto a scappare per via di un complotto ai suoi danni. Location principali Capurso, Locorotondo e altri paesi della Valle D'Itria. Film benedetto anche dal celebre regista e attore Leonardo Pieraccioni, per via del permesso da parte di Bagnardi per utilizzare il cognome nella pellicola.





i controlli dei cc. a Ruvo. (foto cc.) nr.

di Redazione

RUVO DI PUGLIA (BA), 25 LUG. (C.St.) - I Carabinieri della Stazione di Ruvo di Puglia ed il personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Bari, nei giorni scorsi hanno compiuto un delicato controllo all’interno di un noto tomaificio locale, tenuto da tempo sotto osservazione dalle forze dell’ordine, a causa di alcune anomalie notate durante i numerosi servizi di controllo del territorio. Per tali ragioni è stato deciso di approfondire le verifiche, sfruttando le competenze del noto reparto specializzato dell’Arma. Già dal primo momento in cui gli operanti hanno messo piede all’interno della fabbrica, sono iniziate ad emerge numerose violazioni sulle più elementari norme in materia di tutela dei lavoratori e della loro salute sul posto di lavoro. Gli accertamenti, infatti, hanno permesso di riscontrare la non idoneità delle vie di fuga in caso di emergenza, molte delle quali erano bloccate dalla presenza di materiale di vario tipo. Inoltre, è stato constatato che i dipendenti non erano informati sui rischi generali e specifici connessi alla loro attività lavorativa e dei conseguenti rischi sanitari che ne derivano. Ciò che però ha portato alla sospensione cautelare dell’attività imprenditoriale è stata la presenza di ben 7 lavoratori in nero, tra cui un infra sedicenne, senza alcuna documentazione riguardante i contratti di lavoro subordinato. Oltre alla chiusura del capannone, per il titolare, è scattata una denuncia in stato di libertà, nonché il pagamento di sanzioni amministrative ed ammende, per un totale di circa 250 mila euro.





Unioni civili, in attesa il diritto di adottare. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 25 LUG. (AGI) - "E' un giorno importante non solo per chi si unisce e celebra le unioni, ma per tutta la societa'. Quanto a me, da ministro della Giustizia, garantisco che presentero' i decreti che mancano molto prima del termine previsto". Cosi', in una intervista a 'La Repubblica, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. "E' bello - aggiunge - che in una fase storica in cui di frequente la legge viene associata a limitazioni o divieti, spesso giusti, ci sia invece una legge che riconosce una liberta'. Quella di realizzare un progetto comune con un'altra persona che si ama secondo il proprio orientamento sessuale. Credo poi che l'affermazione di questo istituto nella quotidianita' fara' giustizia di molti fantasmi che sono stati agitati nel dibattito parlamentare e pubblico". Quanto alla possibilita' di adottare "ritengo tuttora che una disciplina di questo aspetto sia necessaria. Le condizioni politiche non hanno consentito di raggiungere l'obiettivo. E le cose sono rimaste com'erano prima: il giudice valuta l'interesse alla continuita' affettiva del bambino. Chi non ha voluto una disciplina in materia, qualunque fosse, non puo' lamentarsi adesso del fatto che questa lacuna sia colmata dal giudice alla luce delle norme vigenti". Quanto agli attesi decreti attuativi "Il decreto cosiddetto 'ponte' sara' emanato entro agosto. I decreti di mia competenza invece devono essere approvati entro novembre. Io intendo pero' inviare il testo al Consiglio dei ministri entro la fine di questo mese. Piu' breve sara' la disciplina transitoria, meglio e'". A chi gli solleva perplessita' circa possibili contestazioni giuridiche, il guardasigilli spiega invece che: "credo che il decreto sia conforme alla legge e ai principi costituzionali. Vorrei ricordare inoltre che l'intervento legislativo e' avvenuto anche sulla base di un preciso invito della Corte europea dei diritti dell'uomo. Che da tempo sottolineava come l'assenza delle unioni civili in Italia fosse causa di discriminazione per molti". Circa invece al dibattito nella maggioranza di governo e sul rischio le unioni diventino ulteriore occasione di scontro Orlando precisa: "Ncd, contraria alla stepchild, ha concorso pero' a definire ed approvare la disciplina delle unioni. Devo dare atto poi al ministro Alfano di aver adempiuto con il decreto alle indicazioni della legge in modo tempestivo e puntuale".





Donald Trump. (foto Agi) ndr.

di Redazione

WASHINGTON (USA), 25 LUG. (AGI) - Dopo la Nato, il Wto. Donald Trump, e' pronto a valutare l'uscita di Washington dall'Organizzazione mondiale del commercio se vincera' le elezioni a novembre. "Rinegozieremo gli accordi o usciremo", ha risposto a un giornalista della Nbc scettico sulla possibilita' cheil Wto possa accettare le posizioni protezionistiche del candidato repubblicano. "Questi accordi commerciali sono un disastro. Il Wto e' un disastro", ha replicato Trump, secondo cui le aziende statunitense che delocalizzano all'estero la produzione dovrebbero pagare una tassa supplementare sui beni che importano sul territorio americano. L'imposizione, ha spiegato, potrebbe essere del "25%, 30%, 15%. Non ho ancora deciso", ha sottolineato il tycoon, "e potrebbe essere anche differente a seconda delle imprese". Nel corso dell'intervista, Trump si e' scagliato anche contro l'Unione europea. "Adoro l'Europa", ha osservato, "ma dico solo che la ragione per cui si e' messa insieme e' una specie di alleanza per poter competere con gli Stati Uniti".





Il sedicenne arrestato. (foto Agi) ndr.

di Redazione

MONACO, 25 LUG. (AGI) - Un sedicenne, considerato complice dello stragista di Monaco, è stato arrestato con l'accusa di essere a a conoscenza dei piani del killer. Il 18enne tedesco-iraniano che ha ucciso 9 persone venerdi' scorso in un centro commerciale di Monaco, stava progettando il massacro da un anno. Lo ha riferito il capo della polizia bavarese Robert Heimberger in una conferenza stampa. Ali David Sonboly, inoltre, non ha scelto "specificamente" le sue vittime e nessuna delle persone alle quali ha sparato era nella sua stessa classe, un liceo tecnico, ha spiegato il procuratore capo di Monaco, Thomas Steinkraus-Koch. Secondo gli inquirenti è "solo un caso" il fatto che la maggior parte delle vittime fossero di origine straniera. Il motivo è solo che il McDonald's in cui è iniziata la strage è frequentato da ragazzi immigrati. Il procuratore ha assicurato che "nessuna informazione verrà negata alla stampa sul caso". Le vittime, ha specificato ancora Steinkraus-Koch erano prevalentemente di origine straniera e non tedesca. Solo due erano tedesche. Altre due erano turchi con passaporto tedesco, un ungherese, un turco, un greco, un kosovaro ed uno era un apolide. Trentacinque sono i feriti della strage. Una decina versano in gravi condizioni. Dietro la strage di Monaco "non c'è nessuna motivazione politica o spinta dall'estero", anche se è stato confermato che nel pc di Ali Somboly è stato trovata una copia del manifesto diffuso da Anders Breivik prima della strage di Utoya e Oslo, di cui venerdì cadeva il quinto anniversario. Il 18enne di origine iraniana ha scritto lui stesso una sorta di testamento-manifesto e ha usato la stessa pistola di Breivik, una Glock 17 calibro 9, che si sarebbe procurato sul web senza fornire informazioni sulla propria identità. L'arma, "ricondizionata" nel 2014, gli era arrivava dalla Slovacchia. Sulla scena della strage sono stati rinvenuti 58 bossoli esplosi, tutti tranne uno provengono dall'arma di Sonboly. Il giovane si recò a Winnenden, vicino a Stoccarda, dove nel 2009 uno studente 17enne aveva ucciso 15 persone in una scuola, e scattò anche delle fotografie. Viene anche confermato che il giovane era in cura per malattie psichiatriche dopo che nel 2012 era stato oggetto di bullismo da parte dei suoi compagni di classe. Nel 2015 era stato ricoverato in una struttura sanitaria per difficoltà relazionali e soffriva di crisi di ansia e disordini psichiatrici. La polizia di Monaco ha invitato i media a non intervistare amici e compagni di classe dell'assassino e delle vittime. Intanto si è appreso che il padre di Ali, prima che l'autore della strage fosse stato identificato, si era diretto in un commissariato di polizia per informare gli inquirenti dei suoi sospetti dopo averlo riconosciuto nel video in cui il giovane che esce dal Mc Donald's. I genitori del giovane sono talmente sconvolti che la polizia ancora non e' riuscita a interrogarli.





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