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Fratel Costantino De Bellis. (foto com.) ndr.
BEATI GLI AFFLITTI 



di Fratel Costantino De Bellis

ROMA, 28 NOV. - Nel periodo di visita ai gruppi "AMICI DI SAN ROCCO " nella regione Calabria , nelle mie meditazioni e catechesi ai vari gruppi , rileggendo la vita di San Rocco alla luce del Vangelo di Gesù, mi son soffermato a riflettere sulla sofferenza e afflizione che accompagnò la vita terrena del caro San Rocco allorché decise di lasciare gli agi, che il suo casato nobiliare gli riservavano, per intraprendere, da pellegrino, il cammino verso Roma. 

Ma la consolazione mi è giunta nel momento in cui ho ricordato una beatitudine proclamata da Gesù che in particolare ribalta totalmente il senso comune diffuso nel mondo: “Beati gli afflitti”. Questa beatitudine è presente nel Vangelo di Matteo 5,4: “Beati gli afflitti perché saranno consolati”; nel Vangelo di Luca 6,21: “Beati voi che ora piangete perché riderete”. Quindi Gesù proclama beati coloro che sono afflitti, Luca addirittura coloro che hanno gli occhi colmi di lacrime, perché questa loro sofferenza verrà tramutata in gioia. Ci troviamo di fronte ad un paradosso evangelico, di fronte ad una affermazione che ribalta completamente il buon senso che regge il mondo, il quale afferma invece che è felice proprio chi non ha motivi per essere triste, coloro i cui occhi non conoscono lacrime, e che dunque è bene cercare di vivere in modo da evitare il più possibile afflizione e lacrime. 

A dimostrazione che ciò che Gesù afferma e propone non è pura illusione ma la verità, c’è anzitutto la sua stessa vita che, terminata tragicamente nel pianto e nella afflizione della morte, si è invece presto rigenerata nella risurrezione. A confermarcelo c’è pure tutta la lunga storia della Chiesa da Lui fondata, la quale ha sempre preso molto sul serio le parole di Gesù. Per esempio dichiarando santi quei suoi membri migliori che, tra le tante virtù, hanno avuto sempre anche quella di sopportare con pazienza e fiducia molte afflizioni. Santi che sono stati dichiarati tali solo dopo che attraverso eventi miracolosi, hanno dimostrato che la loro vita aveva avuto davvero l’esito promesso nel Vangelo: essere entrati nella beatitudine divina. 

A questo punto ho ripensato alla vita di San Rocco alla luce di quanto detto sopra e mi son chiesto come sarebbe stata la sua esistenza se avesse seguito “ il buon senso” che regge il mondo e non il Vangelo. Sicuramente oggi nessuno avrebbe parlato di lui. Invece se ancora meditiamo sulla sua figura e lo veneriamo come Santo è perché ha vissuto in pieno il Vangelo di Gesù. Pensiamo l’afflizione di San Rocco nel vedersi cacciato dalla città di Piacenza perché appestato, dopo che aveva curato tanti nel locale lazzaretto della città; pensiamo la sua afflizione nel vedersi trattato da spia e ingiustamente messo in prigione per cinque anni. Pensiamo anche la consolazione, però, che il Signore gli ha concesso quando, nel bosco di Sarmato, gli ha inviato l’ Angelo, per curare la sua malattia o quando nella prigione lo stesso Angelo ha alleviato la sua solitudine, visita attestata dalla luce che sprigionava la cella di San Rocco in alcuni momenti e dalla tavoletta trovata sotto il suo guanciale che affermava che chiunque avesse invocato il nome di Rocco sarebbe stato guarito nella malattia. 

Con quanto coraggio e amore San Rocco ha sopportato e offerto le sue afflizioni al Signore. Afflizioni e lacrime che in una persona “amica” del Signore si trasformano in preghiera all’Altissimo. Indubbiamente è un mistero grande e stupefacente questo del dolore che si trasforma in gioia. Afflizione, tristezza, pianto. Per che cosa? Certamente per le malattie, per i dolori che ci toccano personalmente. Ma non basta, perché tutto ciò è già conseguenza. Quella afflizione di cui parla il Vangelo nasce invece dal risalire fino all’origine di quei dolori. Giungere, cioè, a provare pena e rincrescimento in seguito alla presa di coscienza che il peggiore dei mali, quello dal quale poi tutti derivano, è uno solo: ed è il peccato. 

Cioè è il rifiuto di Dio, la chiusura totale o parziale a Lui, è il non corrispondere all’amore che egli nutre per ogni uomo. E’ capire la grandezza straordinaria del nostro essere uomini, quella di essere chiamati, da creature, a condividere per l’eternità la vita stessa del Creatore in una beatitudine d’amore senza fine. Ma nello stesso tempo avere la percezione dell’abisso che fra noi è frapposto, abisso di debolezza, di limiti, di paure, di tentazioni, di cadute che premono da ogni dove e che rendono la vita difficile e assai spesso dolorosa. Una voragine profondissima che solo la misericordia divina può colmare. Misericordia che tuttavia, dato il grande rispetto che Dio ha per la nostra libertà, richiede almeno qualche briciola di presa di coscienza quale appunto una afflizione del cuore può esprimere. 

Agli affaticati, agli stanchi Gesù propone non solo di andare a Lui ma anche di “prendere la propria croce” e di seguirlo, promettendo però che quel giogo sarà “soave” e quel carico “leggero”. E’ il coraggio non solo di piangere per il male nostro e del mondo, ma di caricarselo sulle spalle però non per esserne distrutti, come avverrebbe invece se contassimo solo sulle nostre forze. E’ alla maniera di Gesù che quel carico diventa “soave” e “leggero”, e questo perché è l’amore di cui è intriso che lo trasforma da masochismo patologico in possibilità di redenzione e di vita. San Rocco si fece carico delle sofferenze degli appestati che incontrava lungo il suo cammino, fino a farsi prossimo per loro e con loro nella malattia. Ma quella malattia era segno del grande amore per Dio e di Dio per gli uomini fino a trasformarsi in lui in redenzione e vita beata. Buon cammino Amici di San Rocco e pregate per me........... 25 novembre festa di Santa Caterina d'Alessandria 

Fratel Costantino





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Bambini che giocano al Calcio in Cina. (foto Agi) ndr.

di Redazione

PECHINO, 28 NOV. (AGI) - La Cina vuole diventare una potenza anche nel calcio. E cosi' il calcio viene inserito tra gli insegnamenti nelle scuole e le prestazioni degli alunni rientreranno tra le valutazioni complessive del rendimento scolastico. La decisione e' stata presa durante una riunione del Consiglio di Gabinetto cinese, in cui il governo ha passato la responsabilita' della promozione del calcio tra i giovani dalla Chinese Football Association - coperta da scandali di corruzione negli scorsi anni che ne hanno decapitato i vertici - al Ministero dell'Educazione, che inviera' anche ispettori per controllare i progressi delle singole scuole nella promozione del calcio tra gli alunni. La Cina, ha spiegato il ministro dell'Educazione, YuanGuiren, intende aumentare il numero dei centri calcistici giovanili e punta, entro il 2017, ad avere ventimila tra scuole elementari e medie che avranno inserito nei loro programmi il gioco del calcio. L'obiettivo finale, scrive oggi il quotidiano in lingua inglese China Daily, e' quello di "diventare una potenza sportiva". La nazionale cinese, al 99esimo posto nel ranking FIFA, ha al suo attivo una sola partecipazione alla fase finale dei Campionati del Mondo di calcio, nel 2002, quando i Mondiali vennero ospitati da altri due Paesi asiatici, Giappone e Corea del Sud. "Lo sviluppo del calcio nelle scuole e' una pietra angolare nella realizzazione del sogno calcistico cinese di unirsi all'elite mondiale nei piu' importanti eventi sportivi" ha dichiarato la vice premier Liu Yandong, durante l'incontro tra i ministri del governo presieduto da primo ministro, Li Keqiang. Il presidente cinese, Xi Jinping, e' un appassionato di sport e di calcio, e in passato, ha manifestato in diverse occasioni il desiderio per la Cina di ospitare i Mondiali e di vedere la nazionale cinese di nuovo presente a una fase finale dei Campionati del Mondo di calcio. Il programma di inserimento del calcio nelle scuole e' allo studio da tempo da parte del governo. Gia' a luglio scorso, il Ministero dell'Educazione aveva preparato piani per l'inserimento del calcio tra le attivita' scolastiche, e dal prossimo anno intende dare il via a corsi di formazione per seimila allenatori.





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Piazza Mercato settembre 2014. (foto Cautillo) ndr.

di Redazione

FOGGIA, 28 NOV. - 700 firme il numero raccolto in poche ore per dire NO! al trasferimento del mercato tra via Manzoni e Via Arpi per Piazza Mercato.
La nuova piazza, ristrutturata per ridar spazio ad attività varie e il passeggio dei foggiani, in questi giorni è all'attenzione dell'amministrazione comunale e dei commercianti del vicino Mercato Arpi. Le voci (quelle di corridoio...) sembrano sempre più insistenti: vorrebbero il mercato di via Arpi nelle nuova struttura di Piazza Mercato, ma l’idea non trova riscontro tra i commercianti del posto, decisamente contrari alla proposta presentata all’amministrazione comunale attraverso una petizione firmata da circa 700 cittadini.
Il mercato si trova in via Manzoni, in un’area ben attrezzata, con corrente elettrica, servizi igienici e una piazzola fissa con dei banconi. Lo spostamento, invece, potrebbe creare ben altri problemi. Tra questi il rapporto con i residenti, che in passato hanno lamentato il caos provocato dallo scarico merci alle prime ore del mattino. I commercianti si ritroverebbero invece il problema di dover operare in uno spazio più ristretto e far fronte al degrado prodotto dalla movida, essendo la piazza frequentatissima dai giovani nelle ore notturne.





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Un'opera presepiale. (foto) ndr.

di Redazione

SANT'AGATA DI PUGLIA (FG), 28 NOV. -L'arte del presepio è sempre un'occasione di attrazione comune. Tanta gente, artisti artigiani e non, si cimentano in questa disciplina tanto antica quanto lo è il Santo Natale. Il Natale è alle porte e l’arte del presepio prende il via sui Monti Dauni con la rassegna allestita dall’ Associazione Italiana Amici del Presepio sede di Candela – Sant’Agata di Puglia e con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Sant’ Agata di Puglia. Savino Freda, Presidente dell’Associazione, in collaborazione con i soci della sezione promuove due mostre con l’obiettivo di diffondere la cultura presepistica. Il primo allestimento sarà organizzato a Candela dove – dal 7 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015 - si potrà visionare un presepe che rappresenta la chiesa Madre di Candela con pastori, ambientazioni varie e oggettistica realizzati a mano dai soci dell’associazione. Sono presenti scene natalizie nei diversi diorami e tra questi due famose rappresentazioni della commedia ‘Natale in casa Cupiello’. Sant’Agata di Puglia, invece, promuoverà le tradizioni locali riproducendo negli spazi espositivi gli scorci tipici e gli angoli paesaggistici del paese dei Monti Dauni. I lavori sono stati realizzati dai partecipanti al corso tenuto da Savino Freda e Gerardo Rauseo negli mesi di settembre e novembre e saranno esposti presso la sede della Pro Loco dal 14 dicembre al 6 gennaio 2015. Oltre alla mostra, l’associazione ha organizzato nei due comuni dei Monti Dauni un concorso ‘Natale nelle famiglie’ coinvolgendo le famiglie delle due comunità: la premiazione si svolgerà il 6 Gennaio 2015.





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Una immagine dell'incontro. (foto com.) ndr.
Le cose da fare per creare sviluppo e nuova occupazione a Foggia al centro di un incontro-dibattito alla fondazione “De Piccolellis” 


di Redazione Foggia

FOGGIA, 29 NOV. -  Gremita la sala della fondazione per un convegno che ha portato la visione di nuove possibilità di sviluppo per il territorio e nuova occupazione a Foggia. Il consigliere regionale Sergio Clemente ha introdotto i lavori, cui hanno preso parte Antonio Fierro, direttore di “Insieme” Conf.Cooperative Emilia Romagna; Marcello Menegatti, dell’Itas Mutua, Emilia Romagna; Giovanni Rotice, presidente Assindustria Foggia; Massimo Lucianetti, procuratore della repubblica di Potenza; don Aniello Manganiello, fondatore di “Ultimi”, associazione per la legalità contro la mafia, e l’assessore regionale allo sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone. Interessante l’esperienza resa nota dal dr. Fierro e dal dr. Menegatti, che hanno sollecitato lo spirito cooperativo e solidale con cui è possibile realizzare sviluppo e occupazione, ed hanno illustrato l’iniziativa delle cooperative di utenza, diverse dai gruppi d’acquisto. 

In questa esperienza si associano cooperativamente i soci che contrattano con le compagnie di assicurazione, creando la domanda che incontra l’offerta, in una rete trasversale che crea fiducia tra i soci e con le compagnie di assicurazione, che siedono nel cda insieme con i soci. L’esperienza è partita anche a Foggia, e può essere replicata anche in altri campi, nei servizi, nella spesa, ecc., in funzione dei consumi. L’ing. Giovanni Rotice ha assicurato che l’Assindustria foggiana vuole rimettere al centro “la cultura d’impresa sui cardini dello sviluppo e della legalità, partendo dalla formazione della classe imprenditoriale nei vari settori: agricoltura, industria, logistica, energia, ecc.; preparare percorsi formativi per arrivare alla stazione unica appaltante, che crea la white list delle imprese, nel rispetto della legalità, dove il territorio sia considerato un’opportunità per tutti con una sinergia di sistema capace di restituire al territorio ciò che il territorio dà”. 

È stata analizzata con realismo la situazione di alcune strutture in crisi e gli sforzi in atto per arginare chiusure, cassa integrazione e licenziamenti, nonché i problemi della sicurezza e la capacità di attrazione del territorio. “Le occasioni di non sviluppo dipendono dalla sicurezza, che è diventata una necessità e Confindustria vuole starci ai tavoli di programmazione”, ha concluso Rotice. Il procuratore capo di Potenza, dr. Massimo Lucianetti, ha ricordato come già nel 1994 fosse chiaro alla Politica che “l’industria si radica dove il tasso di criminalità è basso”, citando l’allora presidente del Consiglio Prodi, il che è suonato per anni quasi come una condanna a non crescere mai per Foggia e il suo territorio, ed ha ricordato come in Emilia Romagna ci siano nove tribunali, quante sono le province, con una omogeneità sul territorio e un impatto operativo delle regole procedimentali uniforme e ed efficace. 

Noi abbiamo perduto quello di Lucera. E dalla critica crociana della Politica “amorale” e del Diritto come “ancella” dell’Economia, il magistrato ha ribadito che l’Etica è l’ “a priori” della Politica e dell’Economia”, per concludere con uno slogan efficace da perseguire come obiettivo etico: l’uomo con l’uomo e per l’uomo. Coinvolgente anche l’intervento di don Aniello Manganiello, il “prete anticamorra” che combatte la criminalità nell’agro nolano: “dobbiamo estirpare la mentalità diffusa che quello che lo Stato non ti dà come diritto, lo dà la criminalità come favore. In quelle terre chi fa il lavoro sono i casalesi. Dunque lo Stato è assente, la Politica non si prende cura del territorio. Ma ci sono anche le nostre responsabilità come cittadini: omertà, silenzio, volgersi dall’altra parte. 

Occorre una mobilitazione delle coscienze perché le regole vengano rispettate, altrimenti non si crea fiducia nelle istituzioni. Ed occorre rischiare qualcosa, anche la vita, e qualcuno l’ha fatto”. “I costi dell’illegalità li paghiamo noi, ha concluso don Aniello,, e nel triangolo della morte, la Terra dei fuochi, noi li stiamo pagando, nonostante una legge apposita che non ha prodotto nulla. La legalità, invece, è una risorsa e deve puntare sulla solidarietà, per aiutare chi non ce la fa”. L’assessore regionale Loredana Capone ha sottolineato con determinazione gli sforzi della Regione per alimentare la coscienza civica giorno per giorno, investendo nella tutela dell’ambiente, firmando contratti di programma con alcune industrie per tutelare salute e posti di lavoro, un bando per far uscire allo scoperto il lavoro nero, i bandi per incentivare l’innovazione nelle piccole e medie imprese, il sostegno ai consorzi di aziende, l’accesso al credito per i giovani, l’incentivazione dei piani commerciali e dei piani regolatori, il pieno utilizzo dei Fondi europei con attenzione al riequilibrio territoriale ma “occorre che ci siano progetti nei settori di vocazione del territorio: agroindustria, meccanica e meccatronica, aerospazio, green economy, beni culturali e settore turistico-alberghiero. 

La mancanza di programmazione genera corruzione e da questo vicolo cieco si deve poter uscire, ma deve essere forte anche la nostra la convinzione di venir fuori dalla crisi e riprenderci il nostro futuro”. Sotto tali auspici si è concluso l’incontro, moderato dal giornalista Angelo De Luca, che ha auspicato il superamento degli atteggiamenti di rassegnazione per passare dalla lamentela allo studio e alla proposta innovativa e produttiva per un nuovo sviluppo possibile del territorio foggiano.





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Giovani in cdi lavoro. (foto Agi) nd.

di Redazione

ROMA, 28 NOV. (AGI) - Non accenna a migliorare il mercato del lavoro: a ottobre, rileva l'Istat, gli occupati pari a 22,3 milioni sono scesi a ottobre rispetto a settembre di 55 mila unita' (stabili su base annua). In aumento i disoccupati, pari a 3,4 milioni, che in un mese - ossia a ottobre rispetto a settembre - sono 90 mila unita' in piu' (+2,7%) mentre rispetto a ottobre 2014 sono incrementati di 286 mila unita'. Ai massimi storici il tasso di disoccupazione che ha toccato a ottobre il 13,2%, un livello mai registrato dall'inizio delle serie storiche (e' in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,0 punti nei dodici mesi), e cioe' dal 1977. I disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 708 mila e il tasso di disoccupazione arriva ormai al 43,3%. Lo rileva l'Istat, spiegando che l'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di eta' e' pari all'11,9%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,7 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, e' pari al 43,3%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,9 punti nel confronto tendenziale. Pronto il commento del premier Matteo Renzi: "Il tasso di disoccupazione ci preoccupa, ma guardando i numeri il dato di occupati sta crescendo. Da quando ci siamo noi ci siamo piu' di 100 mila posti di lavoro in piu'". Da parte sua, il Ministro del Welfare Giuliano Poletti ha sottolineato come tali dati "evidenziano come l'andamento del lavoro segua quello altalenante di un'economia dove i segnali di ripresa debbono ancora fare i conti con la coda di una lunga crisi che continua a riverberare i suoi effetti negativi sull'Italia e l'Europa". Intanto, dal Ministero del Lavoro arriva anche una buona notizia, ossia "un andamento positivo dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, pari ad oltre 400mila nuovi contratti, con un aumento tendenziale del 7,1% rispetto ad un anno prima". E' la prima indicazione che emerge da un'anticipazione dei dati forniti dal Sistema Informativo delle Comunicazioni Obbligatorie. rapporti di lavoro a tempo determinato rappresentano circa il 70% dei nuovi contratti, con un incremento dell'1,8% rispetto al terzo trimestre 2013.





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Beppe Grillo. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 28 NOV. (AGI) - "Sei d'accordo" con la decisione di formare "una struttura di rappresentanza piu' ampia di quella attuale"? Beppe Grillo dal suo blog da' il via libera ad un referendum - si potra' votare fino alle 19 - per la creazione di un vero e proprio direttorio. Cinque le persone scelte: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco, Carlo Sibilia. "Queste persone si incontreranno regolarmente con me per esaminare la situazione generale, condividere le decisioni piu' urgenti e costruire, con l'aiuto di tutti, il futuro del MoVimento 5 Stelle", scrive Grillo. "Quando abbiamo intrapreso l'appassionante percorso del MoVimento 5 Stelle, ho assunto il ruolo di garante per assicurare il rispetto dei valori fondanti di questa comunita'", premette Grillo. "Oggi - aggiunge - , se vogliamo che questo diventi un Pase migliore, dobbiamo ripartire con piu' energia ed entusiasmo. Il M5S ha bisogno di una struttura di rappresentanza piu' ampia di quella attuale. Questo e' un dato di fatto. Io, il camper e il blog non bastiamo piu'. Sono un po' stanchino, come direbbe Forrest Gump. Quindi pur rimanendo nel ruolo di garante del M5S ho deciso di proporre cinque persone, tra le molte valide, che grazie alle loro diverse storie e competenze opereranno come riferimento piu' ampio del M5S in particolare sul territorio e in Parlamento".





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Rubrica - Recensioni Cinematografiche



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