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Orchestra Sinfonica

Inaugurazione 2014
Arrestati dai cc. in due a Barletta. (foto) ndr.

di Redazione

BARLETTA (BT), 20 DIC. - I Carabinieri della Compagnia di Barletta hanno arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 23enne e un 20enne del luogo trovati, in un box di un garage alla periferia della città, in possesso di 7 grammi di marjuana oltre a materiale per il confezionamento della sostanza. I militari si sono insospettiti per il notevole via vai di giovani che frequentavano il luogo. Fatta irruzione all’interno del box hanno subito notato una busta in cellophane contenente marjuana. La successiva perquisizione nel locale ha permesso di rinvenire altre dosi della stessa sostanza non ancora confezionate abilmente celate in una pattumiera ed in un cassetto di un mobiletto. Tratti in arresto i due, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, sono stati collocati ai domiciliari.





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Pio e Amedeo. (foto) ndr.

di Romolo Ricapito 

BARI, 20 DIC. -  Ma tu di che segno 6? è una commedia diretta dal veterano Neri Parenti e sceneggiata dallo stesso regista assieme ai fratelli Vanzina. A co-produrre, Maria Grazia Cucinotta, che annovera tra le sue produzioni numerosi flop. Questo film non fa eccezione: vediamo perché. Non tanto in quanto come incassi tale cinepanettone "anticipatario" ormai arranca (uscito il 11-12, nel week end pre-natalizio è ormai settimo al box office) ma perché trattasi di una pellicola molto modesta come qualità. A fare bella figura, all'interno del numeroso cast, che tenta di inserire bravi caratteristi ( fortunatamente nuovi per il grande schermo) è il "solito" Massimo Boldi. L'attore lombardo, nei panni del Cav. Rabagliati, tipografo e fornitore del Vaticano, igienista fino agli eccessi , risalta più di tutti. Questo perché è chiaro che si diverte lui per primo (e fa divertire il pubblico) con le sue battute"demenziali" e la celebre faccia mobile che pare di gomma, con piacevolezza e maestria. 

Il copione non è granché? Non importa, Boldi come tutti i grandi comici fa in modo di distrarre dal giudizio , confermandosi un "cartone animato vivente" (la definizione è sua). Le gag che potrebbero essere volgari gli scivolano via addosso: fanno ridere e basta. Anche Luigi Proietti fa del suo meglio, nei panni di un Principe del Foro che perde la memoria poco prima di un'importante udienza, dopo essere scivolato nel bagno del Palazzo di Giustizia , a causa del pavimento insaponato e avere battuto conseguentemente la testa . L'avvocato De Marchis (Proietti) è del Leone: il minimo comune denominatore delle storielle concatenate è quello di personaggi schiavi degli oroscopi, oppure vittime di essi , sia consapevoli che non. 

Per dare una parvenza di "serietà" all'argomento è stato ingaggiato il famoso astrologo Paolo Fox. che appare all'inizio. A fargli il verso ,il duo comico Pio e Amedeo, che in questo film è consacrato ufficialmente : pur se sulla falsariga di Lillo e Greg o di Ficarra e Picone ( altre coppie celebri) i due (Pio D'Antini e Amedeo Grieco) apportano un po' di garbato umorismo all'interno di una commedia generalmente fiacca. Un altro riferimento potrebbe essere Checco Zalone, dato che i due sono pugliesi, però non baresi, ma foggiani. Infatti per identificarsi citano i comuni di San Severo, Cerignola, ma anche Trani e Canosa. Pio nei panni di Orion (astrologo ) fa la satira su Paolo Fox, mentre Amedeo impersona un attore. Lo sforzo delle due ex "Iene" è notevole e per un attimo fa dimenticare il piattume della trama. C'è anche un divertente intermezzo nel quale interpretano Ma Che Freddo fa di Nada. 

La deriva della commedia si attua compiutamente col personaggio interpretato da Ricky Memphis. Saturno (Memphis) 40 anni, single, è perseguitato dalla malasorte ogni qualvolta incontra una donna Ariete. Vorrebbe ricordare, nelle sue disgrazie, il rag. Fantozzi, come quando gli piomba addosso un meteorite. Ma l'interpretazione è scarsa: Memphis rifà sempre il personaggio di Memphis, allampanato e con dialoghi elementari. Inoltre la sceneggiatura è scurrile, politicamente scorretta e volgare. A un certo punto, un comprimario, riferendosi a Wanda (la brava Cecilia D'Amico) e rivolgendosi allo stesso Ricky Memphis, gli chiede: "ma come, sei uscito con la "Scorreggia?" . Più avanti: "hai fatto un figlio con la Scorreggia?". Gli altri difetti di Ma Che Segno 6: sembra un film anacronistico e di scarsa attualità. 

Il che si evidenzia maggiormente nell'episodio con Vincenzo Salemme, nei panni di un maggiore dei Carabinieri morbosamente geloso della figlia diciassettenne, cosicché egli fa in modo, servendosi della sua divisa, di sconfessarne ed eclissarne i fidanzati. La ragazza si ritrova dunque perennemente single e umiliata. Non indagando oltre sui risvolti psicanalitici di questo comportamento, rivelatori di un desiderio incestuoso, diremo che Salemme rifà Salemme, così come precedentemente detto di Memphis. Gag risapute, viste e riviste sin dai tempi di Totò. Gli unici momenti piacevoli, quelli con l'apporto del bravissimo Angelo Pintus, nel ruolo del brigadiere Quagliariello, ottima spalla per Salemme. 

L'attore triestino è davvero una maschera entusiasmante. Oltre agli anacronismi, la commedia vanziniana annoia già a metà film: il che è molto grave per un film che si propone di divertire. Sembra addirittura uno scarto di gag e situazioni dei cinepanettoni diretti precedentemente da Neri Parenti. Dove non arriva la risata, si ricorre alla volgarità: umorismo stercorario, emorroidi. Un altro appunto: non c'è spazio per i titoli di testa . Cosicché il film inizia senza alcuna "sigla",citazione di attori, sceneggiatori, costumisti e quant'altro. Bisogna aspettare la fine: la curiosità viene soddisfatta (tardi) sulle note di I'M a Freak, del bravissimo Enrique Iglesias.





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Le indagini della Gdf. (foto) ndr.

di Redazione

BARI, 20 DIC. - Aveva firmato con l’A.S.L. di Bari un contratto di “esclusività” impegnandosi a non esercitare la libera professione se non all’interno dell’azienda ospedaliera di appartenenza (c.d. regime intramoenia) oppure, all’esterno, rispettando determinate condizioni imposte dalla legge (c.d. intramoenia allargata), godendo, per questo, delle indennità incentivanti previste per i dirigenti sanitari pubblici. In realtà, attraverso complesse e minuziose indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, durante le quali sono stati sentiti in atti ben 150 pazienti, le Fiamme Gialle di Molfetta (BA) hanno smascherato il dipendente pubblico “infedele” che, con una partita IVA attiva da più di dieci anni (la cui comunicazione era stata omessa all’A.S.L. di appartenenza), esercitava, di fatto, attività in regime di “extramoenia”, visitando centinaia di pazienti presso il suo studio privato di Molfetta. Nello specifico, è stato accertato che il medico, oltre ad usufruire indebitamente dei cospicui benefici economici previsti per gli “esclusivisti”, aveva effettuato visite “private” anche nei periodi in cui risultava assente dall’Ospedale per malattia o corsi di aggiornamento, incassando le parcelle dai suoi clienti, con un ingiusto profitto a danno del S.S.N.. Al termine delle indagini, il professionista è stato denunciato per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e falsità ideologica. Inoltre, il P.M. inquirente, condividendo il quadro accusatorio delineato dai Finanzieri di Molfetta, chiedeva ed otteneva dal G.I.P. presso il Tribunale di Trani il sequestro preventivo “per equivalente” dell’importo di circa 40 mila euro, pari alle indennità indebitamente riscosse, già eseguito su alcuni c/c bancari nella sua disponibilità. La posizione del dirigente pubblico è stata segnalata anche alla Corte dei Conti di Bari per gli eventuali profili di responsabilità contabile e amministrativa in termini di “danno erariale”. Il servizio in rassegna si inquadra nell’ambito dell’azione svolta dalla Guardia di Finanza a tutela della Spesa Pubblica Nazionale, su cui incide significativamente la spesa sanitaria.





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Fabio Lattarulo della Cgs Putignano. (foto com.) ndr.

di Redazione

BARI, 19 DIC. - I primi segnali di ripresa del Csg si sono già intravisti a Venafro, anche se il risultato finale è stato negativo. Bisogna però, dare continuità a tutto ciò, sapendo che l’organico a disposizione di mister Mastrocesare è quasi totalmente rivoluzionato, grazie alle ultime partenze di Lillo e Lovecchio e con l’innesto ultimo di Fabio Lattarulo, laterale putignanese di spessore, con all’attivo diverse presenze in serie A con la maglia dello Sport Five. Per dare continuità e soprattutto anche i primi risultati positivi, bisognerà cercare di raccogliere i primi punti casalinghi contro il fortissimo Rutigliano di Paolo Rotondo, Sandro D’Aprile e dell’ex Gaetano Potente. A presentarci il match, questa settimana, c’è il nuovo acquisto in casa rossoblu, nonché anche ex di turno, ovvero il laterale Fabio Lattarulo, passato proprio in questa sessione di mercato invernale dalla Virtus Rutigliano al Csg Putignano. “La partita di sabato scorso contro il Venafro mi fa ben sperare per il prossimo turno!” – ha esordito Lattarulo, il quale ha continuato– “Abbiamo imposto il nostro gioco sul campo della quarta forza del campionato e con un po' di precisione in più, saremmo tornati a casa con almeno un punto. A Putignano ho trovato un bel gruppo con ragazzi giovani che nonostante la situazione difficile hanno tanta voglia di far bene. Il Rutigliano è fra le squadre più attrezzate del campionato ma sono sicuro che daremo il massimo per cercare di fare risultato; dovremo concedere poco ed essere cinici nelle ripartenze. Credo che lavorando bene settimana dopo settimana, possiamo migliorare tanto e raggiungere i nostri obiettivi.” Fischio d’inizio per il derby contro la Virtus Rutigliano è fissato per sabato 20 Dicembre, alle ore 16.00, al Palafive. Arbitreranno i sig.ri Walter Mameli della sezione di Cagliari, Gianmichele Frasconi della sezione di Olbia, coadiuvati dal cronometrista Francesco Agosto della sezione di Paola.





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I dodici del CC Barion per la spada. (foto com.) ndr.
Alla seconda prova regionale parteciperanno dieci ragazzi e due ragazze

di Redazione

BARI, 19 DIC. - Saranno in dodici a rappresentare il Circolo Canottieri Barion alla seconda prova regionale di qualificazione spada del Gran Premio Assoluti. Alla manifestazione in programma a Manfredonia, nel Foggiano, domenica prossima, ci saranno Marco Catanese, Silvio Camillo Picci ed Onofrio Daniele Terrevoli per la categoria Cadetti (classe '99), Vito Capuano ('97) e Guido Urbano ('95) per i Giovani, Ermanno Arcamone ('92), Antonio De Candia ('93) ed Alessandro Serra ('94) fra gli Under 23, Stefano Avella e Pasquale Capuano, entrambi classe '91, fra i Senior, oltre a Daniela Petteruti e Carla Gentile fra le Cadette (classe '99). Saranno in cinque, su circa cento iscritti provenienti da tutta la regione, a qualificarsi alla fase maschile successiva a livello regionale: “E' una gara cui molti dei nostri atleti si presentano in buone condizioni, dopo essersi sfidati fra loro nella Coppa Marte interna al circolo – osserva la maestra Rossana Fermo – Tutti, anche i più giovani, hanno la possibilità di proseguire il loro percorso nel Gran Premio e sono sicura che i ragazzi si giocheranno al meglio questa opportunità”.





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Una immagine della conferenza. (foto) ndr.
Clelia Conte ( membro del Comitato Centrale MFE, modera e introduce) I relatori sono tutti facenti parte del MFE 

di Redazione

BARI, 19 DIC. - La Segretaria regionale Simona Ciullo, ha salutato i presenti ed ha sottolineato l’importanza formativa degli incontri del MFE che dovranno essere sempre più frequenti per far si che la Puglia possa emergere per la cultura federalista europea . Santa Vetturi, segretaria della sezione di Bari, ha richiamato la storia del Manifesto di Ventotene e l’importanza del pensiero di Altiero Spinelli per il superamento dello Stato-Nazione e della partecipazione dei popoli alla costruzione dell’Europa politica. Il Prof Ennio Triggiani, nostro Socio onorario, Direttore del dipart. Di Scienze Politcihe -Univ. “Aldo Moro” di Bari, ha ribadito il momento di crisi in cui versa l’Europa sostenendo che bisogna guardare avanti e che le lancette dell’orologio non possono tornare indietro. Il processo di unificazione europeo non si può quindi bloccare e la moneta unica è stato un grande passo avanti. Siamo abituati a ragionare per slogan, ha detto, cioè a non ragionare perché non si può uscire dall’euro. Lo Stato nazionale fa finta di avere poteri poiché gli egoismi nazionali devono rispondere alle esigenze elettorali del momento. Allo stato attuale, L’Unione europea, non è una vera unione: sarebbe stato meglio lasciarle il nome di Comunità europea. Solo l’integrazione dei Paesi può controllare ed arginare determinate e gravi problematiche a livello internazionale. Si dovrebbe partire dai paesi più pronti a misurarsi con questa sfida globale. Il Processo di unificazione deve andare avanti : pensiamo alle problematiche complesse del Mediterraneo. Chi non ha vissuto la guerra non può comprendere l’importanza dell’Europa unita :non avremmo la pace, la normativa di tutela dell’ambiente, di tutela dei diritti umani, di tutela dei consumatori. Lo Stato Nazionale è recente e quindi si può scomporre attraverso altre forme di integrazione: di regionalizzazione degli Stati. Per fare ciò le iniziative devono partire dal basso verso il futuro poiché il treno non può andare all’incontrario. Ha inoltre auspicato una fattiva partecipazione del MFE al consolidamento della coscienza europea. Dott. Waldemaro Morgese (Presidente AIB- Associazione Biblioteche Italiane), ha presentato un excursus sulle culture del secolo, sia quelle stataliste(fascismo e comunismo) sia quelle attuali che hanno per fondamento l’evoluzione del capitalismo con i suoi effetti negativi sull’uomo che lo trasformano in puro consumatore quando invece sono le culture che affondano le loro radici nell’uomo, quelle che saranno in grado di superare i rischi della società contemporanea, richiamando le teoriche di Urich Beck. Dott. Nicola Cristofaro (giudice tributario comunitario- MFE Martina Franca) ha sintetizzato le quattro visioni dell’Europa nel momento socio-economico attuale e cioè: quella dei popoli, di matrice spinelliana; quella politica, necessaria per una politica monetaria comune come strumento di gestione dell’economia europea; quella minimalista, tipica delle destre europee che oltre a disintegrare l’Euro, si limitano solo alle politiche energetiche-ambientali e di difesa comune, rafforzando gli Stati. La quarta visione, infine, quella dell’Unione economica, presenta due prospettive: quella nord-europea, sulle politiche di austerità e quelle del sud Europa che ritengono importanti le politiche monetarie interventistiche assimilabili a quelle del deficit-spending come strumento necessario per uscire dalla crisi economica. E’ seguito un breve dibattito nel quale la Prof. Imma Picaro ha presentato il progetto del “New Deal For Europe” con la raccolta delle firme dei cittadini europei. Gli Incontri del MFE proseguiranno con l’iniziativa “Europe five for the”, caffè letterari su temi specifici europei. 

INCONTRO ORGANIZZATO DAL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO SEZ: LUCIANO BOLIS- BARI





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Una immagine della conferenza. (foto com.) ndr.

di Franco Presicci 

LECCE, 19 DIC. - Ridimensionata la biblioteca per adempiere alle prescrizioni dei vigili del fuoco, e non essendo state rinnovate le convenzioni con le collaboratrici (che vi operavano da anni), perché ritenuto necessario un ricambio, l’esodo ha trovato un’altra collocazione: la neonata Università del Tempo Libero e del Sapere - nella stessa Crispiano, in provincia di Taranto - che si propone la valorizzazione culturale e sociale dei propri associati, anche attraverso iniziative turistiche. Così, quei castori che contribuirono a far grande il laboratorio di via Roma 9, la biblioteca “Carlo Natale”, appunto, sono tornati a rimboccarsi le maniche nel nuovo sodalizio, che comprende un nutrito programma di gite, conferenze, mostre, pubblicazioni, studi, ricerche e anche attività artigianali. Direttrice, Silvia Laddomada, professoressa di italiano in una scuola superiore di Martina Franca; sua vice Anna Sorn; segretaria Maria Montanaro, che ha come sostituta Emanuela Ancona; tesoriera M. Cristina Cianfarani; operatrici culturali Antonia Maggi e Giuseppina Solito. Presidente Maria Angela Liuzzi, coadiuvata da Raffaella Gelso. Siamo sicuri che questo gruppo di donne riuscirà a coinvolgere tutto il paese, venendo incontro alle esigenze della gente di conoscere, apprendere, partecipare, migliorarsi. Colsi quest’ansia sin dalle prime volte che entrai in via Roma, soffermandomi nella sala occupata da operai, contadini, studenti… chini sui tavoli a leggere libri, riviste o giornali; e conversando poi con alcuni di loro nel bar di fianco alla chiesa della Madonna della Neve. Per me, che pure non sono nato in quella tranquilla cittadina, ma a Taranto e vivo a Milano, l’aria che si respirava in biblioteca era, fuor di ogni retorica, spiritualmente salutare. Una volta - ero in ferie come sempre a Martina Franca - dopo aver fatto invano tanta strada per trovare “Taranto: dall’Isola al Borgo” del grande Giacinto Peluso, decisi di andare a trovare in ufficio Michele Annese, che della biblioteca era il comandante. Fui accolto a braccia aperte; e appena accennai al libro mi trovai davanti Anna Sorn, che me lo porgeva. Lessi i due capitoli che mi servivano per un articolo (“Oscuramento e capo fabbricato”; “La paura delle bombe”) e con Michele parlammo di questo scrittore egregio, che ha raccontato con ammirevole semplicità Taranto, i suoi scorci più caratteristici, i suoi palazzi, le sue figure, la sua storia, il suo dialetto, gli usi, i costumi, le tradizioni… Da allora, ogni volta che avevo bisogno di consultare delle pagine sulla Puglia, se stavo nella città dei trulli e del Festival della Valle d’Itria, prendevo l’auto e correvo in via Roma 9, a Crispiano, dove tra l’altro mi colpiva il clima di amicizia e simpatia. Quella biblioteca era un laboratorio. Non si distribuivano soltanto volumi. Si organizzavano corsi: di computer, di lingue, addirittura di cucito e altro ancora. Vi si tennero anche lezioni sugli uffici stampa, mestiere difficile, delicato, impegnativo. E che dire del Centro studi montaliani e dell’emeroteca, dove si allestivano anche mostre di pittura? Fui presente a due “vernissage” e osservai con attenzione le opere appese ai muri. Non voglio assumere un titolo che non possiedo, quello di critico d’arte; ma ne so quanto basta, almeno credo, per capire che quelle erano opere di artisti veri. Come Emilio Marsella, che con la sua tavolozza ha tenuto alto a Milano il nome della natìa Maruggio, con quelle sue donne dalla personalità imponente, non vittime dell’emigrazione, ma eroine. Ricordo anche la presentazione, nell’atrio della “Carlo Natale”, di un libro di Alberto Bevilacqua, alla presenza di un pubblico folto e partecipe, venuto anche da Taranto, Martina Franca, Noci; e quell’altra, alla masseria Monti Del Duca, di “Puglia, il tuo cuore”, di Giuseppe Giacovazzo, che, maestro della parola, volò alto, descrivendo tra l’altro le proprie esperienze di giornalista anche a Milano (era amico di Paolo Grassi), dove aveva conosciuto pugliesi che si mimetizzavano assorbendo la lingua di Piero Mazzarella e dei Legnanesi. E penso al volume “Le cento masserie di Crispiano”, bello, esauriente, avvincente, grazie anche agli interventi di collaboratori come Michele Annese, Angelo Carmelo Bello, Tony Fumarola, Silvia Laddomada, Pasquale Pellegrini, Renato Perrini; e alle immagini di un virtuoso della fotografia, Romualdo Gualdi, di Castelfranco Emilia. Una sera un ospite di riguardo a cena a casa mia, lo sfogliò così a lungo e con tanta curiosità, che decisi di regalarglielo, lasciando un posto vuoto nella mia nutrita libreria. Insomma la biblioteca “Carlo Natale” è stata una fucina di idee. Memorabile lo spettacolo teatrale nel cortile della masseria “Le Mesole”, introdotto da Anna De Marco, cui tra l’altro è affidata la guida dei turisti in visita agli asini di Martina Franca; e la serata con tanti ospiti polacchi in un’altra storica struttura rurale, con un esercito di “capasoni” in fila, “legati”, a mo’ di ornamento, da un lunghissimo nastro tricolore sulle pance. Mi piacque anche l’iniziativa che riproponeva i mestieri ormai scomparsi: la nonna intenta a far ruotare il fuso; il calzolaio seduto al deschetto cosparso di “semenzèlle”; “’u conzagraste”, ambulante che riparava i vasi...; e oggetti dei nostri anni giovanili: “’a frascère”, che ci scaldava; “’u nòneche”, lo scaldaletto; “’u lìmme”, contenitore di terracotta che serviva per lavare i panni “c’u strecature”, tavola scanalata… Ispiratore di tutte queste manifestazioni, Michele Annese; adesso psicopompo dell’Università del Tempo Libero e del Sapere, che, tra l’altro, prendendo spunto dalla tradizione napoletana del caffè sospeso, invita soci e non a collocare libri e riviste in un’apposita bacheca, a disposizione gratuita dei richiedenti. In bocca al lupo.




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Rubrica - Recensioni Cinematografiche



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