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Foto - 'Villa De Grecis'

Fotografie - Bari
Pericolo valanghe Forte 4 in Italia. (foto com.) ndr.

di Redazione

ROMA, 19 GEN. (Comunicato St.) - Le scosse di terremoto hanno determinato ulteriori probabilità di distacco valanghe a causa delle abbondanti nevicate. Si consiglia di prestare molta attenzione Le abbondanti ed estese nevicate delle ultime 24-48 ore, associate al vento forte localmente da burrasca, ancora in atto, insieme a quelle previste nelle prossime 24 ore, stanno determinando in tutte le aree montane dell’Appennino centrale (Marche, Abruzzo, Lazio e Molise), un aumento sempre più significativo del pericolo valanghe attualmente sul grado FORTE 4 in aumento (il massimo è il grado MOLTO FORTE 5). Le scosse di terremoto in corso nelle suddette aree determinano una ulteriore probabilita’ di provocare il distacco di valanghe. In particolare nelle suddette aree montane, dove presente uno spessore superiori ai 30 cm, su tutti i siti abituali di scaricamenti valanghe, su tutti i pendii ripidi, fino a quote di fondovalle, al di sopra dei 700 mt, sussiste una estrema instabilità del manto nevoso ed un conseguente pericolo di distacco spontaneo di masse nevose (valanghe) di medie e grandi dimensioni sia in aree non controllate e non antropizzate (alta quota) sia in aree antropizzate. Probabile distacco provocato anche con passaggio di motoslitte, singoli escursionisti e sciatori ovvero con un debole sovraccarico (singolo sciatore e/o escursionista) e di qualsiasi altro mezzo meccanico. Evitare le prossime ore ed i prossimi giorni assolutamente le uscite e la frequentazione di pendii ripidi innevati (inclinazione maggiore di 27°), a piedi, con gli sci, con le ciaspole o con le motoslitte o con qualsiasi altro mezzo meccanico, che sollecitando l’instabilità del manto nevoso attualmente esistente potrebbero determinare su pendii ripidi distacchi di valanghe di medie e grandi dimensioni su aree frequentate e su eventuali strutture, infrastrutture, strade e piste da sci. Tale avvertenze rimangono valide anche in caso bel tempo, rammentando che i primi tre giorni di sole dopo un periodo di nevicate come quelle che si stanno registrando in questi giorni, sono i più pericolosi per il distacco spontaneo e/op provocato di valanghe. Provocato si intende dal passaggio anche di un singolo sciatore e/o escursionista con le ciaspole o operatore a piedi. Necessità di monitorare i siti abituali di pericolo valanghe da parte dei Comprensori sciistici, delle Commissioni Valanghe locali e/o anche delle Autorità locali di protezione civile, specie quelli che sovrastano strade e centri abitati ed edifici. Per approfondimenti ed informazioni consultare e seguire gli aggiornamenti in tempo reale (pericolo valanghe e nevicate in atto) sul sito web www.meteomont.gov.it oppure l’APP METEOMONT, del Servizio Nazionale Neve e Valanghe METEOMONT dei CARABINIERI Forestali.





Il Maestro della Commedia Italiana


di Giuseppe Gallo

TARANTO 18 GEN. - Il 19 Gennaio 1917, esattamente cento anni fa, nasceva a Roma Stefano Vanzina, in arte Steno (1917-1988). Prolifico regista e sceneggiatore, padre dei celebri Carlo ed Enrico Vanzina (creatori del “cinepanettone”), Steno ha contribuito alla costruzione e alla caratterizzazione del cinema italiano dagli inizi del secondo dopoguerra fino alla fine degli anni '80, raccontando i vizi e le virtù degli italiani, passando dalla commedia al poliziesco. Siamo nel bel mezzo degli anni '30, in pieno regime fascista. Uno Stefano Vanzina appena ventenne debutta come giornalista sulla rivista satirica “Marc’Aurelio”, alla quale collaborano, fra gli altri, anche i giovani colleghi Monicelli, Fellini e Scola. 
E' in questo periodo che Stefano comincia a farsi chiamare Steno, mentre si fa conoscere grazie alle sue vignette, ai suoi articoli di costume e alle recensioni dei film. Dai suoi scritti, oggi raccolti nel libro "Sotto le Stelle del '44", emerge un umorismo garbato e pungente, colonna portante delle sue future commedie. Dopo aver frequentato il neonato Centro Sperimentale di Cinematografia, Steno entra nel mondo del cinema grazie al regista Mario Mattòli, debuttando come sceneggiatore non accreditato del film "Eravamo sette vedove" (1939). Steno collaborerà a lungo con Mattòli, scrivendo le sceneggiature di alcuni grandi successi di Totò e Macario, come "Non me lo dire!" (1940), "I due orfanelli" (1947), "Fifa e Arena" (1948) e "I pompieri di Viggiù" (1949). Nel 1949 Steno e Monicelli debuttano alla regia con il surreale "Al diavolo la celebrità", con protagonista il comico americano Mischa Auer. Segue poi un grande successo: "Totò cerca casa" (1949), parodia dei film neorealisti che vede una comica famiglia alla ricerca di un alloggio, fra gag slapstick e giochi verbali. Steno e Monicelli dirigono "Vita da Cani" (1950), "E' arrivato il Cavaliere" (1950),  "Guardie e ladri" (1951), "Totò e i re di Roma" (1952), "Totò e le donne" (1952) e "Le Infedeli" (1952). Otto film in tre anni, che aiutarono i due registi a definire il loro personale concetto di commedia e le loro differenti personalità artistiche. La coppia "scoppia" e Steno dirige in solitaria "Totò a colori" (1952), il primo film italiano a colori. 
Nel 1954 il regista porta al cinema "Un Americano a Roma", consacrando Alberto Sordi e il suo Nando Moriconi, già presentato alle masse in un suo precedente film: "Un Giorno in Pretura" (1953). Ha inizio, così, una folgorante carriera che vedrà Steno dirigere circa tre film l'anno tra gli anni '50 e '60. Totò, Johnny Dorelli, Franco e Ciccio, Tognazzi e Vianello, Aldo Fabrizi, Rita Pavone... Tutti, almeno una volta nella loro carriera, hanno lavorato con il regista romano. "Totò nella luna" (1958), "I tartassati" (1959), "Letto a tre piazze" (1960), "Psycosissimo" (1961),  "I Due Colonnelli" (1962), "Totò contro i Quattro" (1963), "I gemelli del Texas" (1964), "Un mostro e mezzo" (1964), "Arriva Dorellik" (1967), "La feldmarescialla" (1967) sono solo alcune fra le commedie diretta da Steno in questo periodo. Ma il regista romano non è solo il Maestro della risata. Steno è anche autore di grandi avventure di cappa e spada, come "I moschettieri del mare" (1962) e "Rose rosse per Angelica" (1966). Negli anni '70 la contestazione giovanile, il nudo imperante e i nuovi comici arrivati dalla televisione in bianco e nero, impongono a Steno una necessaria evoluzione stilistica. Il regista romano dirige due film l'anno, molto reali e poco surreali. Questo è il periodo di Lando Buzzanca, Renato Pozzetto, Teo Teocoli, Mariangela Melato, Paolo Villaggio e Edwige Fenech; l'epoca de "Il vichingo venuto dal Sud" (1971), "La poliziotta" (1974), "Il padrone e l’operaio" (1975), "Tre tigri contro tre tigri" (1977) e "La patata bollente" (1979). Se queste commedie accontentavano il gusto più "libertino" del pubblico, Steno non rinuncia alla sua originalità e, insieme al figlio Enrico, porta al cinema, in chiave ironica, il mondo delle corse dei cavalli. 
Il risultato è un vero cult: "Febbre da Cavallo" (1976), con il magico trio Proietti - Montesano - De Rosa.Anche il compianto Bud Spencer avrà un ruolo d'onore in questa sterminata filmografia. Il gigante buono, infatti, è il protagonista del film "Piedone" (1973), capolavoro di ironia e di avventura, famoso in tutto il mondo e amato dal pubblico di tutte le età. Ma è nel 1972 che Steno decide di abbandonare (temporaneamente) il suo pseudonimo. In quell'anno, Stefano Vanzina firma un film crudo e violento che darà inizio a un nuovo genere: il poliziottesco. "La Polizia Ringrazia" è un film unico per il suo tempo: una pellicola impegnata, ricca di azione e tematiche sociali. Gli anni '80 vedono Steno abbracciare i nuovi comici delle TV nazionali e private che, grazie alla televisione ormai a colori, stanno riscuotendo un grande successo. 
Se da un lato il regista continua a lavorare con Pozzetto, Villaggio e altri fidati collaboratori, dall'altro Steno si apre a un esordiente molto "terrunciello": Diego Abatantuono, portato al cinema da Stefano con "Fico d’India" (1980), "Tango della gelosia" (1981) e "Sballato, gasato, completamente fuso" (1982) e consacrato dai suoi figli Carlo ed Enrico con "Eccezzziunale... Veramente" (1982). Nel 1984, aiutato dal figlio Enrico, Steno  aggiorna "Un giorno in pretura", portando al cinema e in TV "Mi faccia causa" (1984), con un giovane Christian De Sica. Nel 1985, il regista debutta in televisione con L’ombra nera del Vesuvio, una miniserie in quattro puntate incentrata sulla camorra e prodotta dalla RAI. Le tematiche trattate sono oggetto di polemiche che coinvolgono le alte sfere della cultura e del potere, portando anche ad interrogazioni parlamentari e a importanti interventi censori sugli ultimi tre episodi.Dopo la delusione televisiva, Steno realizza "Animali Metropolitani" (1987), la sua ultima opera cinematografica, una commedia fantascientifica e antropologica che faticò a trovare una giusta via distributiva, uscendo nelle sale solo nel maggio 1988, per doveri burocratici. 
Nel frattempo, Steno stava lavorando a "Big Man", una miniserie poliziesca in 6 puntate, interpretata da Bud Spencer.La serie andò in onda su Canale 5, ma il regista romano, purtroppo, non era fra gli spettatori. Steno fu colpito da un ictus il 12 marzo 1988, a 71 anni, mentre era sul set dell'episodio: “Polizza Inferno”.  Con 73 film, un centinaio di sceneggiature e due serie televisive, Steno ha contribuito a rendere grande il cinema italiano, riuscendo sempre a capire e ad accontentare i gusti del pubblico, attraverso gag, personaggi, detti popolari e storie che rimarranno per sempre nella cultura dell'italico stivale. (redazione di Taranto Daniele Lo Cascio)







Una immagine dello spettacolo. (foto M. C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 18 GEN. - "Se a Grumo Appula non hai un soprannome non sei nessuno". A partire da questa come tante altre caratteristiche peculiari del Sud Italia Sergio Rubini porta in scena, nei teatri di tutta Italia,“Sud”, uno spettacolo fatto di musica e poesia ma soprattutto di vissuti individuali e collettivi e tanta attualità. Un Sud che nell'anima non è cambiato: dalla lotta per la sopravvivenza ante e post bellica , dall' emigrazione degli anni sessanta - settanta, fino ad arrivare all'attuale esportazione di manodopera intellettuale. Uno spettacolo vivo e soprattutto attuale che parte dell'esperienza personale di Rubini, a cominciare dai "ricordi - pretesto" del papà capostazione appassionato di teatro che sicuramente ha avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione del figlio Sergio quale uomo di spettacolo. La pièce sembra essere un lungo percorso che lo spettatore fa seduto nello scompartimento di un treno, guidato da uno spericolato Sergio Rubini, dove assiste a dei quadri di vita quotidiana dislocati tra spazio e tempo, ma con un unico filo conduttore l'anima delle persone del sud che tra allegria malinconia sopportazione creatività e desiderio di riscatto mettono in pratica l'essenza del sopravvivere. Molto Rubini prende dai suoi protagonisti del Sud, già anticipati sul grande schermo, dove ha già raccontato di treni, binari, piccole stazioni di luoghi sperduti. "Il capotreno ci dice che il motivo del viaggio a cui stiamo partecipando è il Sud ma ...... nemmeno lui sa la vera destinazione. Tutto è iincerto e precario come l’andamento del treno". Rubini parte da Persiani di Eschilo, incipit dello spettacolo, per passare al racconto di Matteo Salvatore un cantastorie vissuto nel dopoguerra, e giungere poi alla letteratura che proprio a Napoli ha avuto il massimo dell’espressione nell’opera di Eduardo. In chiusura Rubini recita i versi in vernacolo di Giacomo D’angelo suo compaesano, che nel suo negozio di giocattoli scriveva poesie». Sergio Rubini con il maestro Michele Fazio al pianoforte, Marco Loddo al contrabbasso ed Emanuele Smimmo alla batteria ha regalato al pubblico dell " Abeliano una indimenticabile serata.





Una immagine della conferenza. (foto E.I.) ndr.

di Redazione

BARI, 18 GEN. (Comunicato St.) - È tempo di orientamento scolastico per i giovani ragazzi e ragazze di ogni ordine e grado che in questo momento stanno compiendo scelte importanti per la loro vita formativa e professionale. In particolare gli studenti in uscita dagli istituti di formazione di II grado dovranno scegliere se inserirsi nel mondo del lavoro ovvero proseguire con gli studi universitari. L’Esercito offre a questi studenti ambedue le possibilità. In particolare, fino al 9 febbraio p.v., sarà possibile partecipare al concorso per Accademia Militare di Modena per diventare un Ufficiale dell’Esercito, un Comandante di uomini, chiamato a collaborare in team o a ricoprire incarichi manageriali. A seconda del percorso formativo scelto dal candidato, sarà possibile conseguire la Laurea in Scienze Strategiche, in Ingegneria, Medicina e Chirurgia, con il livello di qualificazione più elevato. Un’altra opportunità è offerta dalla Scuola Sottufficiali dell’Esercito. Con la frequenza del corso triennale, porterà il giovane studente a diventare maresciallo comandante di plotone, avendo compiuto un percorso formativo che risponde all'esigenza di creare dei profili professionali che assommano in sé sia competenze "umanistiche", per una corretta gestione delle risorse umane, sia tecniche, per l'ottimale utilizzo degli strumenti tecnologici conseguendo una laurea di primo livello. Il generale Mauro Prezioso, comandante territoriale dell’Esercito in Puglia, evidenzia che “la risorsa umana resta fondamentale per l’Esercito Italiano, pertanto risulta necessaria una selezione rigorosa, affinché la Forza Armata possa avvalersi di uomini e donne che - attentamente formati e addestrati - assicurino alla collettività nazionale quelle capacità operative necessarie ad adempire a tutti i compiti assegnati, in Patria e nello scenario internazionale. Il mio Comando è parte attiva nel prospettare agli studenti quali siano le varie possibilità formative e professionali offerte dall’Istituzione, ciò attraverso apposite conferenze di orientamento tenute negli Istituti Superiori. Possibilità formative che preparano giovani cittadini, forti e motivati, che hanno voglia di mettersi alla prova in incarichi operativi e di comando e al tempo stesso desiderano assumere responsabilità crescenti nei confronti dell'Istituzione e della Nazione, proseguendo gli studi verso traguardi d'eccellenza e ottenendo sin da subito un’indipendenza economica”.





Tra forti scosse di terremoto al centro. (foto com.) ndr.

di Anna Gomes

BARI, 18 GEN. - Ancora tre scosse ed uno sciame sismico nel Centro Italia, avvertite dalle 10.15 di stamattina. Le province colpite sono quelle di L'Aquila e di Rieti nell'Italia centrale. La scossa più forte e' stata di magnitudo 5.5 alle 11.15 poi man mano si sono susseguite scosse più lievi. Freddo e neve complicano ulteriormente la situazione. Sono 187 mila le persone senza luce ed acqua. E' ancora emergenza. Anche a Roma si sono avvertite scosse sismiche tanto da evacuare le scuole e bloccare le metro per precauzione. Le scosse sismiche sono state avvertite persino a Napoli e Firenze.





Controlli dei cc. di Andria. (foto cc.) ndr.

di Redazione

BARI, 18 GEN. (Comunicato St.) - I Carabinieri della Compagnia di Andria, nel corso dei mirati servizi predisposti per il contrasto alla illecita attività dello spaccio di sostanze stupefacenti in area urbana, hanno arrestato un commerciante andriese, F.G., 48enne, incensurato e C.S., 56enne, noto pregiudicato del luogo. Durante la serata, i militari dell’Aliquota Radiomobile – dopo una attenta analisi delle informazioni apprese durante i servizi perlustrativi – si sono appostati nei pressi di un bar, sito in una via centrale del Comune federiciano, dove, da diverso tempo, era stata segnalata la presenza di noti pregiudicati, con attività di spaccio posta in essere all’interno dell’esercizio pubblico. Dopo ininterrotto viavai di soggetti già noti alle forze dell’ordine, appena ne hanno avuto l’opportunità, i Carabinieri sono usciti allo scoperto, irrompendo nel bar per cominciare una minuziosa perquisizione dei luoghi, rinvenendo occultate nei bagni, ben dieci dosi di cocaina. Oltre al titolare, veniva bloccato, inoltre, anche il citato C.S., apparentemente un avventore del bar, in realtà risultato complice nell’attività di spaccio posta in essere da parte del gestore. Addosso, infatti, i Carabinieri rinvenivano una dose di cocaina del tipo del confezionamento analogo a quelle scovate nella toilette. L’ operazione di polizia veniva quindi proseguita presso la sua abitazione, in cui vi erano celate ulteriori tre dosi di cocaina, confezionate e pronte ad essere smerciate, unitamente al materiale atto al confezionamento delle stesse. In considerazione della modalità di occultamento e confezionamento della sostanza stupefacente, non destinata ad un uso esclusivamente personale, i due venivano arrestati per spaccio e detenzione di droga. Il titolare dell’esercizio è stato posto ai domiciliari, mentre il secondo è stato ristretto presso la casa circondariale di Trani.





La locandina dell'evento. (foto com.) ndr.
Piano nobile - Salone degli Specchi - Palazzo Tupputi - Bisceglie (BT) 

di Redazione

BISCEGLIE (BT), 18 GEN. - Sabato 21 gennaio ore 11,30 “L'arte suprema del maestro è risvegliare la gioia dell’espressione creativa e della conoscenza”. Albert Einstein. A questo assunto devono essersi ispirati gli organizzatori dello stage formativo sulle “Tecniche di recitazione teatrale con taglio cinematografico” in programma venerdì 27 e sabato 28 gennaio presso Palazzo Tupputi a Bisceglie (BT). Un vero e proprio percorso intensivo organizzato dalla Nuova Accademia Orfeo di Vanna Sasso con il patrocinio del Comune di Bisceglie, in collaborazione con l’Associazione Santa Margherita Bisceglie e con l’ausilio di StandingOvation di Gerardo Russo. Lo stage, articolato in due giornate, vedrà la prestigiosa partecipazione di una delle figure più importanti del panorama artistico nazionale, l’attore regista teatrale e cinematografico Michele Placido, affiancato dai docenti della Nuova Accademia Orfeo Vanna Sasso (vocal coach), Vito Lopriore (attore e regista) e da Michele Caricola (operatore, montatore e sceneggiatore cinematografico). La conferenza stampa di presentazione del master si terrà nel Salone degli Specchi di Palazzo Tupputi sabato 21 gennaio alle ore 11,30. Per l’occasione presiederanno Vanna Sasso, fondatrice e direttrice Nuova Accademia Orfeo, Tommaso Fontana, presidente Associazione Santa Margherita Bisceglie, Gerardo Russo, agente teatrale e produttore dell’agenzia di spettacolo StandingOvation, Vito Lopriore, attore e regista, e Michele Caricola, operatore, montatore e sceneggiatore cinematografico. Per tutti loro il trait d’union è sicuramente Michele Placido, la figura del “maestro” è, infatti, a vario titolo, il collante per tutte le professionalità in campo nello stage in programma per il 27 e 28 gennaio. Innamoratosi della città di Bisceglie e delle sue forze propulsive creative e artistiche, Placido ha consentito che questo Stage di alto livello nella cittadina del nord barese divenisse motivo di richiamo per tutto il sud Italia. Durante l’incontro di sabato mattina, moderato dalla giornalista Annamaria Natalicchio, saranno spiegate tutte le modalità di articolazione delle lezioni, le anticipazioni per la programmazione futura, la valenza e il fine dello stage, rivolto ad attori professionisti, ma anche a semplici appassionati. Già sold out per le iscrizioni, il master contempla anche la possibilità di assistervi come uditori (quest’ultimi posti ancora disponibili). 

Per informazioni: 3481325345 – 080/8494672 

www.nuovaccademiaorfeo.it;





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