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Foto - 'Villa De Grecis'

Fotografie - Bari
La Madonna del Rosario. (foto com.) ndr.

di Massimo Resta 

TERLIZZI (BA), 27 AGO. - Archiviata la festa patronale di agosto in onore della Madonna di Sovereto, a Terlizzi è già al lavoro il Comitato Madonna del Rosario. Si sta allestendo il programma dei solenni festeggiamenti di ottobre in onore della Copatrona della città dei fiori. Il clou della festa, caratterizzata da luminarie, melodie bandistiche, luna park e dalla grande fiera che si terrà per tre giorni in corso Dante, sarà rappresentato dal concerto di Albano Carrisi che si esibirà nella centralissima piazza Cavour. Per il cantante di Cellino San Marco si tratta di un ritorno nella città dei fiori, dove nel 2007 si è esibito alla Festa in onore della Madonna di Sovereto. Fans e turisti giungeranno a Terlizzi per ascoltare il suo vasto repertorio, per applaudire le sue doti canore nell'interpretazione di brani storici della musica italiana, e vivere la seconda festa più importante del centro barese. I festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario, risalgono al 1639. La cittadina pugliese, falcidiata da una terribile epidemia di peste, invoco' la Vergine del Rosario, facendo voto di organizzare in suo onore una processione a carattere penitenziale la prima domenica di ottobre se avesse liberato il paese dalla temibile malattia. La Madonna intervenne. Scaccio' la peste con una mano, la cui impronta è tuttora visibile in un muro del mercato coperto "Lioy". Dal quel giorno Terlizzi tiene fede all'impegno preso con la Madonna del Rosario, che dichiarò copatrona. La statua della Vergine, custodita e venerata nella omonima chiesa di corso Dante, anche quest'anno sarà condotta in processione per ben tre volte. L'ultima volta attraverserà le principali vie e piazze dell'abitato a bordo di un carro floreale allestito dai fioristi del luogo per devozione nei confronti della Madonna. Prima dell'arrivo della festa in onore della Copatrona cittadina, Terlizzi a fine settembre celebrerà i Santi Medici Cosma e Damiano, venerati nella omonima chiesa di via Piave. Le statue dei due santi taumaturghi saranno condotti in processione per il paese.





Auto della Polizia (foto) ndr.
di Nico Baratta

FOGGIA, 26 AGO. - Semplici futili motivi per scatenare l'ira dei due. Ed è subito litigio. Una parola tira l'altra ed ecco che uno dei litiganti tira fuori un coltello e ammazza l'altro. 
È accaduto questa sera a Foggia in via San Giovanni Bosco, zona Rione Candelaro, intorno alle 20:30. La vittima è Domenico Piserchia, già pregiudicato. L'uomo ha ricevuto da un 27enne, secondo le prime indiscrezioni raccolte dagli inquirenti,  alcune ferite all'addome e al petto. Trasportato agli Ospedali Riuniti del capoluogo dauno è morto. 
La Squadra Mobile ha avviato le indagini.






Arrestati er evasione dai cc. in tre a Bari. (foto cc.) ndr.

di Redazione

BARI, 27 AGO. (C. St.) - Non resistono alla leggera brezza del maestrale e alle gradevoli giornate estive, cosi’ tre pregiudicati, sottoposti al regime degli arresti domiciliari, decidono di prendersi qualche ora di liberta’ per “sgranchirsi” le gambe con una tranquilla passeggiata. Ma l’idillio e’ durato poco perche’ i tre sono stati sorpresi dai carabinieri del nucleo radiomobile che proprio sulle persone sottoposte a misure restrittive hanno, in questi giorni, intensificato i controlli. Sono cosi’ finiti in manette, nella flagranza del reato di evasione, d. M. L. 25ENNE  E  c.r. 32ENNE Del quartiere liberta’, nonche’ l. A. 37ENNE Del quartiere san paolo. I predetti sono stati quindi tradotti davanti alla competente autorita’ giudiziaria per essere giudicati con rito direttissimo.





Arrestato l'ultimo ricercato dell'Op. 'Varsavia'. (foto Gdf) ndr.

di Redazione

TRANI (BT), 26 AGO. (C. St.) - Nei giorni scorsi, dopo oltre 3 mesi di latitanza, è stato arrestato in Germania da parte dell’Interpol il 34enne polacco TEZCAN Kamil Pawel, ultimo ricercato dell’operazione VARSAVIA, condotta dai Finanzieri della Compagnia di Trani che, nel mese di maggio portò all’arresto di altre 26 persone facenti parte di un’associazione a delinquere transnazionale dedita al contrabbando di olio lubrificante, proveniente dai paesi dell’Est europeo e commercializzato, in Italia, quale gasolio per autotrazione. Il provvedimento era stato adottato, su richiesta del Procuratore Carlo Maria Capristo e del Sostituto Alessandro Donato Pesce, dal Giudice per le Indagini Preliminari di Trani Maria Grazia Caserta, nei confronti di cittadini italiani e stranieri che, a vario titolo, tra il 2014 e il 2015, avevano introdotto sul territorio nazionale circa 13 milioni di litri di “olio lubrificante” in assoluta evasione d’accisa e che veniva commercializzato come “gasolio per autotrazione” a compiacenti distributori stradali ovvero a ditte di autotrasporto italiane, che riuscivano così ad abbattere illecitamente i propri costi. Il soggetto arrestato è stato, di fatto, la mente dell’articolato sistema fraudolento poiché titolare dell’azienda che fittiziamente emetteva documenti amministrativi necessari a giustificare i traffici illeciti. Proprio sulla ricerca di quest’ultimo soggetto si sono concentrate le indagini in questi mesi che, dopo essere state estese sia a livello europeo che a livello internazionale avevano permesso di limitare le ricerche in due Stati: Canada e Germania. Le autorità tedesche, dopo l’esecuzione delle pratiche di rito relative all’estradizione, hanno autorizzato la consegna del ricercato alle Autorità Italiane le quali hanno, successivamente provveduto a tradurlo presso la Casa Circondariale di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Trani.





Agenti della Forestale sui luoghi del sisma. (foto com.) ndr.

di Massimo Resta

BARI, 26 AGO. - Mentre la terra continua ancora a tremare, e' salito a 250 il numero delle vittime del terremoto che ha devastato paesi delle Marche, del Lazio e dell'Umbria. Vigili del fuoco, uomini della protezione civile e volontari provenienti da tutt'Italia, continuano a scavare con le mani fra le macerie alla ricerca di altri corpi sepolti sotto i detriti o di persone ancora in vita. In campo anche la Puglia. Il Corpo Forestale dello Stato della nostra regione, che per primo aveva già inviato rinforzi nelle zone terremotate, sta per mandare altri due gruppi di Forestali provenienti da tutte le province pugliesi. Si andranno ad aggiungere ai ventitré uomini già operativi nelle aree del sisma, dove sono state allestite delle tendopoli per coloro che non hanno più una casa ed il personale medico è accompagnato in moto da enduro nei centri inaccessibili a causa dei crolli. Le strade, infatti, non sono percorribili da mezzi a quattro ruote. Sono raggiungibili soltanto da moto guidate da piloti esperti di tragitti sinistrati. Negli ospedali, inoltre, cresce il numero dei donatori di sangue. Molte persone stanno mettendo a disposizione dei feriti il loro prezioso liquido vitale, dimostrando che davanti a tragedie come quella che ha colpito l'Italia centrale, il nostro Paese si unisce mettendo da parte le divisioni ideologiche. Per fortuna il bel tempo sta aiutando l'opera dei soccorritori, ma bisognerà fare in fretta poiché il maltempo potrebbe colpire nei prossimi giorni le zone appenniniche devastate dal sisma, mettendo ancor di più in ginocchio le aree terremotate. Anche in Puglia, si stanno raccogliendo viveri ed indumenti da destinare ai terremotati dell'Italia centrale. Il cuore della nostra regione è grande, come dimostrato anche in occasione della sciagura ferroviaria avvenuta il 12 luglio scorso nella tratta Corato-Andria delle Ferrovie del Nord Barese.





La villa sequestrata. (foto cc.) ndr.

di Redazione

ANDRIA (BT), 26 AGO. (C. St.) - Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Andria hanno eseguito un’ordinanza di Sequestro Preventivo, finalizzata alla successiva confisca, emessa dal Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nei confronti di Di Bari Alberto, 42/enne del luogo, indagato del reato di Associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso, pluripregiudicato con precedenti penali di detenzione illegale di armi e munizioni, contrabbando di t.l.e. e furto aggravato, attualmente ristretto presso la Casa Circondariale di Trani. Le indagini patrimoniali hanno avuto inizio dopo che il 18 marzo 2015 lo stesso Di Bari, in seguito ad un’attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari, è stato tratto in arresto, unitamente ad altre 17 persone, proprio per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso. Nel corso della predetta attività investigativa i Carabinieri sgominarono una banda di narcotrafficanti, di cui il Di Bari faceva parte, attiva nel nord barese che, armati di kalashnikov rapinavano droga all’occorrenza. Nella circostanza, i militari eseguirono 17 arresti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia a carico di una pericolosa organizzazione criminale, capeggiata da GRINER Filippo, 32enne andriese, capace di gestire autonomamente il mercato della droga, principalmente nei Comuni di Andria e Bisceglie (BT), forte anche di un arsenale di armi da guerra, usate per imporre il dominio sul territorio e spaventare eventuali concorrenti sul mercato. Il clan era organizzato in stile mafioso, con riti di affiliazione, gerarchia, incarichi precisi e paghe settimanali per i “soldati”. Veniva trattato ogni genere di stupefacente, in particolare cocaina, eroina e hashish per un volume d’affari di decine di migliaia di euro. Parole in codice per sviare le intercettazioni: le dosi diventavano “bambini” da portare al parco. Coloro che non si piegavano alla regole del mercato della droga locale, subivano assalti e venivano depredati. In una circostanza, infatti, fu rapinato, kalashnikov alla mano, persino un corriere della droga concorrente che, senza autorizzazione della banda, stava portando 1 kg di cocaina da spacciare sulla piazza di Bisceglie. Gli accertamenti patrimoniali avviati nei confronti del DI BARI, eseguiti dai Carabinieri di Andria, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, utilizzando la norma prevista dagli artt. 20 e 24 del d.lgs. nr.159/2011, hanno evidenziato come il Di Bari abbia nel tempo mantenuto un tenore di vita notevolmente superiore alla proprie reali possibilità economico – finanziarie e capacità reddituali, che sulla carta si assestavano al limite della soglia di sopravvivenza, facendo ritenere che le stesse siano il frutto di attività illecite. Il nucleo familiare del proposto infatti, a fronte di una capacità reddituale pari a circa 345,00 euro al mese calcolata negli ultimi 15 anni, ha accumulato un patrimonio considerato assolutamente sproporzionato rispetto agli stessi redditi, acquistando, in pochi anni, beni immobili per un valore di circa 145.000,00 euro ed acquistando e rivendendo, sempre in pochi anni, numerosi auto/motoveicoli per un valore di circa 167.000,00 euro. Il provvedimento, eseguito nella giornata di oggi, riguarda una villa di lusso – completa di piscina, arredi, impianti tecnologici, videosorveglianza e suppellettili di pregio -, con annesso appezzamento di terreno nonché due auto/motoveicoli. L’intero patrimonio, del valore di circa 1 milione di euro, è stato sottoposto a sequestro ed affidato al custode giudiziario nominato dal Tribunale di Trani, non essendo prevista la facoltà d’uso sia per i familiari che per il proposto.





La droga sequestrata. (foto Gdf) ndr.

di Redazione

BARI, 25 AGO. (C. St.) - Nel corso di una operazione di servizio nell’area portuale barese, a seguito di un attento monitoraggio degli automezzi in transito, anche in concomitanza con l’ulteriore innalzamento del livello dei controlli, Finanzieri del Gruppo Bari e funzionari del locale Servizio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno proceduto al sequestro, di 17,400 Kilogrammi di “marijuana”. Lo stupefacente era occultato all’interno di un doppiofondo ricavato tra il sedile posteriore e il bagagliaio di una Vw Passat occupata da una giovane coppia di albanesi. Gli investigatori, insospettiti dall’atteggiamento irrequieto del guidatore dell’automezzo e della sua compagna, decidevano di approfondire il controllo dal quale veniva individuato il doppiofondo a cui si accedeva dopo aver ribaltato, mediante un sofisticato congegno elettronico azionabile su uno speciale telecomando, lo schienale del sedile posteriore che normalmente non è reclinabile. I due, verosimilmente diretti in una famosa località balneare italiana, speravano di passare inosservati tra le numerosissime auto di turisti in rientro dall’Albania. Al termine per il conducente dell’autovettura, di anni 39, sono scattate le manette, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, mentre la ragazza, di anni 34 è stata denunziata a piede libero all’Autorità Giudiziaria. Il mezzo utilizzato per l’illecito trasporto è stato sottoposto a sequestro. 

CONVERSANO (BA): CONFISCA DEFINITIVA PER I BENI DEL PLURIPREGIUDICATO LA SELVA NICOLA 

I Finanzieri della Compagnia di Monopoli, nei giorni scorsi, hanno proceduto all’esecuzione del provvedimento di confisca del patrimonio (valore stimato di circa 130 mila euro) del pregiudicato LA SELVA Nicola, classe 1964, disposto dal Tribunale di Bari - Sezione III in funzione di Tribunale della Prevenzione. La misura ablativa, divenuta definitiva, nasce da una proposta formulata nel 2011 dal Procuratore della Repubblica di Bari a seguito di indagini operate dallo stesso Reparto delle Fiamme Gialle. In particolare, si tratta di un immobile residenziale ed un’autovettura di grossa cilindrata, già sottoposti a sequestro nel 2012 - nella disponibilità del pregiudicato, considerato “socialmente pericoloso” nell’accezione del codice antimafia, ovvero per la sua spiccata propensione al crimine. Il pregiudicato conversanese, considerato vicino al clan “Campanale” del quartiere San Girolamo di Bari, già arrestato nel blitz del 2013 disposto dalla DDA di Bari che indagava sul nuovo gruppo malavitoso “emergente” interessato ad allargare il proprio predominio nella zona del sud-est barese, vanta numerosi e gravi precedenti penali e di polizia fin dal lontano 1983: rapina, evasione, associazione ai fini del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali, estorsione ed usura. Il medesimo è stato sottoposto in più occasioni alla misura di prevenzione della sorveglianza di P.S. con obbligo di soggiorno. Le indagini eseguite dalle Fiamme Gialle, consistite nella valorizzazione in chiave patrimoniale degli elementi acquisiti nelle indagini nonché nel confronto di informazioni estratte dalle diverse banche dati in uso al Corpo, hanno permesso di verificare la netta sproporzione tra i beni nella disponibilità del pregiudicato e la sua capacità economica. Con questa attività di servizio il patrimonio confiscato entra definitivamente in possesso dell’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) e potrà essere riutilizzato per fini di rilevanza sociale.





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