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Foto - 'Villa De Grecis'

Fotografie - Bari
Il Giovinazzo Rock Festival. (foto com.) ndr.
Domenica 2 agosto Area Mercatale Giovinazzo Inizio ore 20.00 Ingresso gratuito

di Redazione

GIOVINAZZO (BA), 2 AGO. - Si chiude domani nell'Area Mercatale di Giovinazzo, con il concerto gratuito di James Senese e Napoli Centrale, il Giovinazzo Rock Festival, uno dei festival più seguiti in Puglia che attrae migliaia di appassionati della musica rock e non solo. Portabandiera della storica scuola musicale napoletana, James Senese è autore del miglior funky e blues prodotto in Italia e sta vivendo una seconda giovinezza in una intensa stagione di concerti con il suo inconfondibile combinato disposto voce e sassofono. Solo pochi giorni fa a Napoli, l'artista ha condiviso il palco con Eros Ramazzotti e Jovanotti per un omaggio all'indimenticabile Pino Daniele con cui James Senese ha vissuto i primi anni di attività artistica nel movimento musicale Neapolitan Power, termine coniato per descrivere tutto il movimento di musicisti di e intorno Napoli, insieme a Tullio De Piscopo, Toni Esposito e Mario Musella. Nascono da quell'esperienza i suoi virtuosismi, protagonisti anche del live con i Napoli Centrale, gruppo che fonda insieme all'amico Franco Del Prete. Un jazz-rock eclettico dalla forte connotazione popolare che a Giovinazzo, domenica 2 agosto a partire dalle 20.00 farà ballare tutta l'Area Mercatale. Il concerto di domenica sarà aperto da 3 esibizioni imperdibili: sul palco i baresi Caboose, selezionati tramite il contest collegato al festival, e Dirty Harry's Dynamite e i romani Joe Victor, vincitori del contest nazionale per il Sziget Festival di Budapest. Presenterà anche quest'ultima serata di festival Davide Ceddìa, attore e performer che con i suoi Camillore' ha già calcato con successo il palco del Giovinazzo Rock Festival e che in questa edizione si ritroverà ad introdurre in modo del tutto imprevedibile i colleghi sul palco. Il Giovinazzo Rock Festival 2015 è organizzato dall'Associazione Tressett di Giovinazzo. E' patrocinato dal Comune di Giovinazzo e fa parte dell'ATS "MOMART NETWORK 3.0 - Rete dei Festival" insieme ai festival Gioia Rock Festival, Bitonto Blues Festival FMI - Festa della Musica Indipendente e Rassegna Fuori Tempo. L'ATS "MOMART NETWORK 3.0 - Rete dei Festival" è promossa dal PO FESR Puglia 2007/2013 Asse IV - Puglia Sounds - Investiamo nel vostro futuro con il Patrocinio della Regione Puglia, Assessorato alle Politiche Giovanili.





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La locandina dell'evento. (foto com.9 ndr.
La celebrazione nel trigesimo, giovedì 6 agosto nella Cattedrale di Molfetta alle ore 19,30, presieduta da Mons. Arturo Aiello. A conclusione sarà distribuito lo speciale "Luce e Vita" con il testamento spirituale di don Gino 

di Redazione

BARI, 2 AGO. - Il riferimento totale a Dio, Padre Figlio e Spirito Santo e alla Vergine Maria, l'amore per la sua famiglia e la sua terra e quello per la sua "sposa": la diocesi affidatagli; la consapevolezza della propria piccolezza e la fiducia nella Provvidenza divina, sono i capisaldi del testamento spirituale che don Gino Martella ci lascia, in un manoscritto datato 7 febbraio 2008. Parole che dicono la sua fede genuina e il suo amore totale alla Chiesa, dichiarato con la chiusa "Vi ho voluto bene e ve ne vorrò sempre". Ancora motivi per rendere grazie al Signore per il dono che ha fatto a noi tutti nella persona di don Gino. Con questo testo, di seguito riportato (copia del manoscritto è scaricabile da www.donginomartella.it), si apre il numero speciale del settimanale diocesano Luce e Vita che sarà distribuito a partire da giovedì 6 agosto, a conclusione della S.Messa nel trigesimo della morte del Vescovo. La celebrazione sarà presieduta, alle ore 19,30 nella Cattedrale di Molfetta, da Mons. Arturo Aiello, Vescovo di Teano-Calvi, intimo amico di don Gino. Dodici pagine per richiamare la figura di Mons. Martella nei suoi aspetti già noti ed anche in alcuni inediti, come la passione per la pittura. Una cronaca dei giorni tristi che hanno segnato la nostra diocesi, il profilo episcopale di don Gino, le omelie pronunciate in occasione delle esequie, il ricordo di un' antica amicizia, i messaggi di prelati e gente comune... sono i contributi pubblicati e che fanno corona al testamento che pubblichiamo in anteprima: 

Depressa, 7 febbraio 2008 

Testamento spirituale 
A Dio che mi ha donato la vita sono infinitamente grato. Pur consapevole della mia debolezza, confermo fiducioso il mio abbandono al Padre provvidente, all’amabilissimo Figlio suo Gesù, allo Spirito Santo, forza e potenza di amore incontenibile. Credo e amo la Chiesa di cui spero di essere una minuscola, ma vivida scintilla. Mi affido alla Vergine Santa, Madre dolcissima e tenerissima, alla quale sempre ho rivolto lo sguardo filiale orante, perché il suo amore rendesse più sicuri i miei passi talvolta incerti e vacillanti. Amo la Chiesa che è in Otranto che mi ha guidato nel discernimento vocazionale. Amo il mio paese natale, culla dolcissima dei miei sogni, dei miei progetti e delle mie attese. Amo la Chiesa che è in Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, mia sposa, alla quale la Provvidenza mi ha destinato come Pastore e che ho cercato di servire con passione e abnegazione. Al Padre celeste, fonte di ogni dono, esprimo ancora la mia gratitudine per avermi fatto nascere in una famiglia umile e dignitosa, laboriosa e timorata di Dio. Lo ringrazio per il dono della vocazione al ministero presbiterale ed episcopale, senza alcun mio merito. Dono che, nella mia pochezza, ho cercato di custodire e di vivere con l’aiuto della sua grazia e il sostegno di tante persone buone. Chiedo perdono per tutte le mie inadempienze e imprudenze, per tutto ciò che ha recato offesa ad altri. Confido, tuttavia, nella inesauribile misericordia del Padre e nella bontà di tutti coloro che ho conosciuto. Vi ho voluto bene e ve ne vorrò sempre. A Dio! 

+ don Gino, vescovo





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Fratel Costantino De Bellis. (foto) ndr.

di Fratel Costantino De Bellis

ROMA, 2 AGO. - Sono 16 anni ormai che come moderatore e fondatore dell’Associazione Europea “Amici di San Rocco”e Guardiano dell'Arciconfraternita madre di San Rocco spesso mi trovo in comunità parrocchiali e confraternali dove é radicato il culto di S.Rocco e mi sono accorto molte volte che alcune comunità restano chiuse e la loro venerazione a S. Rocco è diventata un fatto strettamente personale. Con molto rispetto e senza voler scuotere la sensibilità di nessuno non posso far a meno di dire che se tutto si concentra il 16 agosto o in altre date nelle quali si festeggia il santo e poi tutto l’anno viene lasciato nella sua bella nicchia, non ha alcun senso ,non incide nel culto e nell’impegno della testimonianza cristiana in non pochi paesi le sue feste sono spettacolari e folcloristiche e molti devoti e pellegrini non conoscono a fondo la vita di questo nostro caro santo. Un santo non solo da spettacolo, ma un grande elargitore di grazie. Ritengo che sia giusto che si onori san Rocco, che si chiedano grazie al Signore per sua intercessione, ma non ci si deve fermare solo a questo. “Se tu squarciassi i cieli e scendessi” è il grido di una comunità che vuole andare oltre, che vuole essere consapevole di un destino che non può essere ridotto a quei pochi anni che si vivono su questa terra. “Se tu squarciassi i cieli e scendessi” non è un invito a star senza far nulla a non essere felici su questa terra o alla rassegnazione negativa, è il grido che facciamo a Dio nella fede, cioè nella consapevolezza che la risposta di nostri problemi la deve dare Lui, che le soluzioni non possono essere le nostre, troppo piccole e imbrigliate nel peccato, ma devono venire alla sua liberalità. La libertà di Dio è Cristo che ci ha mostrato il suo volto del Padre che ci invita ad essere felici per ritornare a quell’uomo, il nuovo Adamo, fatto a “immagine e somiglianza di Dio Padre”. Fermarsi a San Rocco delle feste di piazza ai grandi e spettacolari, fuochi artificiali, alle prestigiose ed artistiche luminarie vuol dire snaturare il significato della festa la vera santità del pellegrino di Dio. La chiesa lo mostra come un uomo che per tutta la sua vita , ha tentato di essere nel migliore dei modi immagine e somiglianza di Dio. La nostra associazione “Amici di San Rocco” che oltre a me, indegno suo rappresentante, al Rev.do. Mons. Filippo Tucci rettore della chiesa di Roma, sede dell’Arciconfraternita madre dell’Associazione Europea Amici di S. Rocco, e alla paterna vicinanza del compianto Vescovo Mons. Pietro Farina, vuole ripartire senza nessuna presunzione, ma con grande fede nel Signore. Vogliamo raccontarvi e farvi conoscere un San Rocco, fratello, che ha fatto di tutto per essere felice ospitando Gesù Cristo nella sua vita, nella sua storia che ha condiviso il suo dolore con i poveri, i malati e i sofferenti. Con il mio umile servizio di apostolato e con tutta l’Associazione, vogliamo farlo conoscere attraverso tre percorsi che il Vescovo Pietro Farina mi indicò dal 1999 e che volle fortemente che io proponessi a voi tutti e ai devoti di San Rocco: La mitezza evangelica, la carità vissuta, il pellegrinaggio. Carissimi nella mia semplicità; vorrei cercare ,sempre guidato dalla paterna autorità dei Vescovi Diocesani, di presentarvi l’amore e il servizio di San Rocco per la Chiesa, il luogo dove vivere l’incontro con Dio. Vi porterò nel mondo dei gruppi di preghiera “Amici di San Rocco” che ora vivono un forte legame di appartenenza all'Arciconfraternita madre di San Rocco i quali nella quotidianità della vita cercano di vivere la spiritualità di San Rocco. A tutte le comunità che venerano San Rocco l’invito a voler vivere questo percorso nuovo, semplice, ma aperto ad una nuova grande conquista: San Rocco come evento, come Santo e vanto di una chiesa che vuole imparare di Lui, dalla sua carità gratuita, di fratelli per farsi sempre più immagine viva e trasparente di Cristo crocifisso e risorto. 

www.amicidisanrocco.it 
3386727422 

Fraternamente Saluto e abbraccio tutti Fratel Costantino De Bellis.

La locnadina dell'evento. (foto) ndr.






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Frtael Costantino De Bellis. (foto) ndr.

di Fratel Costantino De Bellis

CASERTA, 2 AGO.  - CARISSIMI AMICI DI SAN RAOCCO E DEVOTI, Siamo giunti al VI anno della via Rocheliana e dell'emozionante trionfo di San Rocco nella comunità di CAPRIATI che come sapete ospita il nostro grande ed unico museo Europeo dedicato al santo di Montpellier. Utilizzando i dieci digiti che raffigurano la vita eccellente. Del nostro amato santo pellegrino , attraverseremo questo momento di spiritualità e preghiera , ripercorreremo assi e la vita e le gesta ere della fede , un uomo vero che lascia intorno a se un raggio del Divino con la pienezza della sua umanità . San Rocco è un eroe della carità , un grande testimone della fede cattolica e dell'amore frate o , un eroe per ognuno di noi , che offre con entusiasmo e con coraggio la sua vita a Dio ed ai fratelli . Il trionfo di San Rocco nei cieli , deve ricordarci il richiamo di Cristo Gesù " VIENI SERVO BUONO E FEDELE A GODERE DELLA BEATITUDINE ETERNA". San Rocco susciti in tutti noi suoi amici e devoti , a voi tutti che con fede vivrete questo momento di grazia che il Signore vuole donarci il desiderio dell'erotismo in ogni virtù e la fiducia di raggiungere insieme alla Vergine Maria e a San Rocco la metà del nostro pellegrinaggio : IL PARADISO. RICOLGO IL MIO PIÙ SENTITO GRAZIE AL VESCOVO DELLA DIOCESI DI ISERNIA-VENAFRO S.E.MONS. CAMILLO CIBOTTI , AL REVERENDO DON DAVIDE VELLA PARROCO E AMICO FRATERNO , AL SINDACO DI CAPRIATI GIOVANNI PRATO PER LA VICINANZA E LA DISPONIBILITÀ . E PERMETTETEMI DI RINGRAZIARE IL GRUPPO DEGLI AMICI DI SAN ROCCO DI CAPRIATI , IL COMITATO PRO MUSEO E TUTTI I MIEI COLLABORATORI CHE COME SEMPRE CON SPIRITO DI FEDE E PROFONDO AFFETTO VERSO SAN ROCCO SI PRODIGANO CON TUTTE LE LORO FORZE PERCHÉ CIÒ SI REALIZZI E SIA TUTTO A GLORIA DI DIO E DEI SUOI SANTI. fraternamente abbraccio e saluto tutti w San Rocco . Fratel Costantino





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Michele Loconsole. (foto) ndr.

di Michele Loconsole

BARI, 2 AGO.  - Oggi sono particolarmente felice. Ho appreso dai media che il Mezzogiorno d’Italia ha fatto un bel “tuffo” nei mitici anni 70. Per intenderci, il decennio della tv a colori, di Sandro Pertini, di Giovanni Paolo II e dei Mondiali. Per non parlare di Furia cavallo del west, Happy Days e Goldrake Ufo Robot. I dieci anni più belli della vita di chi oggi ha almeno 45 anni. Quando le discoteche aprivano alle tre del pomeriggio e i telefoni di casa avevano il lucchetto bloccato sul numero 3 del disco rotante. Gli anni del vinile a 45 giri e delle scampagnate fuori porta col frigorifero portatile. Sono felice, dunque. Gli anni 70 sono tornati. Finalmente! Li aspettavamo, soprattutto noi del Sud. E siamo pronti a riviverli intensamente, come allora. Anche se adesso da adulti, quindi nel pieno della consapevolezza. E sì, perché molti testimoni di allora non ci sono più… o, tra i più grandi, alcuni sono assenti a se stessi e agli altri. Ma i baby boom che hanno giocato con Ercolino sempre in piedi, coi cowboys che vincevano sempre sugli indianini di plastica e costruito di tutto coi Lego adesso sono uomini e donne maturi, nel pieno della vita. Pertanto, possono goderseli questi nuovi anni 70. Soprattutto se hanno figli, e donne, in particolare. Già, perché da ieri, 30 luglio 2015, il tasso di disoccupazione nel Sud Italia ha toccato il 12,7% e il 44,2% per i giovani. Percentuali che non si vedevano dal 1977. Che gioia. Che fortuna! Adesso, però, corriamo a viverli questi suggestivi nuovi anni ’70. 

Michele Loconsole





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Arrestato albanese ad Altamura. (foto cc.) ndr.

di Redazione

ALTAMURA (BA), 2 AGO. - Un 21enne di origini albanesi, domiciliato ad Altamura, è stato arrestato dai carabinieri della locale Compagnia in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica, per tentato furto con strappo in danno di una 65enne del luogo. In particolare, la vittima, mentre stava rincasando e ferma davanti l’uscio alla ricerca delle chiavi custodite nella borsa, è stata avvicinata da uno sconosciuto il quale, con una banale scusa ha indotto la donna a girarsi verso di lui e quindi di afferrarle la collana in oro che portava al collo. La ferma reazione della donna, però, ha fatto si che il giovane desistesse dal compimento del furto, dileguandosi in tutta fretta. Le indagini avviate dai militari subito dopo la denuncia dell’accaduto, basate principalmente sulle dichiarazioni rese dalla vittima e sulla visione delle foto segnaletiche in dotazione al reparto, hanno consentito loro l’identificazione del responsabile, che è stato poi deferito all’Autorità Giudiziaria competente. 

RUTIGLIANO (BA): LADRO BUONGUSTAIO DA BITONTO PER RUBARE L’UVA. ARRESTATO UN 60ENNE 

Dovendo rubare uva, da buon intenditore ha evidentemente preferito la qualità di Rutigliano, zona nota come la patria dell’uva da tavola, ma scoperto è finito agli arresti domiciliari. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bari hanno infatti tratto in arresto un 60enne di Bitonto, noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di furto aggravato. Una telefonata giunta sul numero di emergenza “112” ha segnalato la presenza di una Fiat Stilo che stava percorrendo la SS. 100, verso Bari, il cui conducente aveva poco prima asportato circa 150 kg di uva da tavola da un fondo agricolo ubicato in Rutigliano. Ricevuta la segnalazione, una “gazzella dell’Arma, dopo aver intercettato l’auto nel frattempo giunta sulla SS. 16bis, carreggiata nord, è riuscita a fermarla subito dopo aver imboccato lo svincolo per la ex SS. 98. Nel bagagliaio dell’auto, in effetti, i militari hanno rinvenuto una decina di cassette in legno, contenenti circa 150 kg di uva. Inutile da parte del 60enne è stato il tentativo di giustificare il possesso dell’uva, perché è stato tratto in arresto e su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari, in attesa del rito direttissimo. L’uva, invece, è stata restituita al legittimo proprietario.





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Il Sindaco di Modugno N.Magrone. (foto) ndr.
Il sindaco Magrone: “Abbiamo voluto intitolare Restate con noi la manifestazione di domenica sera perché una marcia silenziosa che si snodi per le vie cittadine e si concluda nel cuore del paese si rivolge simbolicamente alle vittime dell'esplosione dicendo loro vi riportiamo in seno alla città” 


di Redazione

MODUGNO (BA), 1 AGO. - In attesa di capire quando si potranno svolgere i funerali delle dieci vittime dell'esplosione della 'Bruscella Fireworks', fabbrica dei fuochi pirotecnici andata completamente distrutta lo scorso venerdì 24 luglio, l'Amministrazione Comunale di Modugno ha definito l'organizzazione della manifestazione pubblica promossa per una commemorazione civica di coloro che hanno perso la vita nella strage e per esprimere solidarietà alle famiglie delle vittime. La manifestazione pubblica avrà inizio con un raduno, alle ore 20.30, in Piazza E. De Nicola (nei pressi di via Bitritto), dal quale si metterà in movimento un corteo civico che attraverserà le principali vie cittadine e si concluderà nella centrale Piazza Sedile. Tutta la cittadinanza è invitata. Nei giorni immediatamente successivi al disastro, in una città scossa dal terribile incidente, il Sindaco aveva proclamato due giorni di lutto cittadino, il primo dei quali già trascorso. La seconda giornata di lutto cittadino è invece indetta nella data delle esequie, in merito alle quali il Comune di Modugno sta curando i contatti con le famiglie e con le comunità di riferimento coinvolte affinché si possa tenere una cerimonia unitaria utilizzando il sagrato della Chiesa del Purgatorio, sempre in Piazza Sedile.





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Rubrica - Recensioni Cinematografiche



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Caporedattore Centrale: Adriana De Serio