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Inaugurazione 2014

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La nuova Fiat Panda Cross. (foto) ndr.

di Redazione

ROMA, 29 LUG. (INFOMOTORI) - La Panda Cross è una vera fuoristrada, capace di mettere in difficoltà anche qualche veicolo off-road più blasonato. Nelle forme resta fedele alla citycar da cui deriva ma, grazie a mirati interventi estetici, lo stile ne guadagna in eleganza e dinamicità, rendendola anche più moderna e giovanile. Il successo della Panda, vincitrice di numerosi riconoscimenti a livello internazionale e ma affronta con disinvoltura anche i percorsi innevati e gli sterrati impegnativi. La linea è ispirata alle SUV più grandi ed è caratterizzata da elementi stilistici come le barre sul tetto, i fascioni paracolpi bombati, i ripari sottomotore specifici per il fuoristrada e la mascherina anteriore, di colore scuro, che incornicia l’originale gruppo ottico a due elementi. A prima vista sembra un mezzo pronto per la Dakar, destinato solo a giovani avventurosi, in realtà la Cross soddisfa anche le esigenze quotidiane di spazio e comfort. L’abitacolo infatti è discretamente rifinito e ospita comodamente quattro adulti. Piacevole anche il design della plancia, realizzata con materiali di discreta qualità e dalla grafica facile ed intuitiva. Non manca lo spazio per i piccoli oggetti, oltre che quello per i bagagli: il baule ha una capacità superiore ai 200 litri, inoltre è possibile avere il divanetto posteriore sdoppiato e scorrevole (optional a 260 euro), per poter aumentare il volume di carico, ma senza rinunciare a tutti i posti posteriori. Se da una parte la piccola SUV torinese convince per l’eleganza e le finiture, dall’altra conquista per le performance in off-road, con una piacevole sicurezza. Nell'ambito del suo 'sottosegmento' la nuova Panda Cross evidenzia grandi doti da fuoristradista, con la capacità di superare pendenze fino al 70%. Questo non solo per effetto delle modifiche alla carrozzeria e alle sospensioni che hanno variato gli angoli di attacco, di dosso e di uscita, oltre all'altezza da terra (rispettivamente di 24, 21 e 34 gradi e di 161 mm) ma anche per la presenza dei pneumatici 185/65 R 15 M+S All Seasons e di una serie di sofisticati dispositivi per il controllo elettronico della trazione integrale Torque on Demand e della ripartizione della coppia attraverso l' Electronic Locking Differential. L'animo off-road della Panda Cross si rivela al primo tratto di strada 'bianca': grazie all'irrobustimento delle sospensioni, alle qualità di base della piattaforma e all'accurato lavoro di insonorizzazione della paratia anteriore e del sottoscocca trasformano la guida su fondi sconnessi in una piacevole esperienza, con un minimo incremento di rumorosità e vibrazioni. In queste situazioni - con il selettore al centro dei sedili in posizione Auto - l'auto viaggia con il 98% della coppia sulle ruote anteriori, per non penalizzare i consumi. Se per un qualsiasi motivo il sistema rileva una perdita di aderenza il sistema distribuisce automaticamente la coppia dove serve, grazie al lavoro del giunto a frizioni multiple che dosa in modo continuo la trazione sul retrotreno. In modalità Off-road, la trazione integrale diventa permanente fino a 50 km/h e viene inserito l'Electronic Locking Differential (ELD) che pre-carica la coppia sul posteriore rendendo più veloce il passaggio in 4x4. Inoltre il sistema inibisce l'intervento dell'ASR, per migliorare il controllo in caso di bassa aderenza e agisce frenando le ruote che slittano più delle altre, trasferendo così la forza motrice su quelle che hanno maggior presa sul terreno. E in discesa la Panda Cross fa tutto da sola grazie alla funzione Hill Descent Control che 'fissa' la velocità tra 5 e 25 km/h e garantisce costanza di assetto evitando la pericolosa inbardata. Panda Cross evidenzia, sull'asfalto come in off-road, anche le qualità dei due motori, entrambi in versione potenziata (+5 Cv) cioè il Multijet II 1.3 da 80 Cv e il TwinAir Turbo 0.9 da 90 Cv, quest'ultimo con un cambio specifico a 6 marce con prima 'corta'.





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L'eurozona. (foto) ndr.

di Cosimo Imbimbo 

BARI, 29 LUG. - Torna lo spettro del prelievo forzoso. Secondo un articolo del Wall Street Journal, il Fondo monetario internazionale vorrebbe imporre questa nuova tassa per equilibrare i conti degli stati. E’ pronto quindi il progetto di un prelievo di almeno il 10% sui conti correnti con giacenze sopra i 100.000 euro. Per farvi capire meglio, quello che successe a Cipro l’anno scorso seppure con aliquote di prelievo ben superiori. Il Fondo Monetario insite in una “tassa sul debito” generalizzata, per un importo del 10% per ogni famiglia dell’Eurozona, anche su quelle famiglie che dispongono solo di modesti risparmi. Quanto accaduto a Cipro nel marzo 2013: per evitare che l’isola precipitasse nel default la Troika –composta da Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione Europea – decise di applicare un prelievo forzoso del 38% su tutti i depositi oltre i 100mila euro. Una scelta che scatenò il panico economico nell’isola, tanto da costringere il Governo locale a chiudere gli sportelli bancari e inviare l’esercito davanti agli istituti stessi. Non più tardi di ieri il Fondo Monetario Internazionale ha spiegato che gli istituti di credito italiani sono solidi e ben capitalizzati, ma corrono due rischi: uno legato alla bassa crescita e uno legato ai loro portafogli ancora troppo imbottiti di titoli pubblici italiani. Significa che se lo spread ricomincia a correre per le banche possono essere dolori seri. La prima a crollare è stata il Monte dei Paschi, banca imbottita di Btp e già aiutata dallo Stato con un prestito di 4 miliardi. Sì, perché se le banche italiane vanno sotto pressione c'è uno spettro inquietante che aleggia sul loro destino e su quello dell'Italia: Cipro. Sotto il cielo europeo, insomma, la confusione è grande. Jean Claude Juncker, predecessore di Dijsselbloem al vertice dell'Eurogruppo ha attaccato duramente il suo successore, spiegando che la gestione della crisi cipriota è stata maldestra e mette a rischio la fiducia nella moneta unica. Sono settimane che Juncker prende posizioni forti. Un paio di settimane fa in un'intervista al Der Spiegel era arrivato a dire che "chi pensa che la questione della guerra sia stata risolta per sempre, si sbaglia di grosso" e che "i demoni non sono scomparsi, sono semplicemente assopiti". Secondo Juncker le condizioni odierne dell'Europa sarebbero troppo simili a quelle del 1913, vigilia della Grande Guerra. Un paio di anni fa anche Angela Merkel, parlando al Bundestag, aveva espresso un concetto simile. Per entrambi l'unico modo di scongiurare questa eventualità sarebbe quello di mantenere le politiche di austerità e difendere la moneta unica. Secondo le prime indiscrezioni il prelievo dell’Fmi interesserebbe anche depositi, pensioni e assicurazioni. I soldi incassati serviranno poi per risanare il bilancio statale e alleggerire il carico del debito. Facile immaginare che anche l’Italia sarà tra i paesi coinvolti in questa misura. Per il Fmi un prelievo di questa portata riporterebbe i conti pubblici a livelli pre-crisi del 2007. Anche se non ancora non è stato deciso nulla, questo annuncio potrebbe destare allarme fra i risparmiatori. Così dopo tasse e tagli per l’Italia (e gran parte dell’euro- zona) potrebbe arrivare una nuova batosta. Pensare che tutti i documenti su questa ipotesi vessatoria sono passati quasi inosservati sui media, forse proprio a causa dello scottante tema affrontato. Chiunque di noi abbia qualche capello bianco si ricorda di quanto accaduto quando era primo ministro Amato, e come ben si sa , chi ha fatto una cosa una volta perché non dovrebbe farla una seconda volta ? e quello che è accaduto a Cipro a marzo 2013 ? Certo dicono , quello che è capitato non ricapiterà. Ma la domanda come direbbe il buon Lubrano nasce spontanea: ma perché dovremmo essere sicuri che non ricapiti ? perché dovremmo fidarci visto che la storia ci insegna che è sempre accaduto l’ esatto contrario ? al massimo gli cambieranno nome , come è capitato con la Imu sulla prima casa che è diventata ” Tarsi ” o non so che altra diavoleria.





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Lo stemma della Regione Puglia. (foto) ndr.

di Redazione

BARI, 29 LUG. - Ultima settimana per partecipare al progetto "Apulia Attraction", l'iniziativa di attrazione investimenti del Servizio Internazionalizzazione della Regione Puglia che punta alla creazione di una rete di imprenditori e manager di origine pugliese residenti in Canada, Stati Uniti ed Europa. Possono candidarsi tutti gli operatori attivi da almeno 10 anni nell’ambito dei servizi di consulenza aziendale, nel settore bancario e finanziario, nell’agroindustria, nella mobilità e trasporti (aerospazio, nautica, automotive), nella meccanica o meccatronica, nei servizi ict e hi-tech. Saranno selezionati fino a 15 manager ed imprenditori che parteciperanno al "networking meeting" che si terrà in Puglia dal 15 al 19 settembre 2014, in occasione della 78^ edizione della Fiera del Levante, e si articolerà in diversi momenti di approfondimento e scambio di esperienze, cui saranno affiancate delle visite imprenditoriali sul territorio. Gli operatori economici interessati a partecipare possono candidarsi inviando la domanda di partecipazione entro venerdì 1 agosto 2014. Anche le Associazioni e Federazioni iscritte all'Albo regionale dei Pugliesi nel Mondo possono partecipare al progetto "Apulia Attraction" segnalando imprenditori o manager pugliesi all’estero e accompagnandoli al "networking meeting" della Fiera del Levante. Per scaricare il bando "Apulia Attraction" visita il sito http://pugliesinelmondo.regione.puglia.it .





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I cc. recuperano uno scooter. (foto cc.) ndr.

di Redazione

BARI, 29 LUG. - Nelle prime ore di lunedì, tre giovani pregiudicati, armati di bastone, hanno bloccato in strada un 20enne ed un 16enne e dopo averli aggrediti si sono impossessati dello scooter di proprietà di una delle vittime. Intercettati e bloccati dai carabinieri sono finiti in manette. Si tratta di un 20enne e due 18enni, tutti baresi già noti alle Forze dell’Ordine, arrestati dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bari con le accuse di rapina aggravata, lesioni personali e ricettazione. E’ accaduto in Viale Della Repubblica nelle prime ore di ieri quando i tre, bastone alla mano hanno colpito le vittime procurando loro lesioni al volto giudicate guaribili in 20 e 25 giorni, impossessandosi della moto in loro possesso. Sul posto, su segnalazione al “112” effettuata da alcuni testimoni, sono intervenuti i Carabinieri bloccando i tre mentre tentavano di dileguarsi a bordo di una Fiat 600 risultata rubata poco prima nel capoluogo pugliese in via Petrera. L’autovettura e la moto sono stati restituiti agli aventi diritto, il bastone sottoposto a sequestro mentre i tre, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, sono stati associati presso la locale casa circondariale. L’intervento dei Carabinieri rientra in ambito di specifici servizi disposti dal Comando Provinciale per contrastare i reati predatori nel Capoluogo, soprattutto le rapine e gli scippi in strada, non solo nel centro urbano ma anche nelle periferie. 

MOLA DI BARI (BA): I CARABINIERI INTENSIFICANO I CONTROLLI ANTIPROSTITUZIONE. 3 ROMENE DENUNCIATE 

I Carabinieri della Tenenza di Mola di Bari hanno effettuato una serie di controlli finalizzati a contrastare il fenomeno del meretricio in strada su una serie di arterie stradali fra cui, in particolare, la complanare ovest della ss16. I militari hanno sottoposto a controllo tre giovani rumene di 17, 22 e 27 anni che, al momento dell’intervento, oltre ad indossare indumenti succinti ed esibirsi in pose inequivocabili, mostravano parti intime del corpo per indurre gli “interessati” in transito a fermarsi. La minore, all’atto della sua identificazione, forniva altresì falsa attestazione sulla propria identità e pertanto è stata denunciata anche per tale reato. L’operazione si è conclusa con l’inoltro alla Questura di Bari di una proposta per l’emissione del foglio di via obbligatorio da quel comune. 

TRANI (BT): AGGREDISCE MADRE E FRATELLO PER ESTORCERE DENARO. ARRESTATO DAI CARABINIERI 

I Carabinieri della Compagnia di Trani hanno arrestato un 34enne del luogo, con l’accusa di maltrattamenti, rapina e tentata estorsione nei confronti dei famigliari. Così si è conclusa la triste vicenda che ha visto per alcuni anni una madre 65enne vittima di una lunga serie di violenze fisiche e psicologiche da parte del figlio. La convivenza sotto lo stesso tetto era diventata impossibile, quando dalla morte del padre ed a seguito di una delusione sentimentale il 34enne, mostrando un carattere irascibile anche legato all’uso di droga, aveva iniziato a chiedere senza sosta denaro alla madre, che, intimorita per le possibili conseguenze dei suoi comportamenti o forse sperando in un suo ravvedimento, aveva più di una volta rinunciato a rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Le continue vessazioni sono culminate la scorsa mattina, quando la quiete della casa è stata nuovamente scossa dalle urla del 34enne, che si è scagliato contro il fratello maggiore e la madre, a cui, afferrandola alla gola, ha chiesto di prelevare 1000 euro in banca e consegnarglieli dietro la minaccia di passare alle vie di fatto. Non soddisfatto, si è impossessato dell’auto della madre ed è fuggito via. A quel punto la donna, in stato di agitazione e con ancora al collo i segni dell’aggressione, ha chiesto aiuto agli uomini dell’Arma, ai quali ha raccontato tutta la sua storia. Dopo pochi minuti il 34enne è stato rintracciato da una “gazzella” del Nucleo Operativo e Radiomobile nei pressi di un bar della città ed è stato arrestato. Su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato associato presso la locale Casa Circondariale. 

TRIGGIANO (BA): GESTIONE ILLECITA DI RIFIUTI. I CARABINIERI DENUNCIANO I TITOLARI DI UN’OFFICINA MECCANICA 

Nel corso di un mirato servizio di controllo del territorio, condotto dai Carabinieri della Compagnia di Triggiano in collaborazione con personale specializzato del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, finalizzato alla prevenzione dei reati in materia ambientale sono stati denunciati un 54enne e un 50enne, titolari di un’officina meccanica e vendita di motocicli e ciclomotori di Triggiano. I due sono ritenuti responsabili di gestione illecita di rifiuti. Nel corso del controllo eseguito all’interno dell’attività gli operanti hanno appurato che da circa 10 anni i due hanno esercitato in assenza di autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali versando ripetutamente oli minerali e altre sostanze inquinanti direttamente sull’asfalto. In particolare avrebbero anche utilizzato una via adiacente all’officina come area di parcheggio, lavorazione e manutenzione di moto e ciclomotori. A carico dei due sono state avviate le procedure anche per il sequestro precauzionale dell’officina. TRANI (BT): 

BISCEGLIE, CORATO E RUVO DI PUGLIA (BT): RAFFICA DI CONTROLLI ANTIDROGA E PER LA SICUREZZA STRADALE. 6 LE DENUNCE DEI CARABINIERI

I Carabinieri della Compagnia di Trani, nel corso di serrati servizi finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati predatori, in materia di sostanze stupefacenti nonché per il controllo della circolazione stradale effettuati negli ultimi due giorni sulle principali arterie stradali e nei pressi di locali notturni e località balneari, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria 6 persone. L’attività, disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari, rientra in un più ampio progetto finalizzato alla verifica del rispetto delle regole in materia di circolazione stradale quali l’eccesso di velocità e la guida pericolosa, con particolare attenzione alla guida in stato di alterazione psicofisica. L’operazione ha visto impegnati giorno e notte i militari di Trani e Comuni limitrofi, supportati dai colleghi del Nucleo Cinofili per i controlli antidroga e da un velivolo del 6° Nucleo Elicotteri di Bari. Questi i principali risultati conseguiti: - a Trani, al termine di una perquisizione effettuata presso un deposito in zona periferica, grazie al fiuto di “Chan”, pastore tedesco del Nucleo Cinofili, sono state rinvenute tre piante di marijuana. Un operaio 44enne del luogo, utilizzatore del locale, è stato denunciato per coltivazione di stupefacente. Un idraulico 39enne di Andria, sottoposto a controllo mentre percorreva la s.p. 130 a bordo della sua autovettura, è stato trovato in possesso di un coltello di genere proibito, sequestrato. È stato denunciato per possesso illegale di arma; - a Bisceglie due 27enni sono stati deferiti in stato di libertà: il primo per guida in stato di ebbrezza alcolica ed il secondo per guida senza patente poiché mai conseguita; - a Corato un centauro del 1990, a bordo di una potente moto, alla vista di una “gazzella” dell’Arma, ha aperto il gas, cercando di sottrarsi al controllo. Né è scaturito un pericoloso inseguimento tra le vie di Corato, Ruvo di Puglia e Terlizzi, finché il giovane, vistosi braccato, ha abbondonato il proprio mezzo e si è dileguato a piedi tra le campagne. Dopo pochi minuti, però, i Carabinieri sono risaliti alla sua identità e lo hanno rintracciato presso la sua abitazione. Dovrà rispondere di guida senza patente e di resistenza a Pubblico Ufficiale. Sempre a Corato un operaio 31enne di Ruvo di Puglia è stato deferito per ricettazione in quanto ritenuto responsabile, in concorso con altre persone, di aver occultato all’interno di un capannone sito in località San Giuseppe un trattore agricolo, rinvenuto dai militari della locale Stazione, oggetto di furto avvenuto qualche settimana fa a Palo del Colle. Nel corso del servizio complessivamente 330 sono state le persone identificate e 254 i mezzi controllati, 7 le persone segnalate all’Ufficio Territoriale di Governo, poiché trovate in possesso di dosi di marijuana per uso personale a Trani e Corato, 27 le violazioni accertate alle norme del Codice della Strada, di cui 8 per mancanza di copertura assicurativa e 6 per mancato uso delle cinture di sicurezza, 10 i documenti di circolazione e di guida ritirati e 9 i veicoli sequestrati. Sono stati infine controllati 118 soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale ed a quelle di prevenzione.





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La droga sequestrata. (foto) ndr.

di Redazione

BARI, 29 LUG. - Era da poco sbarcato dalla M/N SVETI STEFAN proveniente dal Montenegro un insospettabile albanese che, alla guida di una autovettura come tante altre, si accingeva a lasciare il Porto di Bari con a bordo una coppia di suoi connazionali, La situazione, apparentemente normale, non convinceva del tutto i Finanzieri del Gruppo Bari che, in collaborazione con i Funzionari del locale Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane, decidevano di sottoporre il veicolo, una “Volkswagen Sharan”, ad un accurato controllo, rinvenendo, all’interno del serbatoio di carburante, 21 involucri a tenuta stagna contenenti complessivamente circa 20 chilogrammi di” marijuana”. Il conducente dell’auto, di anni 61, è stato tratto in arresto ed associato alla Casa Circondariale di Bari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, cui dovrà rispondere di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, mentre il mezzo utilizzato per il trasporto è stato sottoposto a sequestro. I due passeggeri, che sono risultati estranei alla vicenda, hanno potuto proseguire il loro viaggio verso una città del nord Italia. Il Porto di Bari si manifesta, ancora una volta, uno snodo particolarmente sensibile ai traffici illeciti. Infatti, dall’ inizio dell’anno ad oggi, sono state sequestrate oltre tre tonnellate di droghe leggere. 

CORATO (BT): SCOPERTE NR. 3 AZIENDE SCONOSCIUTE AL FISCO - RECUPERATI A TASSAZIONE RICAVI PER 33 MILIONI DI EURO ED IVA PER OLTRE 3,5 MILIONI DI EURO 

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Trani hanno scoperto tre aziende di Corato (BA) “evasori totali” che operavano, da diversi anni, come intermediari nel settore vinicolo acquistando uva dagli agricoltori e collocandola, nello stato originario o sotto forma di mosto, presso cantine della Puglia. Tuttavia, a fronte di questa situazione di apparente normalità, con introiti milionari, decine di dipendenti e svariati automezzi utilizzati per il trasporto dei prodotti, le tre imprese, oltre a non presentare dichiarazioni ai fini dell’ IVA e delle Imposte dirette, non versavano alcun tributo all’Erario. In particolare, si tratta di una ditta individuale ed una società a responsabilità limitata, gestite entrambe dallo stesso soggetto, nei cui confronti sono state eseguite verifiche fiscali. Gli approfondimenti ispettivi sono stati estesi ad uno dei loro maggiori fornitori: una ditta individuale, anch’essa totalmente inadempiente ai fini fiscali. Alla ricostruzione del reale volume di affari delle tre aziende, i Finanzieri sono pervenuti analizzando meticolosamente la frammentaria documentazione fiscale rinvenuta ed avvalendosi di controlli incrociati e questionari. Al termine, è emerso un impressionante quadro evasivo, i cui dati più rilevanti si riassumono in ricavi non dichiarati ai fini delle imposte dirette per 33 milioni di euro ed IVA evasa per oltre 3,5 milioni di euro. Due soggetti dovranno anche rispondere all’Autorità Giudiziaria di reati tributari previsti dal D.Lgs. 74/2000.





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I dati economici italiani. (foto) ndr.

di Cosimo Imbimbo

BARI, 28 LUG. - I dati pubblicati dagli analisti del fondo monetario internazionale gelano il sangue alla cancelliera tedesca che da anni strozza i paesi del vecchio continente imponendo misure austere e aggravando una crisi economica gia' di per sé pesante.la crescita tedesca nel 2013 è prevista debole: ci sono significativi rischi sulle prospettive. Il fondo monetario internazionale ha tagliato le stime dei pil del 2013 della germania dallo 0,6% allo 0,3% a causa dell’incertezza dell’eurozona. Proprio per questo sarà importante evitare un "risanamento eccessivo". "la solidità del sistema bancario è migliorata ma restano debolezze", si legge nell’article iv su berlino. "quest’anno il pil della germania è previsto crescere dello 0,3% con una graduale ripresa alla fine dell’anno condizionata a un’ulteriore e tangibile riduzione dell’ incertezza a livello europeo", hanno spiegato gli analisti dell'fmi sottolineando che l’allentamento fiscale "marginale" di quest’anno è appropriato. "le riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita della germania sono una priorità", ha messo in evidenza il fondo precisando che le riforme al sistema finanziario interno dovrebbero assicurare un’ armonizzazione con le iniziative europee e offrire chiarezza sul panorama finanziario emergente. Quindi venti di crisi  per  la germania, motore economico globale e dominus dell’europa. Il wsj rimarca come l’economia tedesca appaia forte solo se paragonata all’eurozona. La produzione industriale è scesa lo scorso mese di 0,6 punti percentuali, ed i dati delle vendite non sono positivi. Nell’ultimo trimestre del 2013 l’economia dovrebbe essere cresciuta di solo lo  0,25%, mentre forniscono preoccupazioni l’invecchiamento demografico, la crescita del costo dell’energia e l’eccesso di regolamentazione dei mercati interni. Per il quotidiano finanziario simili tensioni si potrebbero scaricare anche sui finora molto generosi mercati dei capitali, che hanno premiato le obbligazioni sovrane tedesche. La germania naviga a vista e il piano di riduzione delle tasse per il prossimo biennio rischia di naufragare davanti al temuto aumento del debito pubblico. «in questo caso schäuble dovrebbe subito abolire l’iva al 7 per cento applicata ad alcune categorie di prodotti, tra cui i libri e generi alimentari, per adeguarla a quella standard del 19 per cento» dice a panorama giacomo corneo, docente di scienze delle finanze della freie universität di berlino, «poi dovrebbe passare alle pensioni, aumentando l’età (ora ferma a 67 anni) e tagliando prepensionamenti e pensioni di reversibilità».Possibile Parlare di recessione?SECONDO Alcuni analisti, è ancora troppo presto per parlare di recessione, soprattutto grazie al forte contributo dei consumatori tedeschi (infatti, le vendite al dettaglio hanno riportato un esito superiore alle aspettative) e alla robustezza del mercato del lavoro (che tuttavia ha registrato un brusco aumento del numero di persone disoccupate). Tuttavia, ciò non esclude che per il terzo ed il quarto trimestre dell’anno, la germania registri un periodo di contrazione, spiegano gli analisti, indicando come sia ancora troppo presto parlare di recessione (la quale, però, non si può escludere). Argomentazioni simili sono riportate in un’ intervista al quotidiano tedesco der spiegel da wolfgang muenchau, che ammette senza fronzoli che i tedeschi non capiranno forse mai che l’avanzo delle partite correnti non equivalga necessariamente ad essere competitivi. E smonta il punto centrale della visione tedesca dell’eurozona, sostenendo che la germania non può fungere da modello per tutti gli altri membri dell’unione monetaria, per un fatto puramente matematico. «gli effetti delle tensioni in ucraina e di quelle in medio oriente sull'economia globale sono ancora difficili da valutare ma certamente queste due crisi stanno alimentando l'incertezza delle imprese», spiega joerg zeuner, capo economista di kfw. «se le tensioni dovessero rientrare, i tassi di crescita potrebbero di nuovo risollevarsi dopo aver tirato il fiato nel secondo trimestre ma abbiamo dei dubbi sulla possibilità che la crescita del pil di quest'anno, che stimiamo del 2%, possa essere ripetuta nel 2015. I tedeschi mostrano di risentirsi di fronte ad analisi di questo tipo, al punto che la maggior parte di essi tende a considerare la storia nazionale anteriore al 1945 come irrilevante rispetto ai problemi attuali dell’eurozona e ad interpretare i paralleli storici come “un tentativo di estorsione da parte dei governi più indebitati”.





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Da sx Augusto Marasco e l'avv. S. Di Pardo (foto N.B.) ndr

di Nico Baratta

FOGGIA, 25 LUG. - Questa mattina, 25 luglio 2014, alle ore 11, presso la sala consiliare del comune di Foggia si è svolta l’annunciata conferenza stampa di Augusto Marasco sul ricorso post elettorale del 25 maggio e 8 giugno 2014. «Con il ricorso s’intende restituire la verità sul voto dei foggiani» ha ribadito Marasco, ufficializzando il ricorso suddetto. «Vi sono irregolarità anche nel verbale di proclamazione» ha replicato l’Avv. Salvatore Di Pardo, il legale rappresentante che sta lavorando alla causa.

- Vedi il video della conferenza nella sezione TV del La Gazzetta Meridionale -
 
La sala consiliare, come non mai negli ultimi tempi, era gremita di gente; cittadini, ex consiglieri e assessori del centrosinistra, consiglieri entranti, giornalisti. Un bel vedere poiché s’attende che quella sala ritorni a essere il luogo principe del dialogo costruttivo per Foggia.
Augusto Marasco è parso determinato, certo delle motivazioni che hanno spinto lui e tutto il centrosinistra a procedere legalmente per far chiarezza sull’esito del voto delle amministrative foggiane. Una scelta dovuta e chiarificatrice anche verso chi lo accusava di trasformismo politico. «Io ho votato alle primarie del centrosinistra del 2012 e anche alle primarie del 2013 per la scelta del segretario nazionale del PD –ha dichiarato in sintesi Marasco-. E come tantissimi altri foggiani e italiani che non avevano mai votato centrosinistra. sono parte integrante del centrosinistra. Non c’è dubbio, quella di Marasco è una dichiarazione intellettualmente politica sulla scelta di far parte del centrosinistra. Una scelta spinta anche dal sentimento che ha verso Foggia e i foggiani, ma che fa ben comprendere a chi in casa lo ha accusato e ha remato contro quel giorno durante le primarie cittadine e che oggi pretende spazi. Marasco, poi, ha proseguito chiarendo alcuni azioni di “amici” avvenute durante i giorni che precedevano il ballottaggio, quelle che avrebbero indebolito l’azione elettorale. Colpe a chi localmente non ha saputo organizzare la tanto temuta “macchina da guerra” del Partito Democratico e forze politiche alleate, difendendo l’operato del segretario provinciale che di per se aveva da fare sull’intera Capitanata. Contestualmente tra “amici” si udivano bisbigli al vetriolo che avrebbero voluto ritornare a sedere a Palazzo di Città e che ora sono solo spettatori. Del resto in questo periodo la compattezza politica è un optional che anche nel centrodestra, specie in quello locale,  fa fatica a prender corpo. Nella conferenza Augusto Marasco ha toccato vari punti del suo operato politico, sia durante la carica assessorile ricoperta con l’amministrazione Mongelli, sia durante la campagna elettorale. Punti cardini son state le scelte di un programma in linea con quello che aveva fatto da assessore e che avrebbero delineato un futuro migliore per Foggia.
Fugati ogni dubbi su appartenenze e scelte elettorali e sue strategie, l’ex candidato sindaco, oggi consigliere comunale, ha illustrato il ricorso al TAR ponendo in evidenza che avrà tempi rapidi. L’avvocato scelto è noto per le sue vittorie in ambito di ricorsi elettorali. L’ultima fu quella dell’annullamento del Consiglio Regionale del Molise, e in tempi rapidi.
Dalle dichiarazioni di Marasco e Di Pardo traspare la volontà di andar fino in fondo alla questione. Oggi il ricorso al TAR, domani probabilmente quello al Consiglio di Stato. Il tutto poiché la convinzione del centrosinistra è che il vincitore delle elezioni non è l’attuale sindaco; poco più di 300 voti è un dubbio che va risolto solo dopo un nuovo conteggio di tutte le schede utilizzate per le elezioni. Un dubbio rafforzato dal fatto che «Non c'è stata disponibilità di tutta la documentazione, cosa che ha causato il ritardo del controllo delle carte e che e ci fa pensare che tutto a posto non è dall’ostruzionismo» –secondo quanto detto dall’Avv. Di Pardo-. A rafforzare la controversia vi è anche il verbale riassuntivo di chiusura della disputa cittadina, redatto dall’Ufficio Centrale Elettorale. Difatti vi sono voti a candidati oggi eletti nelle liste della coalizione di centrodestra di dubbia appartenenza o riportati sui registri non rispettando le norme legali e vigenti. Per esempio per la sezione 130, nel registro suddetto a pag. 46 mancano i dati dei voti validi dei candidati sindaci alla carica di sindaco. Stessa “deficienza burocratica” per le sezioni 10 e 87, e sempre a pag. 46. Altri casi simili si sono avuti in altre sezioni. Ma due sono i dati che innalzano la soglia del dubbio sulla veridicità dei registri redatti e consegnati all’Ufficio preposto. Ambedue riguardano la sezione 26. Il primo nel registro a pag. 46 il voto riportato dal candidato sindaco n°9 Luigi Miranda (e non Lucio come erroneamente è stato riportato; Lucio era il papà di Luigi) risulta essere 138 voti, mentre risulta un totale complessivo di voti validi pari a 509 (inferiore di 100 a quello che risulterebbe ove il voto fosse di 138); dalla comunicazione risulta un totale di 38 voti per Miranda. Da un controllo incrociato risulta che i voti effettivi da attribuire a Miranda sono 38. Il secondo, che è ancora più eclatante per le modalità di svolgimento, riguarda la compilazione del registro che nelle pagine 46, 47 e 69 i dati sono riportati a matita (solo i totali sono riportati a penna). E dato che mancavano altre fonti i voti scritti a matita sono stati utilizzati per il conteggio. Tuttavia il resto delle anomalie riscontrate le potete leggere nel "Verbale riassuntivo ufficio elettorale Foggia amministrative 2014" reperibile presso il medesimo ufficio del capoluogo dauno.
Alla luce di questi dati e altre anomalie procedurali, l’Avv. Di Pardo, che per la prima volta nel corso della sua ventennale carriera ha dovuto constatare la non completa disponibilità dei dati, ha «chiesto ad un organo terzo imparziale un riconteggio ufficiale che attribuisca i voti che non sono stati attribuiti e annulli i voti che invece sono stati illegittimamente attribuiti.  È una procedura non contro qualcuno, ma per qualcuno: verificare chi in realtà hanno votato i cittadini. Ci sono eletti che non dovevano essere eletti – ha proseguito Di Pardo – e non eletti invece risultati eletti. Se le carte sono a posto non c'è alcun motivo per non farle vedere, è questa la cosa che più ci ha turbato. A breve è fissata l'udienza per acquisire la documentazione e in tempi ancor più brevi completeremo il ricorso al Tar la cui procedura, come sappiamo, richiederà tempi rapidi». Concludendo, Di Pardo con Marasco, ha spiegato che il riconteggio potrebbe essere strutturato in due modi: riconteggio delle schede oppure annullamento e ripetizione delle elezioni, precisando che precisare che «In questa fase, ovviamente non si attribuisce nulla ai due candidati alle elezioni, nessuna colpa».
Nel frattempo il neo sindaco di Foggia, Franco Landella, ha iniziato i lavori a lui spettanti, ha composto la Giunta, seppur dopo un mese e mezzo e con attriti forti con i partiti che lo hanno sostenuto sia nella prima fase, sia nella seconda del ballottaggio, e evita ogni dichiarazioni riguardo i presunti brogli o inesattezze procedurali dello svolgimento delle votazioni, scrutinio e conteggio dei voti.
I prossimi mesi per la nuova amministrazione comunale si prevedono infuocati, forse aspri e non solo dalla minoranza, bensì dal fuoco amico.

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