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Foto - 'Villa De Grecis'

Fotografie - Bari
Lo scafo sequestrato. (foto P.S.) ndr.

di Redazione

MONOPOLI (BA), 20 FEB. (Comunicato St.) - Nella mattinata di oggi, a Monopoli, la Polizia di Stato ha sorpreso, nei pressi di “Cala Corvino”, un gruppo di trafficanti che stava procedendo al trasbordo a terra di un ingente carico di “marijuana”. L’operazione si inquadra nell’ambito di servizi investigativi e di controllo del territorio svolti dai poliziotti del Commissariato di P.S. di Monopoli, congiuntamente con il locale Ufficio Circondariale Marittimo, mirati a contrastare lo sbarco di ingenti quantità di sostanze stupefacenti sul litorale monopolitano. Accortisi della presenza di una unità navale della Guardia Costiera impegnata nel servizio di pattugliamento, i trafficanti si sono dati a precipitosa fuga a bordo di due furgoni che dovevano servire a trasportare via terra la sostanza stupefacente, prima che le unità operative del Settore Anticrimine del Commissariato riuscissero ad intercettarli. L’intero carico, circa 500 kg di “marijuana”, veniva abbandonato a bordo della stessa imbarcazione che lo trasportava, un potente motoscafo dotato di due motori fuoribordo in grado di coprire l’intera rotta con l’Albania, e interamente recuperato e sequestrato. Il valore del carico, smerciato sulle piazze dello spaccio, può superare i due milioni di euro. Sullo scafo utilizzato per il trasporto, opportunamente sequestrato, sono in corso ulteriori accertamenti anche in collaborazione con il locale Ufficio Circondariale Marittimo.

Il carico di droga sequestrato. (foto P.S.) ndr.






Servizi straordinari di controllo ad “Alto Impatto”  (foto P.S.) ndr.

di Redazione

BARI, 20 FEB. (Comunicato St.) - Nei giorni scorsi, a Bari, Barletta e Monopoli, la Polizia di Stato ha operato con servizi straordinari di controllo del territorio ad “Alto Impatto”. L’attività, eseguita al fine di prevenire e contrastare i fenomeni dello spaccio di sostanze stupefacenti e dei reati predatori in genere, è stata disposta dal Questore di Bari, Dirigente Generale dott. Carmine ESPOSITO, che ha impiegato i poliziotti dei Commissariati di P.S. “San Nicola”, Barletta e Monopoli, del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale” ed Unità Cinofile dell’UPGSP della Questura di Bari. Sono stati effettuati 20 posti di blocco nell’ambito dei quali sono stati sottoposti a controllo di polizia 102 veicoli; 679 le vetture controllate mediante l’utilizzo del sistema automatizzato “Mercurio”, rinvenuta una vettura risultata provento di furto ed elevate 5 contestazioni per violazioni al codice della strada. Identificate complessivamente 294 persone, di cui 95 gravate da precedenti penali. Effettuati 44 controlli a persone sottoposte alla misura degli arresti o della detenzione domiciliare; un uomo, a Bari, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per inosservanza delle prescrizioni imposte dalla misura della sorveglianza speciale di P.S.. Eseguite 10 perquisizioni e controllati 9 esercizi pubblici. Le attività proseguiranno regolarmente ed interesseranno il capoluogo e diverse località della provincia.





La droga, le armi e il materiale sequestrato. (foto cc.) ndr.

di Redazione

BITONTO (BA), 20 FEB. (Comunicato St.) - I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari smantellano una banda dedita al traffico di droga. Il gruppo disponeva di armi da fuoco. Documentato anche un sequestro di persona. Nella notte, è scattato un blitz, tra Bitonto, Noicattaro (BA), San Severo (FG) e Voghera (PV). Una settantina di militari, coordinati dall’alto da un elicottero e coadiuvati dal fiuto dei cani antidroga, hanno eseguito 7 provvedimenti restrittivi emessi dal GIP del Tribunale barese, su richiesta della locale DDA. Il provvedimento scaturisce dagli esiti di un’indagine svolta dalla Compagnia di Molfetta (BA), avviata nell’agosto del 2015 e condotta attraverso articolate attività di intercettazione ed appostamenti, che ha scoperto l’esistenza, a Bitonto, di una associazione facente capo ai MODUGNO, rientrante nell’area d’influenza del potente clan STRISCUGLIO di Bari. L’organizzazione era dedita alla gestione delle più fiorenti piazze di spaccio della droga, in alcuni comuni del Nord barese. Nell’indagine, sono stati ben delineati i vari ruoli rivestiti dagli indagati in seno al gruppo malavitoso, individuandone i promotori ed organizzatori, nonché i deputati, rispettivamente, a detenere e cedere le varie partite di stupefacente e a provvedere al recupero dei proventi. Considerevoli i quantitativi di cocaina e marijuana, approvvigionati nell’hinterland del capoluogo regionale, per un volume d’affari giornaliero stimato in diverse migliaia di euro. L’inchiesta ha inoltre evidenziato come tre della banda abbiano prelevato e trattenuto, contro la sua volontà, minacciandolo con le armi a loro disposizione, un pregiudicato bitontino, fino ad ottenere un corrispettivo in denaro per la sua liberazione, allo scopo di affermare il loro predominio nell’area. Nel corso dell’indagine è stato arrestato, su ordine della magistratura, il capo clan MODUGNO Cosimo, ritenuto responsabile di un sequestro di persona ai danni di un commerciante del luogo. Durante l’indagine, sono stati anche arrestati, in flagranza, 3 pusher di droga, complessivamente sequestrando cospicui quantitativi di stupefacente e 1 pistola di fabbricazione straniera. 


Le banconote sequestrate. (foto cc.) ndr.
VALENZANO (BA): TENTA DI SFUGGIRE AL CONTROLLO DEI CARABINIERI. ARRESTATO DOPO INSEGUIMENTO 

Nella mattinata di sabato i Carabinieri della Stazione CC di Valenzano, nell’esecuzione di un posto di controllo finalizzato al controllo del rispetto delle norme della circolazione stradale, hanno imposto l’alt ad un’autovettura proveniente da via Bari, la quale, alla vista degli operanti, ha accelerato improvvisamente l’andatura tentando di evitare il controllo e l’identificazione da parte dei militari. Il comportamento del prevenuto, che si è dato alla fuga e l’inseguimento che ne è scaturito, ha messo a rischio la salvaguardia degli altri utenti della strada e degli stessi militari che lo hanno braccato fino a quando non ha imboccato la locale via Piave, strada a senso unico, in senso vietato. La collisione con un’altra autovettura che sopraggiungeva in quel momento è stata inevitabile. Il malfattore non ha desistito e ha abbandonato l’autovettura, proseguendo la fuga a piedi e tallonato dai militari che, al termine di una corsa di circa 200 metri, sono riusciti a bloccarlo. Gli immediati accertamenti sulla persona e sull’autovettura hanno permesso di acclarare l’omessa revisione dell’autovettura, nonché la sottoposizione della stessa al sequestro amministrativo dovuto all’assenza di copertura assicurativa. Dato ancor più allarmante è emerso a seguito di perquisizione personale allorquando nella disponibilità dell’arrestato è stata rinvenuta una notevole quantità di banconote visibilmente contraffatte, del taglio di 20 e 50 €, per somma complessiva di 330,00 €. Il reo pertanto è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari. 

Posto di controllo dei cc. ad Andria. (foto cc.) ndr.
ANDRIA (BT): CONTROLLO DEL TERRITORIO. I CARABINIERI DENUNCIANO 4 PERSONE E “SCOVANO” 13 ASSUNTORI DI DROGHE 

Continuano incessanti i servizi di prevenzione e repressione dei reati che la Compagnia dei Carabinieri di Andria ha intensificato nei primi giorno dell’anno. In particolare, sono stati organizzati ed eseguiti posti di controllo nei pressi dei principali locali notturni e sulle principali arterie stradali del comune federiciano, nonché quelle dei comuni di Minervino Murge e Spinazzola, utilizzando anche gli apparati etilometrici in dotazione. Nel corso di uno speciale servizio di controllo del territorio, in totale sono stati 20 gli uomini dell’Arma scesi in campo per garantire sicurezza con il potenziamento dei servizi che hanno consentito di identificare 70 persone e di controllare circa 50 autovetture. Intensificata anche l’attenzione su persone pregiudicate, in particolare su quelle sottoposte al regime degli arresti domiciliari ed alla sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza. I capillari controlli nel centro storico andriese, hanno consentito ai militari di denunciare, in stato di libertà, un 21enne incensurato del luogo trovato in possesso di tre dosi di sostanza stupefacente, del tipo “Marijuana”, occultate all’interno del cruscotto della sua autovettura. Presupposto che ha evidenziato la finalità di voler cedere tali sostanze a terzi. Denunciate a piede libero anche tre persone per guida in stato di alterazione psicofisica conseguente all’uso di alcoolici. Inoltre sono state individuate ben 13 persone, appartenenti alla fascia di età compresa tra i 19 ed i 30 anni, intenti a consumare o detenere modici quantitativi di sostanze stupefacenti c.d. “droghe leggere”. Quest’ultimi sono stati segnalati alla Prefettura di Barletta-Andria-Trani quali assuntori di sostanze stupefacenti, a cui venivano sequestrati, nel complessivo, quattro grammi di marijuana, otto di hashish, due di cocaina ed uno di eroina.





Una immagine dell' Assemblea. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 19 FEB. (AGI) - Nessun passo indietro sulla corsa alla leadership e neanche sui temi del congresso. Con questi presupposti il segretario del Pd, Matteo Renzi, affronta l'assemblea del Parco dei Principi di Roma ed è il giorno più lungo per il partito democratico. "La parola chiave che propongo oggi è: rispetto". Con questa frase l'ex premier apre i lavori dell'Assemblea dem. "E' una delle parole più belle, richiama al guardarsi intorno, dentro, negli occhi", sottolinea Renzi. "Avere rispetto è una delle prime cose che i genitori insegnano ai figl. Una comunità politica deve scegliere di rispettarsi sempre e praticare il rispetto nei confronti della comunità". "Nel Pd siamo fermi. Siamo impelagati nel dire: congrersso sì, congresso no. Io ho cercato tutti i giorni di accogliere le proposte degli altri. Sono stato insultato anche da due amici perche' avevamo scelto di venire meno alla convocazione del congresso", dice Renzi all'assemblea. "Io soffro all'idea di arrivare alla scissione. La stessa parola mi fa soffrire - aggiunge -. La parola scissione è una delle parole più brutte del vocabolario politico. Peggio di scissione c'è solo la parola ricatto. Io ho cercato tutti i giorni di raccogliere le proposte ma un grande partito non può accettare di essere fermato dal ricatto di una minoranza". 

Renzi, "Adesso mettetevi in gioco" 

"Tutti si sentano a casa nel Pd, anche di discutere e di litigare". Ma a "chi per tre anni ha pensato che si stava meglio quando si stava peggio non dico che siamo nemici e neanche avversari, dico mettetevi in gioco", aggiunge Renzi all'assemblea del Pd. E ai suoi oppositori interni dice: "Non potete chiedere a chi si dimette per fare il congresso di non candidarsi perché solo così si evita la scissione. Questa non è una regola del gioco democratico". "Avete il diritto di sconfiggerci non quello di eliminarci - aggiunge -. Vorrei fare un appello: basta con le discussioni sul governo. Chiedo un applauso per Gentiloni e per quello che stanno facendo i ministri". Poi aggiunge: "E' impensabile che si trasformi il congresso del Pd in un congresso sul governo. Sarebbe una cosa allucinante per tutti", osserva l'ex presidente del Consiglio. "Io non ho cambiato idea", afferma Renzi, "altri sono passati dal sostegno caso per caso al sostegno pieno". "Noi rispettiamo l'azione del governo e i poteri del presidente della Repubblica e diamo tutti una mano per chiudere le partite" che l'Italia deve affrontare.





Umberto Smaila in concerto al La Lampara. (foto GM) ndr.

di Redazione

TRANI (BT), 19 FEB. - Un grande ritorno per Umberto Smaila a La 'Lampara', lo storico locale di Trani, ieri sabato 18 febbraio. Il re incontrastato del divertimento made in Italy si è esibito nel club della “dolce vita” pugliese per le serate firmate “di5sensi percezioni dal vivo”, appuntamenti che coinvolgono tutti i 5 sensi per un’unica emozione, quella grande che La Lampara, il locale notturno dalla storia gloriosa, sa regalare. La formula della serata è stata vincente: tutto è iniziato con il 'dinner live show', soluzione che per un sabato sera al mese amplia l’offerta della programmazione del club più longevo del nord barese e apre ad un pubblico più adulto, con gli appassionati del clubbing puro che già fremevano per il dj e producer Federico Scavo, lo special guest di sabato 11 febbraio, in tanti scaldavano la voce per l’esibizione dell’Umbertone nazionale di questo sabato. Smaila attore, musicista, showman e autore musicale, ha presentato nel suo spettacolo un vasto repertorio di musica italiana e internazionale. Un coinvolgente excursus del meglio delle hit da cantare e da ballare, passando per moltissimi generi musicali, la straordinaria colonna sonora della vita di ciascuno di noi. Ricordiamo che Smaila, artista eclettico, ha dato vita negli anni '80, insieme a Franco Oppini, Jerry Calà e Nini Salerno, a "I Gatti di Vicolo Miracolo", gruppo storico del panorama del cabaret italiano, dalla comicità surreale, che ha influenzato le generazioni successive. Da allora la notorietà di Smaila non è mai scemata. Dagli esordi televisivi nel ’77 in “Non Stop”, passando per “Drive In” e “Quo Vadiz?”, dall’indimenticato “Colpo Grosso”, primo programma soft-sexy della televisione, a "Buona Domenica” nei panni di curatore della parte musicale, sino a "La Sai l'Ultima?". Non solo cabaret e tv però. Musicista e autore musicale, Smaila ha scritto più di 20 colonne sonore per film di successo, tra cui "Caramelle da uno sconosciuto" di Franco Ferrini (1987 - premio Ciak), "Soldati" di Marco Risi (1991), "Jackie Brown" di Quentin Tarantino (1998), "Ti voglio bene Eugenio" di Francisco Fernandez (2001), oltre a canzoni come "È tutto un attimo", scritta per Anna Oxa e presentata nel 1986 al "Festival di Sanremo", o "Lo scafandro e la farfalla" da lui stesso eseguita nel 1999 al "Pavarotti International" di Modena come colonna sonora ufficiale del "Discovogue Award with Luciano Pavarotti". Un artista a tutto tondo con il suo coinvolgente modo di fare intrattenimento di qualità tra spettacolo e musica, partito dal lontano 1982 quando animava le serate estive nel locale più celebrato della Costa Smeralda, il suo Smaila's di Poltu Quatu. Da allora i locali che portano il suo nome, veri e propri marchi di fabbrica, sono disseminati in tutt’Italia e all’estero. Basti dire che Smaila ha tagliato il traguardo di 5000 concerti in tutto il mondo.







La gioielleria "dei Nobili" (foto Google Maps) ndr.

di Nico Baratta

MONTE SANT'ANGELO, 19 FEB. - Nel tardo pomeriggio di ieri, 18 febbraio 2017, a Monte si è consumato un atto che non aveva precedenti similari. Tre persone con il viso travisato hanno fatto irruzione nella gioielleria “dei Nobili”, in Corso Vittorio Emanuele, e dopo aver minacciato e malmenato i proprietari, colpendoli con pugni, si sono impossessati di alcuni gioielli prevalentemente in oro e si son dati alla fuga. Il bottino della rapina è ancora da quantificare. C’è stata tanta paura sia degli aggrediti che sono sotto choc, sia di chi era in zona all’esterno della gioielleria. Sul luogo si son recati i locali Carabinieri che hanno avviato le dovute indagini, aiutate dalla telecamere di videosorveglianza installate all’interno e all’esterno dell’attività commerciale. 






La richiesta di audizione (foto ARCU) ndr.

di Redazione

SAN SEVERO, 19 FEB. (Comunicato St.) - Riceviamo e pubblichiamo.

Lettera Aperta dell’Antiracket Capitano Ultimo al Sindaco Francesco Miglio

Ancora una volta un atto intimidatorio. Ed ancora una volta in piena notte e a un commerciante, alla sua attività, a quella che da sostentamento alla propria famiglia e a quelle dei suoi dipendenti. San Severo, come del resto altri centri della Capitanata, non è nuova a simil atti intimidatori causati da delinquenti incapaci di argomentare e sfociando nelle loro meschine e criminali necessità. Quest’ultimo atto fa il paio, se non proprio di stessa matrice ma di efferatezza seppur trattasi di rapina, con l’altro messo a segno ieri, 18 febbraio 2017, a Monte Sant’Angelo dove è stata rapinata la gioielleria "dei Nobili" e dove i rapinatori hanno picchiato brutalmente i proprietari.
Ritornando a San Severo, come riportano le cronache locali (fonte FoggiaToday) “Bomba all'agenzia immobiliare 'Orlando' di Corso Garibaldi. E’ ancora emergenza criminalità a San Severo dove la scorsa notte del 17 febbraio 2017, tra le 2.30 e le 3, in Corso Garibaldi, davanti all’agenzia immobiliare ‘Orlando’, è scoppiata una bomba piazzata da ignoti. L’esplosione è stata avvertita dai residenti della zona e ha causato ingenti danni alla saracinesca e all’interno dell’attività commerciale.”
Noi dell’Associazione Antiracket di Volontariato Capitano Ultimo – Onlus, denominata con l’acronimo ARCU, che tra l’altro ha appena rinnovato il Consiglio Direttivo con la nomina di un nuovo Presidente e che debitamente ha depositato presso l’Agenzia delle Entrate i nomi dei nuovi componenti, ha sempre posto in evidenza tal problema. Ed ha sempre teso volontariamente una mano, anche due, al Primo Cittadino di San Severo affinché ci ascoltasse per collaborare per arginare il fenomeno delinquenziale che attanaglia la cittadina del Tavoliere. È vero, da noi non son mancate critiche, a volte pungenti, per l’operato messo in atto dall’Amministrazione sanseverese. Lo abbiamo fatto sia prima sia dopo l’insediamento dell’attuale Sindaco, ma sempre per il bene e legalità comune. Francesco Miglio sa bene cosa proponiamo. Difatti in data 10/10/2014 l’associazione depositò presso il Comune di San Severo una formale “Richiesta di audizione presso l’Assessorato alla Sicurezza e Legalità”, chiedendo all’allora Assessore al ramo Michele Emiliano la possibilità di esporre il Piano di Sicurezza Territoriale. La richiesta fu regolarmente protocollata con il n° 0016873e li giace ancora. Noi non abbiamo la cura definitiva per debellare la criminalità, ma strumenti e mezzi non ci mancano per arginarla, ridurla, renderla meno invasiva e fonte di continua paura per il cittadino. A tempo debito quando Michele Emiliano ricopriva la carica di Assessore alla Sicurezza e Legalità nella Giunta Miglio noi, come descritto pocanzi, proponemmo il nostro modus operandi in tema di Sicurezza Urbana e Pubblica, appunto presentando suddetto Piano Territoriale che oggi si chiama “Ultimo Atto”. Un Piano studiato ad hoc per fronteggiare racket, usura, stalking, spaccio, furti, rapine e scippi, insomma ogni forma di sopruso perpetrato e messo in atto ai danni della comunità e suoi beni. Un Piano che è il frutto di un lavoro certosino di personale altamente specializzato nel settore della sicurezza come agenti operanti nelle varie forze dell’ordine, governativi, militari e civili. Ma, all’epoca e ad oggi, sia da Miglio, sia da Emiliano, non vi è stata risposta. Nel frattempo tra le vie sanseveresi da allora si consumavano crimini. Oggi è ancora così. Che ad un commerciante con una bomba venga fatta saltare in aria la sua attività non v’è alcun dubbio che è un atto intimidatorio. La matrice che sia estorsiva o no è comunque un sopruso contro la Libertà. Per i criminali è anche un modo per incutere paura tra i cittadini, creare caos, che durante la notte si svegliano di soprassalto, impauriti, al punto da farli tacere e “concedersi” forzatamente alle volontà delinquenziali del racket. Proprio così, del racket perché noi dell’associazione siamo convinti e sicuri che le matrici sono della criminalità organizzata, del racket. Che alle Forze dell’Ordine si dichiari sempre “di non aver mai ricevuto richieste estorsive” è la solita litania di un inciso che da una parte nasconde gli estorsori –favorendoli nelle loro azioni-, dall’altra ci si mette al sicuro da altre richieste bombarole, non da quelle prossime dove il denaro diventa merce di scambio e sicurezza per l’estorto, purtroppo. La sicurezza la si chiede pretendendola agli organi proposti ovvero alla Forze dell’Ordine che, congiuntamente a chi come noi si adopera senza alcun vincolo e ritorno e menzione, dopo le informazioni ricevute e le accurate indagini degli inquirenti, battendo palmo a palmo il territorio assicura alla Patrie Galere i malfattori. Noi questo lo abbiamo già fatto a chi ce ne ha fatta richiesta, sortendo buoni risultati. Il nostro modus operandi prevede personale N.O.C. (Non Official Cover) impiegato su tutto il territorio nazionale che raccoglie informazioni. Poi le loro preziose informazioni vengono rapportate formalmente alla nostra associazione e noi le giriamo ufficialmente agli inquirenti per le dovute indagini. Ovviamente tutto in assoluto anonimato delle fonti facendo diventare noi “informati dei fatti” perciò parte attiva dell’inchiesta. Ma l’informazione può arrivare anche dal singolo cittadino attraverso il nostro modulo di “Denuncia Passiva”, anch’essa anonima. Ma tutto ciò pare non ottenere interesse laddove la politica, e alcune istituzioni che altro non sono che persone e perciò ree e corree di arroganza e mitomania da prima donna, vuol sostituirsi a chi è preposto a tal compito. 
San Severo, e lo ripetiamo come del resto altri centri della Capitanata e dell’Italia, non può continuare a vivere in uno stato di continue intimidazioni. Pare che sulla città del Tavoliere sia calata la nebbia dell’oblio istituzionale. Leggiamo continuamente comunicati stampa di tante sigle politiche che altro non fanno buttar colpe sentenziando l’operato svolto finora da chi è al vertice della cittadina. Politicamente può starci una simil campagna di fango, spesso amico a chi amministra, e che a noi non interessa minimamente, anzi rimandiamo ai mittenti.  Ma fattivamente ci vogliono decisioni per intraprendere azioni e ottenere risultati. Noi possiamo essere la cura, non definitiva, ma una cura che conferisca più sicurezza ai cittadini e legalità al territorio. 
Ancora una volta ci appelliamo al Sindaco Francesco Miglio affinché vagli la nostra proposta, la legga perlomeno, e ci dia una risposta pubblica, poiché noi facciamo tutto alla luce del sole rendendo pubbliche le nostre proposte e il nostro operato. Siamo, ad oggi, col nostro Piano Territoriale “Ultimo Atto” impegnati con tre comuni che devono deliberare sulla nostra proposta. Corsico, Torremaggiore, Foggia, stanno prendendo visione del nostro Piano Territoriale. Ciò non significa che verrà scelto, ma lo stanno leggendo, studiando, vagliando. E vi assicuriamo che non è solo un Piano fine a se stesso, bensì uno strumento per conferire lavoro e introiti importanti per i comuni che lo adotteranno. A noi, poiché siamo una Onlus, non entra nulla in cassa. È tutto scritto ed è nero su bianco legalmente formalizzato e conservato.
Prima, e concludiamo, abbiamo detto che da poco abbiamo rinnovato il Consiglio Direttivo con la nomina di un nuovo Presidente e che debitamente abbiamo depositato presso l’Agenzia delle Entrate i nomi dei nuovi componenti. Infatti in data 27 gennaio 2017 in seconda seduta straordinaria associativa abbiamo sfiduciato il vecchio Presidente e alcuni membri del Direttivo. Mentre il 15 febbraio 2017 abbiamo formalizzato il tutto presso l’Agenzia delle Entrate di San Severo.
Sindaco Francesco Miglio almeno per una volta e per il bene della comunità che rappresenti e che ti ha eletto alla massima carica cittadina (poi diventata anche provinciale) abbi la semplicità di ascoltarci, di incontrarci, di leggere il nostro Piano Territoriale “Ultimo Atto”, un piano che finanche l’attuale Prefetto di Foggia conserva nei suoi cassetti e che speriamo abbia letto (speranze forse vanificate dai suoi continui silenzi per noi). Non crediamo che altri amministratori e cariche istituzionali che ci hanno incontrato siano più “sapienti” di te. Miglio sii differente e longevo nelle scelte pubbliche per la tua e nostra San Severo.
Nel frattempo le cronache continueranno sempre a dire che la vittima non è mai stata minacciata o comunque di non aver mai ricevuto richieste estorsive e che gli inquirenti stanno proseguendo con le dovute indagini “aggrappandosi” ai rilevamenti delle telecamere dei circuiti di videosorveglianza presenti nell’area della deflagrazione o del reato commesso. A Monte Sant’Angelo simili litanie, nessuno ha visto niente tranne che per le videocamere. E si continuerà sempre così se non vi sarà la cura, quella giusta. A proposito, stiamo attendendo che a Monte sant’Angelo vi sia un Sindaco eletto dal popolo, non dal Viminale, per esporre loro il nostro Piano Territoriale di Sicurezza Urbana e Pubblica “Ultimo Atto”.

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