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A un mese dal terremoto, Renzi "riportare tutto com'era"

Immagine del terremoto. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 23 SETT. (AGI) - Ad un mese dalla terribile scossa di terremoto che ha sconvolto il centro Italia, il premier Matteo Renzi fa il punto della situazione in una conferenza stampa a palazzo Chigi. "Il fatto che sia passato un mese, che fisiologicamente le luci dei riflettori si abbassino non toglie niente al dolore" di chi ha patito le sofferenze del terremoto "e al dovere di farci carico delle nostre responsabilita'". "Il percorso di questo mese e' stato complicato", spiega il presidente del Consiglio "in questa pagina triste c'e' stata una piena collaborazione. Ringrazio tutti e in particolare il commissario Vasco Errani per la dedizione che ha dimostrato. Dal territorio si esce se c'e' uno spirito forte di comunita'", sottolinea Renzi. "Questo messaggio portera' questo Paese a ricostruire quei territori com'erano, magari piu' belli di prima. Il nostro obiettivo e' quello di riportare tutto come era prima e di dare una piena vicinanza alle realta' di quei territori", conclude Renzi. Alla conferenza stampa è intervenuto anche Fabrizio Curcio, capo del dipartimento della Protezione civile, "La nostra priorita' e chiudere le tendopoli. La data? Speriamo sia il prima possibile, ma e' in costruzione. Al momento abbiamo circa 3mila assititi, dei quali 2500 ancora nelel tende. Ma gia' in questo fine settimana molti le lasceranno". "E 'un percorso difficile, un dialogo continuo - ha spiegato Curcio - non si puo' chiedere sempre 'quando chiudete?', dobbiamo persuadere le persone anche attraverso l'aiuto degli amministratori locali", ma "la paura e' tanta, la sequenza sismica ancora in atto e c'e' chi comprensibilmente ha difficolta' anche a rientrare nelle abitazioni agibili". ""Nell'ultima ordinanza - ha ricordato il capo della protezione civile - sono state avviate le soluzioni abitative di emergenza, le cosiddette 'casette' e definito un tempo massimo di 7 mesi. Ma vanno definite non solo le aree, anche i fabbisogni". Vasco Errani, commissario per la ricostruzione, ha assicurato: "Riconosceremo tutti i danni del sisma del 24 agosto, ovunque si siano verificati". "Questo - ha rcordato Errani - e' stato un terremoto che e' andato lontano, che ha avuto un 'prolungamento ' nelle Marche". "Non deportiamo e non deporteremo le persone. Nessuna scadenza perentoria, dobbiamo aiutare le persone ad elaborare il danno e la paura di un terremoto del genere. Chiediamo aiuto in questo senso anche alla comunicazione - ha sottolineato Errani -, i sindaci gia' stanno facendo un lavoro straordinario di aiuto e sostegno". "Legalita'" e "trasparenza". Saranno queste, secondo il commissario straordinario Vasco Errani, le parole chiave della ricostruzione nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto. Errani ha parlato di "modello Expo", di "collaborazione rafforzata con l'Anac", di "liste di merito per le imprese", di "controlli anti infiltrazioni" criminali. "Le stazioni appaltanti - ha spiegato - saranno le 4 regioni coinvolte, mentre la stazione di committenza sara' unica". Appena possibile, sara' poi varato un 'open data', "a disposizione di tutti, cittadini in primis, per verificare e controllare tutte le tappe della ricostruzione". Anche le donazioni di privati ("con gli sms siamo a 11 milioni"), associazioni ed imprese saranno 'tracciate': "indicheremo quanti soldi vengono spesi, per quale singola opera e il giorno in cui ogni singola opera comincera'". E intanto la terra trema ancora, ma questa volta lo fa nel Sud Italia. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 e' stata registrata nel Vibonese alle ore 9:24. L'epicentro e' stato localizzato a Francica, ad una profondita' di 6 chilometri, ma la scossa e' stata chiaramente avvertita anche a Vibo Valentia, Tropea e in tutti i paesi dell'altopiano del Poro e delle Preserre. Per precauzione sono state evacuate le scuole, anche se non si registra alcun danno.





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