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Putignano (Ba). Maxi sequestro di beni della Gdf ad un pluripregiudicato, sigilli ad una azienda di commercio di materiali ferrosi

Le unità immobiliari sequestarte. (foto Gdf.) ndr.

di Redazione

BARI, 29 SETT. (C. St.) - I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria - Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata di Bari hanno eseguito a Bari e Putignano (BA) il sequestro del patrimonio riconducibile al pluripregiudicato Marco PESCE. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Bari – III Sezione Penale in funzione di Tribunale della Prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Bari. In particolare, si tratta di una società attiva nel settore del commercio all’ingrosso di materiali ferrosi, di diciassette unità immobiliari, più di trenta rapporti bancari nonchè le quote dell’intero capitale sociale di una società nei cui confronti il Tribunale assicura l’operatività della stessa azienda ed il mantenimento dei livelli occupazionali previa verifica della legalità sia dell’attività commerciale sia dei rapporti di lavoro per un valore complessivo stimato di circa 15 milioni di euro. I beni sottoposti a sequestro anticipato verranno dunque confiscati se la parte non sarà stata in grado di dimostrarne la provenienza lecita. Marco PESCE, classe 1981, vanta fin dal 1997 diversi precedenti penali e di polizia per i reati di furto, ricettazione, associazione a delinquere aggravata dall'uso di armi improprie, di traffico internazionale di T.L.E. (asse Montenegro-Puglia-Campania), porto e detenzione armi da sparo, lesioni personali, associazione per delinquere finalizzata a l traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, gioco d’azzardo. In particolare, nel periodo compreso fra il 2001 ed il 2007 PESCE ha subito sentenze irrevocabili di condanna per reati contro il patrimonio ed associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti per una pena complessiva di 10 anni e 10 mesi di reclusione oltre a già essere sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Le indagini eseguite dai finanzieri, che sono consistite nella valorizzazione in chiave patrimoniale degli elementi acquisiti nelle indagini penali, nonché nell’esame, nel confronto e nell’intreccio di informazioni estratte dalle diverse banche dati in uso alla Guardia di Finanza (es. Anagrafe Tributaria, Anagrafe dei rapporti finanziari e applicativo Molecola dello S.C.I.C.O.), hanno permesso di verificare l’assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità del pregiudicato e la sua capacità economica. Riguardo alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata, da tempo si è evidenziata l’importanza dello strumento delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, capaci di limitare gli spostamenti dei malavitosi sul territorio e soprattutto, sul piano patrimoniale, di incidere sulla loro ricchezza nonché di determinare una perdita di immagine e di prestigio agli occhi dei loro sodali. Obiettivo strategico di primaria importanza è, infatti, quello del contrasto alle proiezioni economiche della criminalità, mediante l’aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie riferibili direttamente o indirettamente alle organizzazioni delinquenziali.





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