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Calcio. Visita all'ospedaletto per l'F.C Bari 1908. Un sorriso ai bambini del pediatrico 'Giovanni XXIII'

Una immagine della visita odierna. (foto com.) ndr.

di Redazione

BARI, 12 OTT. (Comunicato St.) - "Nello spogliatoio abbiamo fatto a gara per venire oggi qui. Fa piacere poter dare un sorriso, un conforto e una pacca sulla spalla soprattutto ai genitori di questi bambini". Così Francesco Valiani che insieme a Valerio Di Cesare, Denis Tonucci, Kingsley Boateng, Stefano Gori e Gaetano Castrovilli hanno fatto visita ai piccoli degenti dell'ospedale pediatrico 'Giovanni XXIII' di Bari nell'ambito del progetto 'Un giorno per la nostra città' organizzato in collaborazione con la Lega B e le amministrazioni comunali. La prima di cinque tappe che le 22 formazioni di B dedicheranno al proprio territorio. "Credo che chi ha veramente bisogno di un conforto siano i genitori - continua - come genitore si cerca di immedesimarsi in loro e non è facile, poi i bambini sorridono sempre ed è la cosa più bella. Sono stati affettuosissimi e dolci. Occhi e sorrisi pazzeschi. Ci hanno accolto con entusiasmo e il fatto che ognuno di loro avesse preparato un disegno,un qualcosa che raffigurasse un pallone, o qualcuno di noi che lo calcia è stato emozionante. Una bambina mi ha consegnato una lettera la porterò nello spogliatoio dai ragazzi e la leggeremo con calma. Queste esperienze ti fanno ricordare che le cose per incavolarsi sono altre e che ci sono momenti e situazioni veramente importanti nel calcio come nella vita". Ad accompagnare i giocatori nella visita dei reparti l’assessore al Welfare Francesca Bottalico, il dirigente del dipartimento di Scienza Chirurgica e Pediatrica prof. Cavallo, il dirigente medico Petitti e gli insegnanti della scuola ospedaliera. "Con questo appuntamento rinnoviamo un'importante collaborazione tra assessorato al Welfare, Lega B e F.C. Bari 1908 che già negli scorsi anni ci ha visto impegnati nel creare spazi di incontro e dialogo fra sport e territorio - ha detto Francesca Bottalico - un tentativo di portare lo sport nei luoghi del welfare e creare insieme momenti di festa anche dove tradizionalmente un sorriso è un bene prezioso. Un bel viaggio nella città, nei luoghi dell'essere promuovendo incontri autentici senza ruoli, formalità, e distanze".





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