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Dalai Lama a Milano, gelo da Pechino

Il Dalai Lama a Milano in visita. (foto Agi) ndr.

di Redazione

MILANO, 20 OTT. (AGI) - Il Dalai Lama, in visita a Milano per ricevere la cittadinanza onoraria, ha minimizzato le contestazioni nei suoi confronti come "un fatto normale che avviene sempre". "Ci sono proteste da parte di cinesi", ha osservato Tenzin Gyatso, "alcuni per ignoranza, perché non sanno quello che penso e faccio, protestano, altri invece sono organizzati apposta dalle ambasciate cinesi per creare delle problematiche. Se poi li incontrate magari a livello individuale la pensano diversamente". "A volte sembra che dove vado, creo problemi", ha scherzato il leader spirituale tibetano con il cardinale Angelo Scola , nell'incontro in Arcivescovado dopo il colloquio con il sindaco Beppe Sala all'aeroporto di Linate. Da Roma è arrivata la protesta dell'ambasciata cinese: "Il fatto che il Consiglio comunale, le altre istituzioni siano presenti con connivenza alla visita del Dalai Lama e gli conferiscano la cittadinanza onoraria ha ferito gravemente i sentimenti del popolo cinese", si legge in un comunicato, "tutto ciò ha un impatto negativo sui rapporti bilaterali e sulle cooperazioni tra le regioni dei due Paesi". "Io non promuovo l'indipendenza del Tibet - ha indirettamente ribattuto il Dalai Lama da Milano, "noi vogliamo rimanere con la comunità cinese. Ma ci sono alcuni testardi che dicono che io sono separatista, ma assolutamente no, non lo sono". Tenzin Gyatso all'arrivo si è inchinato davanti all’arcivescovo, gli ha baciato le mani e gli ha donato la trdizionale “sciarpa bianca della felicità”. Il cardinale ha ricambiato con una Madonnina d'oro e un libro su Sant'Ambrogio.





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