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Taranto. Mortalità dipendente da PM10 e al SO2

Gli stabilimenti dell'Ilva. (foto com.) ndr.
Presentato in Regione nuovo studio epidemiologico

di Daniele Lo Cascio 

TARANTO, 3 OTT. - E’ stato presentato stamane in Regione il nuovo studio sullo stato di salute delle persone residenti nei Comuni di Taranto, Massafra e Statte” guidato dal Prof. Francesco Forastiere del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio che va ad aggiornare quello presentato nel 2012 al GIP Patrizia Todisco attualmente alla base del processo in corso per disastro ambientale a carico di Ilva. Lo studio, commissionato da Regione Puglia, svolto in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, della ASL di Taranto, di ARPA Puglia e di AReS Puglia e presentato nell’ultimo congresso mondiale di epidemiologia (ISEE) svoltosi a Roma a settembre 2016 ha per titolo “Modelli a intervalli distribuiti ‘Distributed lag-models’ sugli effetti a lungo termine sulla salute in seguito alla esposizione all’inquinamento atmosferico nella zona di Taranto (Italia meridionale)”. In sostanza la ricerca dimostra che “l'esposizione continuata agli inquinanti dell'atmosfera emessi dall'impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell'organismo umano che si traducono in eventi di malattia e morte” la ricerca inoltre ha messo in luce tutte le conseguenze derivanti da esposizioni recenti e passate agli agenti inquinanti escludendo in radice il ruolo di confusione possibile a causa di fattori esterni quali il fumo di sigaretta o l'inquinamento da traffico automobilistico. L’esposizione al PM10 e alla SO2 ha effetti sia immediati che in latenza: per i tumori solidi l'esposizione eziologicamente rilevante è quella avvenuta tra i 15-30 anni prima della comparsa della malattia, ovvero quelle avvenute tra gli anni 60-80 responsabili oggi dei tumori al polmone, alla vescica e allo stomaco, mentre pochi anni di esposizione ( meno di cinque) sono responsabili di malattie cardiovascolari e respiratorie. I dati hanno inoltre evidenziato un tasso di mortalitá e di ricoveri ospedalieri più alti del 20% per le classi sociali meno abbienti e quelle residenti nei quartieri Paolo VI, Tamburi, Isola Porta Napoli e lido Azzurro, immediatamente a ridosso dell'impianto industriale. La relazione è dunque causale e collima con i risultati di studi analoghi condotti in altre zone con le stesse problematiche. La lista delle malattie causate da inquinamento non si ferma qui vi sono infatti da segnalare quelle del sistema nervoso e quelle dell'apparato endocrinologico, in primis quelle dell'apparato riproduttivo in entrambi i sessi ( giá nel 2013 fu dimostrato che una coppia su 4 è sterile) e quelle della tiroide.





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