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Altamura (Ba). Tre arresti e oltre 100 indagati. Un’associazione per delinquere forniva false assunzioni per consentire il rilascio del permesso di soggiorno

Tre arresti della Gdf ad Altamura. (foto Gdf) ndr.

di Redazione

BARI, 6 DIC. (Comunicato St.) - I Finanzieri della Tenenza di Altamura stanno eseguendo una vasta operazione di Polizia giudiziaria che ha portato all’arresto di 3 persone (1 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) nonché alla denuncia di oltre 100 indagati. I provvedimenti cautelari emessi a firma del G.I.P. del Tribunale di Bari - Dott.sa Alessandra PILIEGO - costituiscono l’epilogo dell’indagine denominata “Free Pass”, coordinata dalla locale Procura della Repubblica – P.M. Dott. Fabio BUQUICCHIO -, nei confronti dei titolari di uno studio di consulenza e di un imprenditore altamurani. Agli arrestati sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata a danno dell’I.N.P.S., nonché la violazione della normativa sul rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno. In particolare, i titolari dello studio professionale, avvalendosi della propria struttura organizzativa, avrebbero creato e promosso un’articolata e stabile attività di favoreggiamento alla permanenza, in condizioni di illegalità, di numerosi cittadini extra-comunitari, sul territorio nazionale. Gli esiti investigativi hanno dimostrato come i professionisti, unitamente al titolare di una ditta individuale rilasciavano false assunzioni e relative buste paga, in cambio di lauti compensi. Il beneficiario era così in grado di esibire tali attestazioni al fine di ottenere alternativamente il permesso di soggiorno ovvero i benefici e le agevolazioni concesse in caso di sopraggiunta disoccupazione. Fondamentale era il contributo fornito dall’imprenditore compiacente che formalizzava le numerose assunzioni presso la propria ditta e che, sin da subito, hanno insospettito i militari. La realtà imprenditoriale, infatti, non era tale da giustificare l’impiego di centinaia di dipendenti: così, a fine mese, erano i falsi assunti a pagare il datore di lavoro, in cambio delle preziose buste paga. Il danno per l’I.N.P.S. è stato quantificato in circa € 225.000.





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