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'La Buona Politica' - Vaccinazioni: quanti dubbi e benefici per il bene comune

Vaccinazioni antinfluenzali stagionali. (foto com.) ndr.

di Cosimo Imbimbo 

BARI, 28 DIC. - La vaccinazione antinfluenzale stagionale, promossa ed economicamente sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), è gratuita per i soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe in caso contraggano l'influenza. L'offerta è rivolta anche alle persone non a rischio che svolgono attività di particolare valenza sociale (medici, infermieri, agenti di Pubblica Sicurezza, ecc.). Tutte le altre persone che decidano di vaccinarsi contro l'influenza stagionale per diverse ragioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, ecc.) possono acquistare il vaccino stagionale in farmacia e concordare la somministrazione con il medico di fiducia. 

Di solito l’immunizzazione contro l’influenza impedisce dal 60 al 65% delle infezioni abbastanza gravi da richiedere una visita medica, ma quest’anno la prevenzione è meno efficace del solito a causa del ceppo virale dominante, l’H3N2, che in circa metà dei casi esprime varianti genetiche che lo rendono diverso dai ceppi coperti dal vaccino stagionale, la cui efficacia immunizzante risulta assai ridotta. Le malattie dalle quali proteggono i vaccini sono molto pericolose, anche se pensate che non lo siano (tipicamente con la frase "io l'ho presa e non mi è successo niente"). Vi basterebbe vedere un caso di morbillo complicato per togliervi dalla testa questa convinzione. E nessuna di queste malattie è scomparsa, anche se non la vedete più. Per cui non vaccinando ci si espone ad un rischio grave ed ingiustificato. Non solo: circolando di meno i virus, i vostri figli potranno contrarre le malattie da adulti, con maggiore gravità. Per ultimo, non vaccinando fate circolare i virus, per cui con il vostro comportamento metterete a rischio anche la salute di chi, come per esempio un bimbo malato di leucemia, non si può vaccinare. Solo un medico su quattro decide di vaccinarsi contro l'influenza. E' quanto risulta da una indagine condotta dall' istituto di virologia dell' università di Milano, presentata a un convegno a San Marino sui sistemi sanitari e l' innovazione. A 1.150 farmacisti, medici e infermieri sono stati consegnati dei questionari lo scorso autunno per comprendere il loro comportamento in vista della stagione vaccinale. 

Gli italiani che quest' anno (2006) si sono vaccinati sono stati più che nel passato: 16,5 milioni contro i 12 dello scorso anno. Il questionario ha chiesto a medici, farmacisti e infermieri se erano a conoscenza dei rischi dell' influenza stagionale. I più informati si sono dimostrati i medici (80%), seguiti dai farmacisti e infermieri (per entrambi il 60%-70% circa). I più convinti sull' efficacia del vaccino sono stati i farmacisti: 90% contro il 70% delle altre due categorie. Ma a scegliere la vaccinazione sono state percentuali molto più piccole: solo il 25% dei medici, che peraltro hanno consigliato nel 70% dei casi la vaccinazione ai propri pazienti, e il 20% di farmacisti e infermieri. Vi sono delle specificità alle quali bisogna prestare molta attenzione. Chi è cardiopatico deve fare tutto il possibile per evitare di contrarre virus influenzali. Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato che chi soffre di malattie cardiovascolari può andare incontro a complicanze dell’influenza più rischiose. Più di quanto succeda in altre malattie croniche. Le patologie del cuore e del circolo sanguigno non rendono più vulnerabili al virus, nel senso che il rischio di ammalarsi di influenza è identico a quello della popolazione generale. Il problema è che l'influenza diventa più difficile da debellare. Sappiamo anche che una banale influenza può provocare stress che possono interferire con la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e la funzionalità generale del cuore. Alcune ricerche hanno anche scoperto che il rischio di avere un infarto o un ictus raddoppia nella settimana che segue un'infezione respiratoria, come per esempio un'influenza. 

I ricercatori ritengono che questo possa spiegare anche perché tali eventi cardiovascolari si presentano più frequenti durante i mesi invernali. Per cui al di là dei specifici rischi e dubbi sembra doveroso augurare buona vaccinazione a tutti.





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