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Estero. Francia, le presidenziali più incerte. Voto blindato

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di Redazione

PARIGI, 23 APR. (AGI) - La Francia affronta le presidenziali più incerte in un primo turno blindato dopo l'attacco a una pattuglia della polizia sugli Champs-Elysées a Parigi. Sono quattro i candidati in lotta per due posti al ballottaggio del 7 maggio, ma l'incertezza è grande a causa di un elevato numero di indecisi e una previsione di affluenza inusualmente bassa in un voto che potrebbe anche avere conseguenze sul futuro dell'Europa. 

I quattro sfidanti 

Il social-liberale Emmanuel Macron, la candidata dell'ultradestra Marine Le Pen, il conservatore François Fillon e l'esponente della sinistra tradizionale Jean-Luc Melenchon partono favoriti nei sondaggi tra gli 11 candidati in lizza, mai così tanti. Al voto sono chiamati 45,67 milioni di elettori. Imponenti le misure di sicurezza in un Paese in stato d'emergenza dalle stragi del 13 novembre 2015 a Parigi. Il governo continua a sottolineare che la minaccia è alta nel Paese e il voto può essere una vetrina per i terroristi. Una circolare segreta dei servizi, ottenuta da Le Parisien, avverte che la "minaccia jihadista" è "costante e sostanziale" e i seggi che domani apriranno per le presidenziali francesi sono considerati i luoghi più sensibili. Massima attenzione anche ai rischi di "violenze urbane dopo l'annuncio dei risultati". Gli 007 francesi sembrano temere l'eventualitàche l'esito del voto sia un ballottaggio tra Le Pen e Jean-Luc Melenchon. Leggi anche: Corsa a quattro per l'Eliseo, Chi sono e chi devono (ancora) convincere 

Mobilitati 50.000 agenti 

E c'è poi la "minaccia informatica". Ecco quindi che 50.000 agenti tra polizia e gendarmeria sono stati mobilitati, oltre a 7.000 a rinforzo della sicurezza nei 66.500 seggi aperti in tutto il Paese. I francesi sono chiamati a scegliere tra le idee radicali dell'euroscettico Melenchon, l'eurofoba Le Pen, il tiepido Fillon, l'entusiasta Macron; tra il protezionismo della leader dell'ultradestra e del candidato piu' a sinistra e il rigore finzianziario del conservatore o il liberismo economico dell'ex ministro dell'Economia; tema centrale, l'immigrazione, con l'idea di lotta implacabile di Le Pen, il ferreo controllo promesso da Fillon, il continuista Macron o l'apertura di Melenchon. Prospettive inconciliabili che marcheranno la direzione del Paese nei prossimi anni con inevitabili ricadute sul futuro dell'Ue. 

Verso la fine del bipartitismo? 

Al pari delle elezioni, imprevedibile appare la politica del futuro presidente Macron si pone contro i partiti e le pratiche politiche tradizionali, Fillon osteggia le politiche che negli ultimi anni hanno prodotto un incremento del debito, Le Pen è contro il sistema in generale e Melenchon contro l'organizzazione istituzionale della Quinta Repubblica. La prima vittima potrebbe essere il bipartitismo che governa la Francia dal 1965 in una alternanza costante tra la sinistra moderata e il centrodestra. Il naufragio annunciato del Partito Socialista del presidente uscente Francois Hollande, il cui candidato Benoit Hamon, potrebbe non superare il 10%, è la prima conseguenza di questo cambiamento. Ma anche per Fillon non e' garantito il passaggio al secondo turno, nonostante i parziali recuperi nei sondaggi nelle ultime settimane dopo il colpo dello scandalo degli impieghi fittizi alla moglie e ai figli. Il volto piu' nuovo, Macron, conosciuto al grande pubblico da un paio d'anni, e' il favorito alla vittoria finale in tutti i sondaggi, dopo la creazione del suo movimento En Marche! Un contrappeso alla politica tradizionale, mentre Le Pen irrimpe piu' forte che mai e i sondaggi le attribuiscono preferenze record anche se insufficienti per raggiungere il traguardo del ballottaggio. A questo si aggiunge il fenomeno Melenchon, protagonista di una sprint finale nella campagna elettorale.






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