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Economia. Alitalia: il giorno dei commissari

I tre commissari straordinari. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 3 MAG. (AGI) - Si apre una fase molto difficile per Alitalia. Dopo la richiesta avanzata dall'assemblea degli azionisti di procedere all'amministrazione controllata della società, il Governo ha avviato di fatto la procedura e nominato i tre commissari straordinari: Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Sono loro che si occuperanno delle sorti della compagnia aerea, dopo che il referendum sindacale ha respinto il piano di ristrutturazione della società. L'azienda, intanto, ha assicurato che i voli proseguiranno come previsto. Proprio per assicurarne la continuità, l'esecutivo ha inoltre varato un prestito ponte da 600 milioni che verrà erogato, ha spiegato il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, "a condizioni di mercato: l'Euribor più 1000 punti base". 

Chi sono i tre commissari 

Non fa parte della rosa il numero uno di Leonardo, Mauro Moretti, che sarebbe stato fortemente voluto dal leader del Pd, Matteo Renzi. Gubitosi, presidente in pectore ed ex dg Rai, ha guidato Wind fino al 2011, quando è poi passato a Bank of America, dove ha guidato la divisione corporate investment banking per l'Italia, e ha ricoperto numerosi incarichi nel gruppo Fiat. Viene invece dal mondo accademico Steano Paleari, rettore dell'università di Bergamo e componente dell'Airneth Scientific Board, gruppo internazionale che raccoglie gli accademici più esperti al mondo di trasporto aereo. Lunghissimo il curriculum di Laghi, che ha occupato numerose poltrone in diversi cda di importanti aziende e vanta un'importante esperienza commissariale (per citarne alcune, Taranto Energia, Tillet, Sanac e Partecipazioni Industriali), che lo ha portato negli ultimi anni all'Ilva. 

Il governo esclude la nazionalizzazione 

Il premier Paolo Gentiloni ha escluso qualsiasi ipotesi di nazionalizzazione del vettore: "Deve essere molto chiaro che gli obiettivi che ispirano la decisione di amministrazione straordinaria di Alitalia sono quelli di rispondere a esigenze di mantenimento di un patrimonio aziendale, ma non sono quelli di immaginare una rinazionalizzazione della compagnia", ha detto al termine del Consiglio dei Ministri. "Da parte nostra - ha spiegato - è un atto di responsabilità di chi deve garantire alcuni diritti acquisiti e servizi fondamentali. La continuità, seppur in un periodo di amministrazione straordinaria, fa parte dei doveri del governo". 

Cessione in blocco o 'spezzatino' 

Le ipotesi per il salvataggio vanno dalla cessione in blocco dell'azienda allo spezzatino. Ma l'esecutivo ha già chiarito che la seconda ipotesi sarebbe la meno auspicabile: "Spero che chi arrivi compri non lo spezzatino ma l'insieme dell'azienda, ma lo farà chiedendo condizioni che prevederanno un conto economico in equilibrio", ha detto Calenda.Le ipotesi per il salvataggio vanno dalla cessione in blocco dell'azienda allo spezzatino. Ma l'esecutivo ha già chiarito che la seconda ipotesi sarebbe la meno auspicabile: "Spero che chi arrivi compri non lo spezzatino ma l'insieme dell'azienda, ma lo farà chiedendo condizioni che prevederanno un conto economico in equilibrio", ha detto Calenda. 

Il "rammarico" di Etihad 

È durato così appena tre anni il 'salvataggio' di Alitalia, quando Etihad Airways entrò nell'azionariato con il 49%. La stessa compagnia emiratina ha comunicato il proprio "rammarico" per la situazione che si è venuta a verificare. In una nota, il presidente e ceo della compagnia James Hogan, ha dichiarato: "Abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per supportare Alitalia in qualità di azionista di minoranza, ma è chiaro che la compagnia ha bisogno di una ristrutturazione profonda e su vasta scala per sopravvivere e crescere in futuro. Senza il supporto di tutti gli stakeholder a questo processo di ristrutturazione, non potremo continuare ad investire. Per questo, appoggiamo la decisione del Consiglio di Amministrazione di Alitalia di richiedere l'ammissione all'amministrazione straordinaria". C'è infine preoccupazione in casa sindacale: la Filt Cgil si dice però certa che ci sia "ancora spazio, nella continuita' aziendale, per trovare strade alternative ad esiti disastrosi per il paese ed i lavoratori".



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