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Economia. Perché Cattaneo lascia Tim (ma con una buonauscita da 25 milioni)

Flavio Cataneo. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 23 LUG. (AGI) - Tanto tuonò che piovve. L'addio annunciato di Flavio Cattaneo dalla carica di amministratore delegato di Tim è ora ufficiale. Nominato nel marzo 2016, Cattaneo aveva di recente smentito le voci su un suo 'addio' ma probabilmente le frizioni con il nuovo azionista di maggioranza, la francese Vivendi, sono state determinanti per un cambiamento al vertice della società. 

Il perché di un addio 

A determinare la tensione con Vivendi, secondo indiscrezioni riportartate da La Stampa, sarebbero state le frasi con le quali l’ad ha aspramente criticato i bandi Infratel, aprendo un ulteriore scontro con il governo sulla banda larga. Tensioni di cui Vivendi - scrive il quotidiano torinese - avrebbe fatto volentieri a meno visto i numerosi fronti su cui è già esposta, a partire dal contenzioso con Mediaset. La situazione sarebbe precipitata dopo l'attacco sferrato dal manager al piano del governo per la banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato e anche alla luce delle polemiche sollevate dall'acquisizione di Metroweb da parte di Enel. Avrebbe inoltre pesato anche il non di sicuro brillante andamento del titolo (nonostante gli ottimi risultati ottenuti sul fronte dei costi e sul recupero dei ricavi), recentemente protagonista di trionfi e tonfi in Borsa. 

Chi è Flavio Cattaneo 

Classe 1963, laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dopo aver ricoperto varie cariche dirigenziali, nel 2003 (fino all'agosto 2005) Cattaneo - prima di approdare alla carica di ad di Tim - è stato direttore generale della Rai. Della tv pubblica è stato il più giovane direttore generale, e questa esperienza è stata particolarmente significativa per lui al punto che in seguito così commentò: "Due anni in Rai equivalgono a venti in un'altra azienda". 

E' poi approdato a Terna, azienda proprietaria della rete di trasmissione elettricadal primo novembre 2005 al 27 maggio 2014, confermato per tre mandati consecutivi, durante i quali ha curato l'espansione in Sudamerica e nei Balcani. Dal dicembre 2014, è entrato poi nel cda di NTV come consigliere indipendente per diventare amministratore delegato all'inizio dello scorso anno. Nominato Cavaliere del Lavoro nel 2011, è famoso alle cronache anche per il suo matrimonio con l'attrice Sabrina Ferilli. 

Recentemente, il suo nome era stato suggerito in occasione della scelta del successore di Mauro Moretti alla guida delle Ferrovie dello Stato. Ma la candidatura era stata smentita dallo stesso manager. 

Un addio da 25 milioni 

Il consiglio di amministrazione di Tim convocato per lunedì prossimo, dopo che il Comitato nomine avrà espresso il proprio parere sulla risoluzione del contratto con l'amministratore delegato, Flavio Cattaneo, si limiterà a ratificare l'intesa raggiunta tra le due parti. Pertanto, secondo quanto si apprende, l'ad resterà in carica almeno fino al cda del 27 luglio convocato per approvare i conti relativi al primo semestre del 2017. Il giorno successivo Cattaneo terrà anche l'usuale conference call con gli analisti. Quindi l'addio e la buonuscita milionaria che ammonterebbe a circa 25 milioni di euro perché la naturale scadenza sarebbe stata tra tre anni, cioè nel 2020..



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