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Taranto. 'Giustizia per Taranto' temuta anche in 'Ambiente Svenduto'

Le proiezioni in aula durante il processo (foto L. Manna) ndr.

di Luciano Manna


Per gli avvocati della difesa influenti social e manifestazioni
TARANTO, 12 LUG. – Chi aveva guidato la Corte d'Assise, il giudice Michele Pietrangelo, è in ferie, pertanto a presiedere l’udienza “Ambiente svenduto” il 12 luglio presso il Tribunale di Taranto è la dottoressa Stefania D’Errico con accanto il giudice Fulvia Misserini. Inoltre Michele Pietrangelo è in pensione a partire dal mese di agosto e quindi ha di fatto concluso la sua esperienza nel maxi processo per disastro ambientale che vede imputati la famiglia Riva e le loro società. Nell'udienza di ieri i giudici della difesa Caiazza e Annicchiarico sollevano eccezioni presentando una istanza che mira ad evidenziare la mancanza di tranquillità dei giudici per diversi motivi: residenze nei quartieri interessati dall'inquinamento, parenti che frequentano gruppi social con espresse politiche ambientaliste. Dopo una lunga pausa e quando il processo riprende nel pomeriggio, dopo i lavori di camera di consiglio, la presidente D’Errico respinge le eccezioni sollevate dagli avvocati della difesa rimandano tutti gli atti al presidente del Tribunale di Taranto Lucafò che dovrà decidere per una eventuale loro astensione dalla conduzione delle prossime udienze che riprenderanno il 20 settembre 2017 alle 9.30 presso l’ex Corte d’Appello nel quartiere Paolo VI, uno dei quartieri a nord di Taranto coinvolto direttamente dalle emissioni del siderurgico Ilva.

Diversi sono stati i gruppi social citati dagli avvocati Caiazza e Annicchiarico che nell'aula Alessandrini del Tribunale di Taranto hanno proiettato alcuni post pubblicati da vari utenti portando all'attenzione del presidente anche quelli pubblicati da un parente di un giudice: "Profumo di Ilva", "AriaPulitaPerTaranto", "Giustizia per Taranto"; e proprio su quest’ultimo gruppo si è soffermato l’avvocato Annicchiarico, difensore di Nicola Riva e delle società della famiglia imputate nel processo, che durante la sua arringa ha espresso allusioni sull'influenza che la manifestazione Giustizia per Taranto avrebbe avuto sul respingimento delle richieste di patteggiamento delle società della famiglia Riva, sottolineando la successione temporale degli eventi. Il coinvolgimento di Giustizia per Taranto nel processo Ambiente svenduto merita riflessioni su ciò che l’azione civica è in grado di produrre in campo politico e nei processi partecipativi avviati nei territori martoriati dalle emissioni industriali e dalle decisioni istituzionali che ignorano il parere e le opinioni della popolazione ed in alcuni casi anche le semplici norme ambientali derivanti dalle direttive europee.

Un semplice gruppo di persone che ha marciato per le vie della città con una ricchezza genuina ed aggiunta che giunge dalla sapienza nell'aver saputo coinvolgere, per la prima volta dopo tante manifestazioni, non solo gli ambientalisti ma diverse estrazioni politiche e sociali, forse è temuto molto di più di una futura sentenza che giungerà al termine del processo. Allora, se così è, Giustizia per Taranto ha davanti un percorso di grande responsabilità che può ottenere risultati straordinari con il solo scopo di far cresce il proprio territorio dal punto di vista sociale, culturale e politico.



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