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Cronaca. Foggia, Operazione “Sabbie”, arrestato usuraio dopo denuncia da fiancheggiatore [VIDEO]

Operazione "Sabbie" GdF Foggia (foto) ndr.
di Redazione

FOGGIA, 22 AGO. (Com. St.) - Nello scorso mese di luglio, un giovane imprenditore, titolare di un pub nel centro storico di Foggia, ha denunciato ai Finanzieri del Comando Provinciale del capoluogo dauno di essere, sin dal 2013, vittima di usura. 
A fronte di un prestito di appena 2.000,00 euro, ricevuto tra l’aprile 2013 ed il marzo 2014, l’imprenditore avrebbe restituito all’usuraio, nel febbraio del 2017, oltre 43.000,00 euro, tra danaro contante e la cessione della propria avviata attività economica di pub nel centro storico di Foggia del valore di 19.000,00 euro. 
Nel mese di aprile 2017, nuove difficoltà economiche hanno costretto l’imprenditore, in grave stato di bisogno, a richiedere all’usuraio un ulteriore prestito di euro 5.000,00 per la gestione di una nuova attività economica appena avviata nei pressi della Cattedrale di Foggia. 
L’usuraio ha assecondato tale richiesta, a condizione però di ricevere delle fatture false a giustificazione della dazione e di essere assunto dall’impresa così da non destare sospetti in caso di controlli delle Forze dell’Ordine.  
Questa volta gli interessi imposti dall’usuraio ammontavano al 50% mensile, determinando dopo appena quattro mesi, alla fine di luglio 2017, un nuovo debito di circa 12.000 euro. 

Artefice dei prestiti a tassi usurari un giovane commerciante di Foggia, titolare di una rivendita di frutta e verdura presso il locale mercato “Rosati”, contesto notoriamente connotato da infiltrazioni criminali. 
Le richieste dell’usurario di venire in possesso del denaro si sono trasformate in minacce di ritorsioni fisiche rivolte anche ai familiari della vittima e concretatesi il 29 luglio 2017, nella periferia di Foggia, nell’aggressione del denunciante. 
All’esito di tale “confronto”, all’imprenditore usurato è stata concessa una breve dilazione di pagamento.
Le gravi e reiterate violenze psicologiche, verbali e fisiche patite dall’imprenditore hanno determinato la necessità investigativa di “monitorare” l’incontro risolutivo tra l’usuraio e la sua vittima, fissato nella tarda mattinata del 12 agosto 2017, all’interno dell’attività economica appena intrapresa dal denunciante.


Pertanto, su direttive della Procura della Repubblica di Foggia, alla vittima veniva consegnata, in banconote contraffatte e contrassegnate, la somma convenuta per l’estinzione del debito pari ad euro 11.800,00. 
Non appena l’imprenditore usurato ha consegnato i soldi falsi all’aguzzino a definizione del proprio debito, i finanzieri del Nucleo pt di Foggia hanno fatto irruzione nel locale mettendo in sicurezza il denunciante.   
Le immediate perquisizioni dei siti di interesse investigativo hanno portato al sequestro di ulteriori 10.500 euro in contanti, parte dei quali abilmente occultati dall’usuraio all’interno di una nicchia segreta ricavata nella cassetta di derivazione elettrica della cucina della propria abitazione in Foggia ed alla identificazione di un suo complice, un operaio di Foggia, presso la cui abitazione sono stati rinvenuti ulteriori 2.300 euro ritenuti anch’essi provento di usura. 
All’esito di tali attività, le Fiamme Gialle di Foggia hanno quindi tratto in arresto l’usuraio, C.F., di anni 37, nella flagranza dei reati di estorsione ed usura e denunciato a piede libero il suo complice per il reato di favoreggiamento reale. 

La perizia documentale svolta dai finanzieri del Nucleo pt di Foggia ha stabilito, in relazione al prestito erogato tra l’aprile 2013 ed il marzo 2017, l’applicazione di un tasso di interesse del 439,85 %  e con riferimento a quello dell’importo di euro 5.000 avvenuto nell’aprile 2017, la promessa di interessi pari al 512% del capitale. 
Nella mattinata del 16 agosto 2017, il G.I.P. del Tribunale di Foggia, anche in relazione alla identificazione di altro imprenditore usurato, ha convalidato l’arresto del responsabile, applicando in suo pregiudizio la misura cautelare della custodia in carcere per i reati continuati di estorsione ed usura, aggravata quest’ultima dalle circostanze che la vittima versava in stato di bisogno e che svolgeva attività imprenditoriale. 



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