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Teatro. Al Petruzzelli, con Karamazov, in scena la baresità

Una immagine dello spettacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 3 GEN. - Al Petruzzelli grandi aspettative e partecipazione per Karamazov, in scena la prima nazionale dello spettacolo della Compagnia VicoQuartoMazzini, inserita nella stagione teatrale del Comune di Bari ha concluso le rappresentazioni del Teatro Pubblico Pugliese per il 2017. Sul palcoscenico quattro grandi icone della comicità made in terra di Bari: Dante Marmone, Nicola Pignataro, Tiziana Schiavarelli e Pinuccio Sinisi. Quattro tra i migliori attori della scena teatrale e televisiva pugliese che per la prima volta si sono ritrovati insieme sulla scena, per recitare in uno spettacolo dove si racconta di un microcosmo familiare che vuole essere immagine della condizione umana dei nostri tempi. In una modalità distinta, dolorosa ma profondamente ironica la messinscena intende rappresentare un universo non facile ma affascinante come la vita, in cui le vicissitudini familiari dei Karamazov si fanno interpreti del quel gioco assurdo e ironico, metaforicamente pirandelliano, che è la vita stessa. Karamazov rappresenta un importante svolta nella storia artistica della Compagnia, nata in Puglia nel 2011, che ha presentato i propri lavori in Italia e all’estero: "obiettivo di questo lavoro è infatti raccontare il carattere di una regione riscrivendo un classico della letteratura, coinvolgendo e portando a teatro gli appassionati del Teatro Popolare, quelli del Teatro di Ricerca e gli amanti dei grandi classici della letteratura". 
La trama, liberamente ispirata al testo originale di Dostojevski, in sintesi narra che in una casa di Bari vecchia vivono due fratelli, assistiti da una donna. Si chiamano Alex e Ivan e non ricordano nulla del loro passato. "Preferiscono così". La donna è l'unica a ricordare che il padre dei due fratelli è stato assassinato, quarant'anni prima, e che un terzo fratello, Dimitri da lei amato, è finito in carcere per questo. Ma la verità di quell'omicidio però non è mai stata definita. Tutti potrebbero esser stati coinvolti. Ma i due fratelli non ricordano, o meglio, non intendono ricordare. "Chi non ricorda i guai li scorda, questo sembra essere la loro filosofia". Solo il vecchio servitore sa cosa è accaduto quella notte di tanti anni addietro, ma non ha mai rivelato niente a nessuno. Ora, in punto di morte...... ha deciso di dire tutta la verità. Proprio nel giorno in cui tornerà Dimitri dal carcere. Giorno in cui tornerà di nuovo il passato. Liberamente ispirato all'opera di Dostojevski, Karamazov è una performance in cui realtà ambivalenti si alternano palesando errori a volte come tormento altre volte quali ornamenti, e i propri ricordi come difesa o giavellotto, e la propria famiglia come protezione o prigione. 
Una storia che ha conquistato gli spettatori generando risate, ma anche riflessioni e soprattutto tutti hanno potuto attraverso l'interpretazione di quattro star del palcoscenico, dirette per quest'occasione da due giovani registi trentenni, godere di un esperimento che ha portato due diverse generazioni a confrontarsi, un meeting certamente importante, dove diverse realtà hanno agito in sintonia dando vita alla magia del teatro. Unico cruccio forse non aver osato abbastanza, dovendo essere una trasposizione nell'idioma locale, qualcuno si sarebbe aspettato qualcosa di più, ad esempio in po' più di vernacolo oppure la messa in scena di alcune delle nostre più famose tradizioni.



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