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Il discorso di Barack Obama dopo la riconferma alla Casa Bianca

Chicago - Subito dopo la sua riconferma alla Casa Bianca, e dopo aver ascoltato il discorso del suo antagonista, Mitt Romney, accordandogli la vittoria, Barack Hussein Obama è salito sul podio del McCormick Center di Chicago per il suo primo discorso del secondo mandato presidenziale. A Voi, care lettrici e cari lettori la traduzione integrale. 

di Nico Baratta

FOGGIA - «Grazie mille. Stanotte, a più di 200 anni dopo che una ex colonia si è conquistata il diritto di determinare da sola il suo destino, l'impegno nel perfezionamento dell'unione continua. Va avanti grazie a voi. Va avanti perché avete riaffermato lo spirito che ha trionfato sulla guerra e la depressione, che ha sollevato questo Paese dalla profondità della disperazione fino alle alte vette della speranza, il credere che mentre ognuno di noi insegue il suo sogno personale, facciamo però parte di una famiglia americana e insieme trionferemo o cadremo come una sola nazione e un solo popolo. Questa notte, in questa elezione, voi, Americani, ci avete ricordato che anche se la nostra strada è stata dura, anche se il nostro viaggio è stato lungo, ci siamo fatti forza, abbiamo combattuto, e nei nostri cuori sappiamo che il meglio per gli Stati Uniti d'America deve ancora venire. Voglio ringraziare ogni americano che ha partecipato a questa elezione, che abbia votato per la prima volta o aspettato in fila per molte ore. E questa è una cosa che dobbiamo sistemare. Che abbia calpestato marciapiedi o alzato una cornetta, tenuto in mano un cartello per Obama o per Romney, avete fatto sentire la vostra voce e avete fatto la differenza Ho appena parlato con il governatore Romney e mi sono congratulato con lui e con Paul Ryan per una campagna che abbiamo combattuto duramente. Possiamo avere lottato con forza, ma soltanto perché amiamo questo paese profondamente e teniamo con così tanta forza al suo futuro. Da George a Lenore fino al loro figlio, Mitt, la famiglia Romney ha scelto di donare indietro all'America molto con il proprio servizio e questa è l'eredità che onoriamo a cui plaudiamo stanotte. Nelle settimane scorse, ho anche pensato a un incontro con il governatore Romney per parlare di come possiamo lavorare insieme per portare avanti questo Paese. Voglio ringraziare il mio amico e partner negli ultimi quattro anni, un felice guerriero americano, il miglior vice presidente che si possa desiderare, Joe Biden. E non sarei l'uomo che sono oggi senza la donna che vent'anni fa ha acconsentito a sposarmi. Lasciatemelo dire in pubblico: Michelle, non ti ho mai amata di più. Non sono mai stato più fiero di guardare il resto dell'America innamorarsi di te, come first lady di questa nazione. Sasha e Malia, davanti ai nostri occhi state crescendo e diventando due bellissime, forti e intelligenti giovani donne, proprio come vostra madre. Sono davvero fiero di voi. Ma per ora credo che un cane sia più che sufficiente. Ai migliori volontari e al miglior staff di una campagna nella storia della politica. I migliori. I migliori di sempre. Alcuni di voi erano nuovi, altri mi sono stati accanto fin dall'inizio. Ma tutti voi siete membri di una famiglia. Da dovunque veniate e qualsiasi cosa facciate, ricorderete la storia che abbiamo scritto insieme e avrete a vita l'apprezzamento di un presidente a voi grato. Grazie per avere creduto fino alla fine, attraverso ogni collina, ogni valle. Mi avete sollevato durante tutto il percorso e vi sarò per sempre grato per tutto quello che avete fatto e per l'incredibile lavoro svolto. So che le campagne politiche a volte sembrano piccole, persino stupide. E che ai cinici danno molto spazio per dire che la politica non è nulla più che una gara tra ego o terra di interessi particolari. Ma se mai avrete la possibilità di parlare alla gente che è venuta ai nostri rally e si è ammassata in una lunga fila nella palestra di una scuola, o vedrete persone lavorare fino a tardi in un ufficio della campagna in una piccola contea lontana da casa, scoprirete che non è così. Sentirete la determinazione nella voce di un giovane organizzatore che si fa strada verso il college e vuole che ogni bambino abbia la stessa possibilità. Sentirete l'orgoglio nella voce di una volontaria che va di porta in porta perché suo fratello è finalmente stato assunto quando la fabbrica di auto ha aggiunto un turno ulteriore alla produzione. Sentirete il profondo patriottismo nella voce della moglie di un militare che sta al telefono fino a tarda notte per assicurarsi che nessuno che combatte per questo paese debba combattere mai per un lavoro o un tetto quando torna a casa Ecco perché lo facciamo. Ecco cosa può essere la politica. Ecco perché le elezioni contano. Non è poco, è una cosa grande. È importante. La democrazia in una nazione di 300 milioni di persone può essere caotica e complicata e rumorosa. Abbiamo ognuno la propria opinione. Ognuno ha cose in cui crede. E quando attraversiamo momenti difficili, quando prendiamo grandi decisioni come paese, questo necessariamente mette in campo passioni e controversie. Tutto questo non cambierà dopo stanotte, e non deve farlo. Tutto ciò è simbolo della nostra libertà. Non possiamo dimenticare che, mentre parliamo, persone in nazioni lontane rischiano la propria vita per la possibilità di discutere sulle cose che contano, di dare il loro voto, come noi abbiamo fatto oggi.



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