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Pdl: Berlusconi taglia prime 'teste'; cresce la fronda "montiani"

di Redazione

ROMA, 12 Dic. (AGI) - Un problema di immagine. Silvio Berlusconi cosi' ha spiegato il motivo per cui non intende candidare Marcello Dell'Utri, pur riconoscendo che le accuse nei suoi confronti "sono infondate". Lo ha detto pubblicamente alla presentazione del libro di Bruno Vespa. Ma in privato oggi l'ex premier ha fatto altri nomi, tra cui - riferisce chi gli ha parlato - quello di Claudio Scajola. C'entrano fino ad un certo punto le questioni legate alla giustizia, il Cavaliere ha argomentato la necessita' di rinunciare all'apporto di alcuni esponenti 'storici' del partito motivando la decisione con i suoi inseparabili sondaggi, si tratta di politici - questa la tesi - che hanno perso l'appeal con i cittadini. L'ex premier ha stilato l'identikit del prossimo candidato - sotto i cinquant'anni, proveniente dalla societa' civile e dal mondo delle professioni - e ad alcuni interlocutori ha confidato di aver quasi gia' ultimato le liste e creato la nuova 'squadra' da mandare in tv. Il messaggio da consegnare agli elettori e' quello divulgato oggi: con Monti la situazione e' peggiorata, i fondamentali dell'economia parlano chiaro. Il premier non vuole commentare, non ha intenzione di replicare alle accuse del Cavaliere. Mi ha lasciato molto lavoro, ha sottolineato. Ma i cosiddetti 'filomontiani' tornano a prendere le distanze. Gli ex del Pdl che hanno fondato 'Italia libera' si uniscono con i 'Liberali per l'Italia' (i fuoriusciti da via dell'Umilta vicini alle posizioni della fondazione di Luca Cordero di Montezemolo) e domani incontreranno Mario Mauro per cercare di creare, insieme agli alemanniani, una lista unica a sostegno di Monti. In fibrillazione anche altre componenti del partito: le fondazioni di Alemanno (Nuova Italia), Cl (Rete Italia), Quagliariello (L'Occidentale), Augello (Capitani coraggiosi), Lupi (Costruiamo il futuro), Urso (Fare Italia), Cicchitto (Riformismo e liberta'), Formigoni (Europa e civilta') e Frattini (Fondazione De Gasperi) hanno promosso per domenica una manifestazione che si chiamera' 'Italia popolare'. Nessun 'endorsment' a Mario Monti, ma ci sara' un chiaro riferimento al Partito popolare europeo. Interverra' Angelino Alfano, il cui obiettivo e' cercare di trovare una sintesi tra i cosiddetti 'filomontiani' e l'ala 'dura' del partito. 

Questa mattina Alfano ha cercato di mediare con il presidente del Ppe, Martens, che da Bruxelles ha invitato il Pdl a convincere Berlusconi a non partecipare al congresso del Ppe. L'ex premier, pero', non e' disposto a tornare indietro sui suoi passi, nonostante il fatto che al fianco di Mario Mauro (il capogruppo del Pdl nel Ppe sta preparando un documento) ci sia la quasi totalita' del gruppo parlamentare. Se si considerano poi le iniziative di Giorgia Meloni (domenica altra manifestazione, organizzata insieme all'ex azzurro Guido Crosetto) e la decisione degli ex An La Russa e Gasparri di promuovere una formazione di destra, si comprende come sia alta la tensione nel partito. Il Cavaliere e' tentato dallo spacchettamento, ma in serata ha spiegato che la stessa operazione di La Russa potrebbe alla fine anche saltare. E lo stesso ex ministro della Difesa frena sulla scissione. Intanto l'area dei 'malpancisti' cresce di giorno in giorno. Anche per questo motivo l'ex presidente del Consiglio oggi ha tirato fuori dal cassetto la proposta di lasciare a Monti la guida di un 'rassemblement' del centrodestra. L'ex presidente del Consiglio e' convinto che il Professore abbia deciso di scendere in campo, ma - avverte - "non deve essere uomo di parte". I 'filomontiani' sono ancora piu' convinti che il Professore indossera' i panni del federatore di un mosaico di liste. Per ora chi non vuole una campagna elettorale 'antieuropea' nel Pdl manda avanti le fondazioni, ma non si escludono altri passi ulteriori. "Anche perche' - riflettono i seguaci del Professore del Pdl - il fatto di aver legato una formazione dei moderati alla presenza della Lega vuol dire che Berlusconi non pensa proprio di lasciare il campo". Secondo questa tesi l'avviso inviato al partito di via Bellerio ("Senza accordo cadono le giunte di Piemonte e Lombardia) sarebbe una sorta di ultimatum. Ma il Carroccio continua a ripetere che la base non farebbe mai una campagna elettorale pro-Berlusconi. E allora ieri sera durante l'incontro con Maroni l'ex presidente del Consiglio avrebbe riaperto la porta alla scelta di un 'manager' nel ruolo di candidato premier. Nella Lega circolano anche alcuni nomi di giovani imprenditori o persone nel mondo della finanza, come Matteo Marzotto e Matteo Arpe.



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