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Bersani, situazione drammatica "Serve governo dei miracoli"

Pierluigi Bersani. (foto)

di Redazione

ROMA, 25 Mar. (AGI) - "La situazione e' drammatica, molti continuano a credere che la crisi sia alle spalle, invece ce l'abbiamo ancora davanti". Pierluigi Bersani, in una pausa delle consultazioni, risponde ai giornalisti che gli chiedono come stiano andando i colloqui con le parti sociali. "Avete visto anche ieri Confindustria, la situazione e' drammatica"."Serve un governo" prosegue il leader Pd, anzi "servirebbe un governo che fa miracoli". Bersani ha anche accennato al 'nodo' del successore al Colle di Giorgio Napolitano. "Osservo divertito" i diversi retroscena che vogliono gia' in campo una rosa di nomi espressa dal Pd per la prossima elezione del presidente della Repubblica, ha sottolineato, rispondendo a che gli chiedeva se gia' si stia pensando alle candidature al Quirinale e se queste facciano parte di una trattativa piu' ampia. "Ci mancherebbe che ci mettessimo a parlare anche di quello...". Il leader democratico ha infine ribadito che non ci sono problemi con Matteo Renzi. "Non abbiamo mai litigato", ha tagliato corto. Il sindaco di Firenze, nel frattempo, ha fatto sapere che non prendera' parte alla direzione del Pd convocata per stasera a causa di "precedenti impegni". "Bersani sta provando a formare un governo: io spero per il bene dell'Italia che ce la faccia. La mia lealta' e serieta' sono fuori discussione", ha dichiarato Renzi all'emittente radiofonica Radio Toscana. BERSANI VEDE I SINDACATI, VIA IMU E MENO TASSE SUL LAVORO. "GOVERNO A OGNI COSTO" Nell'ambito delle consultazioni, Bersani ha incontrato le parti sociali. Dalla leader della Cgil, Susanna Camusso, e' arrivata - fra le altre - la richiesta di togliere l'Imu sulla prima casa sino a un valore di 1.000 euro e "disinnescare le micce di Tares e Iva". Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha sollecitato "un piano di riduzione delle tasse sul lavoro che sia il perno della politica economica del governo". "Siamo contrarissimi all'ipotesi di tornare a votare, se accadesse il rischio e' che l'Italia somigli alla Germania di Weimar", ha invece affermato il numero 1 della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha chiesto "un governo a tutti i costi".



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