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Con cinque medaglie vinte in Coppa del Mondo l’Italia supera brillantemente il primo test di alto livello

l.Milani ed E. Sancassani. (foto di Mimmo Perna) ndr.

di Redazione

LUCERNA, 14 LUG. - “È stata una prova di Coppa del Mondo a cui hanno preso parte le più forti nazioni del mondo. Questo per l’Italia è stato un test molto valido in vista del prossimo impegno mondiale. Posso anche affermare che la squadra era ben preparata ed è arrivata in condizioni ottimali alle finali. Vincere 5 medaglie su sei barche olimpiche in finale è un exploit veramente rilevante”. È con queste parole che il Direttore Tecnico Giuseppe La Mura commenta il risultato di oggi che ha visto l’Italia, dopo diversi anni, ritornare competitiva anche sulle barche olimpiche. Ricordiamo che sono poco più di sei mesi che La Mura, dopo due quadrienni di assenza, è ritornato alla guida del canottaggio italiano e la prima cosa che ha fatto è stata quella di motivare tutta la squadra. Una condizione necessaria per arrivare nel migliore dei modi ai Giochi di Rio 2016 a cui questa prova di Coppa, come del resto sarà anche il Mondiale di Chungju (Corea del Sud), rappresenta una delle tante tappe di avvicinamento durante le quali saranno testate e migliorate tutte le formazioni che via via si susseguiranno nelle specialità olimpiche, fino ad arrivare allo scoglio delle qualificazioni del 2015. Cinque medaglie, 1 oro, 3 argenti, 1 bronzo, è il bottino ottenuto dall’Italia al termine delle finali della terza e ultima prova di Coppa del Mondo a Lucerna (era un decennio che nelle barche olimpiche a Lucerna l’Italia non andava così bene). La medaglia d’oro è quella storica del doppio pesi leggeri femminile di Laura Milani e Elisabetta Sancassani (Fiamme Gialle), che era la barca favorita dai pronostici e, quindi, da battere. Le due azzurre non hanno solo vinto, ma hanno anche dimostrato tutta la loro eleganza e la loro bravura nel gestire lo stress in gara dovuto ad una partenza non sempre brillante che le contraddistingue. Sul finale l’Italia ha messo in fila gli USA, argento, e la Nuova Zelanda, bronzo. La prima delle tre medaglie d’argento è stata vinta dal due senza senior di Marco Di Costanzo (Fiamme Oro) e Matteo Castaldo (RYCC Savoia), che si sono piegati solo ai campioni olimpici neozelandesi Eric Murray, Hamish Bond. Due ragazzi che hanno continuato a dimostrare il loro valore partecipando agli Europei 2013, dove si sono piazzati ai piedi del podio (4°), e vincendo l’oro ai recenti Giochi del Mediterraneo di Mersin (Turchia). Una barca sulla quale l’Italia può contare in vista dei mondiali coreani. La seconda medaglia d’argento è arrivata dal doppio senior di Romano Battisti e Francesco Fossi (Fiamme Gialle) che, dopo le eliminatorie, erano apparsi stanchi e pesanti. Oggi invece si sono presi una bella rivincita dopo essere passati attraverso il recupero. Solo la Nuova Zelanda è riuscita a fare meglio, ma lo scontro è solo rimandato al mondiale di fine agosto. L’ultimo sigillo d’argento è arrivato dal doppio pesi leggeri di Andrea Micheletti (C Gavirate) e Pietro Ruta (Marina Militare). Una barca esplosiva che è riuscita a respingere tutti gli attacchi degli avversari in una gara senza esclusione di colpi e dove fino alla fine il risultato è rimasto incerto ad eccezione della prima posizione saldamente in mano alla barca francese dei campioni europei Stany Delayre, Jeremie Azou che, comunque, hanno dovuto tirare fin sul traguardo per contenere il ritorno degli azzurri. La medaglia di bronzo è arrivata, invece, dal quattro senza senior di Matteo Lodo, Paolo Perino, Mario Paonessa, Giuseppe Vicino (Fiamme Gialle). Una barca messa in piedi in solo due settimane dopo prove interminabili svolte a Piediluco, che ha dimostrato come l’Italia può combattere, se ben preparata, anche con i “mostri sacri” di questa specialità come Stati Uniti e Australia. Il lavoro da fare è ancora tanto ma questo è comunque un buon inizio e una base su cui poter lavorare ancora. Alle cinque medaglie va aggiunto anche il quarto posto del quattro di coppia femminile di Laura Schiavone (CC Irno), Giada Colombo (SC Tritium), Sara Magnaghi (SC Moltrasio) e Gaia Palma (Sisport Fiat) nella finale vinta dalla Germania, con Polonia e Australia seconda e terza.





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