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Energia. Scaroni, gli Usa crescono e il nord Africa ci stupira'

Paolo Scaroni. (foto) ndr.

di Redazione

ROMA, 17 LUG. (AGI) - "Gli Stati Uniti hanno davanti anni di grande crescita, l'Europa dovra' reinventarsi per rimanere competitiva e il Nord Africa smentira' i pessimisti diventando una regione forte e florida". E' quanto ha sottolineato l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, aprendo i lavori sui nuovi scenari mondiali dell'energia all'Atlantic Council a Washington. "Energia e geopolitica - ha osservato Scaroni - sono da sempre legate tra loro: Stati Uniti, Russia e Nord Africa sono tra i protagonisti di questo periodo storico. Occuparmi di questi Paesi e' il mio lavoro. Penso a Russia, Libia e Algeria ogni giorno - ha proseguito - ed e' alla loro situazione che rivolgo il mio ultimo pensiero prima di addormentarmi. Questo perche' Eni compra gas dalla Russia ogni anno per 8 miliardi di dollari, il che ci rende il primo cliente di Gazprom al mondo, ed e' di gran lunga la prima societa' petrolifera internazionale del Nord Africa. Paesi questi che, oggi piu' che mai, sono influenzati da cio' che succede negli Stati Uniti". La rivoluzione dello shale gas in America, ha spiegato l'ad di Eni, "ha cambiato le dinamiche della competizione globale. Gli Stati Uniti gia' godevano rispetto all'Europa di un vantaggio competitivo offrendo da sempre un contesto favorevole all'industria e al mondo degli affari con leggi e regole pragmatiche, una forza lavoro qualificata e flessibile e un grande mercato. Oggi la buona notizia per gli Stati Uniti - ha aggiunto Scaroni - e' che possono contare su tutta l'energia di cui hanno bisogno a prezzi imbattibili. Quella che e' un'ottima notizia per gli Stati Uniti non lo e' per la nostra Europa. La nostra industria, gia' mortificata dal calo della domanda e da un mercato del lavoro ancora troppo rigido, deve ora competere con l'industria americana che paga il gas un terzo di quella europea e l'elettricita' meno della meta'". SHALE GAS E' LA PRIORITA' "Se l'Europa ambisce a un rinascimento industriale, con ricadute positive in termini di crescita e occupazione, deve inventarsi un 'new deal energetico'. La prima priorita' e' lo shale gas, che probabilmente in Europa c'e' e in quantita' rilevanti. Per sfruttarlo appieno serve pero' un consenso politico, che manca". Lo ha sottolineato l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, aprendo i lavori sui nuovi scenari mondiali dell'energia all'Atlantic Council a Washington. Secondo l'ad di Eni, "altri possibili interventi per assicurare energia a basso costo potrebbero essere il miglior sfruttamento degli idrocarburi convenzionali, l'efficienza energetica. In un mondo ideale - ha osservato Scaroni - ci potrebbe essere anche il nucleare. Ma c'e' anche un'altra soluzione: l'Europa potrebbe rafforzare i legami politici con i suoi tradizionali fornitori di gas; Algeria, Libia e soprattutto Russia. Gli interessi di lungo periodo dell'Europa coincidono con quelli dei suoi fornitori. Per sopravvivere, le nostre imprese hanno bisogno di poter contare su gas a prezzi competitivi. La Russia ha tutto l'interesse ad avere un'Europa industriale forte e in crescita essendo il mercato di sbocco naturale dei suoi idrocarburi. Se le compagnie europee emigrassero negli Stati Uniti sarebbe un danno per tutti: i giovani europei non avrebbero lavoro e i giovani russi non avrebbero a chi vendere il gas". Al contrario, ha aggiunto l'ad di Eni, "se le nostre aziende potessero avere gas russo in abbondanza a prezzi competitivi sarebbe un grosso vantaggio per entrambi. Non credo che la Russia possa diventare il nostro Texas in tempi brevi. Vi e' ancora molta diffidenza soprattutto politica, ma quando gli interessi economici sono cosi' vicini una strada prima o poi la si trova".





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