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Economia. Le Poste in soccorso di Alitalia Lupi, non e' un aiuto pubblico

Un boeing ALitalia. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 11 OTT. - Poste Italiane in soccorso di Alitalia. L'azienda potrebbe partecipare all'aumento di capitale della compagnia con una cifra che si aggira intorno ai 75 milioni di euro e una partecipazione tra i 10 e i 15%. "Poste Italiane puo' essere non un aiuto da parte del pubblico ma l'individuazione di un'azienda sana che possa fare da partner industriale in un settore che e' sempre piu' complementare". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi su Radio1, riferendosi alla crisi di Alitalia. "Ricordo - ha aggiunto il ministro - che Poste si occupa di tutto il tema dei cargo, di e-commerce e di sinergie". Lupi ha spiegato che "in questa settimana il governo ha fatto la sua parte. Abbiamo verificato - aggiunge - che si potesse salvare un asset strategico per lo Stato, che i privati facessero la loro parte nel risanamento e rifinanziamento dell'azienda e che ci si presentasse un fortissimo piano industriale di discontinuita'". "E per 225 milioni di euro su 300 milioni - aggiunge - i privati mettono capitali nell'azienda". "L'impresa - spiega Lupi - era in condizioni disastrose e questo e' il lavoro che abbiamo fatto". Intanto Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al Governo un immediato intervento per dare soluzione al rischio di fallimento Alitalia. "I cittadini italiani e i lavoratori del gruppo - spiegano le confederazioni - non possono pagare ulteriormente gli errori di una politica inadeguata, ma devono vedere salvaguardata un'azienda in cui hanno investito lavoro e risorse e che rappresenta un asset strategico per lo sviluppo del Paese. La mobilita' aerea e' per il sistema un elemento indispensabile per dare prospettive di sviluppo e crescita. Lo e' ancor piu' oggi alla vigilia di un evento di tale importanza come l'Expo 2015, che richiamera' nel nostro Paese milioni di visitatori. Serve, percio', una soluzione strutturale". "L'esatto contrario - proseguono i sindacati - di scelte ancora una volta pasticciate o temporanee. In Europa i principali vettori aerei, da Lufthansa a Klm, ad Air France, vedono la partecipazione dei governi nel pacchetto azionario e una forte influenza nell'indirizzare le scelte strategiche e le politiche industriali delle compagnie aeree di bandiera. Cgil, Cisl e Uil ritengono percio' indispensabile e improcrastinabile che lo Stato italiano, attraverso le finanziarie di cui dispone, intervenga per dare certezze e prospettive di operativita' e indirizzo ad Alitalia, assicurando in tal modo, non la generica prosecuzione di un assetto societario, ma la possibilita' di salvaguardare e in prospettiva incrementare le rotte e i collegamenti, il vero patrimonio economico e sociale di cui il Paese ha bisogno e che Alitalia puo' offrire".





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