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Puglia. UIL Puglia: “L’emergenza rifiuti e discariche dura ormai da quasi vent’anni"

Il logo di UIL Puglia. (foto) ndr.
"Eppure le sollecitazioni lanciate alla Regione Puglia sono sempre cadute nel vuoto"

di Redazione

BARI, 6 NOV. - “Non c’era certo bisogno delle dichiarazioni di qualche collaboratore di giustizia e dell’apertura di indagini in tutta Italia per svelare l’emergenza rifiuti in Puglia ed in particolare a Taranto, una situazione dalla gravità immane che è sotto gli occhi di tutti da anni, che la UIL ha sempre denunciato con puntualità, ma sulla quale qualcuno non ha voluto intervenire, contribuendo alla degenerazione della stessa”. Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, sottolinea come “da anni si registra un via vai quantomeno sospetto di tir dalle discariche pugliesi, mezzi carichi di rifiuti bollati come speciali per aggirare le regole sul trasporto dei rifiuti sul territorio. Eppure, nonostante le mille sollecitazioni nei confronti della Regione Puglia, non sono mai arrivate risposte concrete, né sono state assunte misure di rilievo in grado di affrontare di petto l’emergenza”. “Sono trascorsi – ricorda Pugliese – quindici anni dalla prima relazione parlamentare sul ciclo dei rifiuti: ora come allora, pur escludendo una stabile presenza di organizzazione mafiosa, questione sulla quale continuiamo ad avere profonde riserve, si evidenzia un livello di differenziata troppo basso, criticità serie sugli impianti e i termovalorizzatori e la presenza di traffici comunque illeciti di rifiuti in direzione Taranto e Puglia. La morale è che mentre altri hanno risparmiato sensibilmente sui costi di smaltimento, il nostro territorio regionale è diventato la pattumiera d’Italia, con i conseguenti rischi per la salute e l’ambiente”. Il Segretario regionale della UIL fa notare che “perfino l’Unione Europea ha definito il sistema discariche come pericolosissimo, addirittura più nocivo degli impianti siderurgici e petrolchimici: eppure qui da noi continua a rappresentare la normalità e non l’eccezione. Tuttavia, le richieste di una mappatura delle discariche regionali, che individuasse anche quelle illegali, è sempre caduta nel vuoto, così come quella di monitorare il traffico di tir carichi di rifiuti che quotidianamente attraversano indisturbati ed esenti da qualsivoglia controllo il quartiere Tamburi di Taranto, aumentando il livello di inquinamento atmosferico e non”. “Lanciare l’allarme solo adesso – chiosa Pugliese – ci pare fuori luogo. Piuttosto, sarebbe il caso di intervenire senza ulteriori indugi per evitare che l’emergenza ambientale e sanitaria in Puglia diventi insanabile. I mezzi e le tecnologie per rendere più efficaci i controlli ci sono, come dimostrano i risultati più che soddisfacenti ottenuti nei porti regionali contro le ecomafie ed il traffico di rifiuti via mare. Però l’obiettivo più ambizioso, a medio termine, deve restare quello di porre una volta per tutte la parola fine al sistema dannoso, incivile e ormai anacronistico delle discariche, investendo su un ciclo integrato dei rifiuti che si basi sulle solide fondamenta della raccolta differenziata, il sistema più futuribile e sostenibile”.





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