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Bari. San Cataldo: dai pirati di ieri, ai ladroni di oggi

Il logo del M5S di Bari. (foto M5S) ndr.

di Redazione

BARI, 18 MAR. - Percorrendo il Lungomare Starita a partire dall’incrocio con viale Vittorio Emanuele Orlando, ci si accorge di costeggiare una splendida penisoletta, detta di San Cataldo, sulla quale si erge una schiera infinita di nuovi edifici residenziali dal design architettonico attualissimo, ma già erosi dalle intemperie e dal mare, insieme a ville e residenze di vecchia data, alcune delle quali abbandonate e ormai trasformate in ruderi. In questa lembo della nostra città, si possono ammirare diversi luoghi di ristoro storici e parecchio conosciuti. Questa lingua di terra è stata prolungata artificialmente dal lavoro umano per realizzare il braccio di ponente del porto e prende il nome di "San Cataldo" per via di una “cappelletta” lì presente dal 1960. La storia di questa penisola ci riporta indietro nel tempo sino ai secoli sedicesimo e diciassettesimo in cui, al largo di questa zona, imperversavano i pirati dediti al rapimento e al ricatto. Sulla penisola troneggia il Faro di Bari. Costruito nel 1869 a forma ottagonale domina la nostra città con i suoi 66,5 metri di altezza e con i suoi 380 scalini che necessitano per raggiungere l’area che contiene il faro. Tre lampi di 0,2 secondi, intervallati da un doppio periodo di buio di 3,8 secondi e un terzo più lungo di 11,8. Così appare dal mare, nella sua caratteristica frequenza luminosa di 20 secondi, ben conosciuta da ogni marittimo, che la scorge già a 23 miglia dalla costa. Attualmente il suo fascio luminoso è stato ridotto per evitare luci secondarie verso terra. È interessante notare come nel giardino-cortile del faro c'è ancora il locale in cui si faceva una volta il pane. Fino al 1987, la lampada era alimentata a gas, ed almeno una volta l'anno si doveva portare, in cima alla “torre del faro”, una bombola di acetilene del peso di 60 chili. Non esisteva un motore, la lampada ruotava grazie a un enorme peso, che come un ingranaggio di orologio, lentamente scendeva lungo la colonna centrale, ed andava riavvolta quotidianamente. Il farista doveva salire per accendere e spegnere, oltre che issare ed ammainare la bandiera. Queste operazioni sono oggi tutte automatizzate e centralizzate dalle capitanerie di porto a livello nazionale, e per l’ultimo farista restano solo manutenzione ed ordinaria amministrazione. Degna di nota è l’origine del nome del quartiere chiamato Marconi, a causa di un evento di rilevanza storica mondiale e di cui non tutti nella nostra città sono a conoscenza. Il giorno 3 agosto del 1904, al Molo San Cataldo di Bari, nei pressi del faro, laddove erano stati installati due tralicci di legno alti 50 metri e distanti tra loro 50 metri, fu inaugurato il primo collegamento radiotelegrafico via etere, per scopi commerciali, con la città di Antivari (Bar) in Montenegro sulla costa adriatica opposta. Esso costituisce il primo collegamento operante sotto il controllo statale; la stazione radiotelegrafica è poi entrata in servizio regolare il 1° settembre del 1904, gestita dalla Compagnia "Marconi". L'evento fu per la città di Bari un momento determinante della sua storia, oltre che per la circostanza in sé, che vide a Bari la presenza di Autorità ed illustri personalità del tempo, anche per l'aspetto pionieristico che l'iniziativa rappresentò nel paese. Infatti, a meno di dieci anni dalla scoperta di G. Marconi di poter utilizzare onde elettromagnetiche per comunicare a distanza senza fili, la città di Bari si dotava e si arricchiva di questo "nuovo" sistema per finalità commerciali, in piena sintonia con la vocazione mercantile della città, che all'epoca era in pieno rigoglio e sviluppo economico. All’interno del quartiere si erge imperiosa, ma ormai in quasi totale disfacimento ed abbandono amministrativo, la storica Fiera del Levante, il cui impianto originario, risalente agli anni trenta del secolo scorso, fu progettato dall’architetto Augusto Corradini e realizzato sotto la direzione dell’ingegnere Vincenzo Rizzi. La fiera è stata inaugurata, nella sua prima edizione del settembre 1930, dal Re d’Italia, Vittorio Emanuele III di Savoia. Come tutte le zone della nostra città anche il quartiere Marconi ha suscitato l’interesse e l’attenzione di noi “pentastellati”. Chiaramente non immune da problematiche sociali e da carenze strutturali, il quartiere Marconi presenta una realtà che merita un’attenzione particolare da parte nostra e di tutti i cittadini baresi. Da anni è presente sul territorio “l’Associazione dei Residenti di San Cataldo”, composta da cittadini residenti, professionisti, imprenditori, insegnanti, che, con molto sacrificio, sono riusciti a costituire un gruppo impegnato, attivo e sensibile verso la tutela del quartiere, del patrimonio storico culturale e delle problematiche sociali, in grado di coinvolgere l’intera popolazione. L’associazione è impegnata costantemente nella cura della zona, piantando fiori in spazi verdi abbandonati con la collaborazione dei giovani e dei ragazzi, ed ha ottenuto la bonifica di una piccola spiaggia nei pressi della Fiera. Inoltre, incoraggia e promuove la ricerca storica relativa all’Istituto Marconi, combatte la piccola delinquenza presente sul territorio sostituendo il dialogo alla repressione. E ancora, conduce, ottenendo risultati entusiasmanti, battaglie contro il gioco d’azzardo e le slot machine. Sono queste le belle realtà, dalle quali dobbiamo comprendere quanto la partecipazione alla vita sociale e politica di una città, possa partire dai semplici cittadini, senza più dover delegare nessuno. E’ da ammirare l’iniziativa intrapresa da questa associazione nell’incontrare singolarmente i candidati sindaco della nostra città, per confrontarsi in maniera diretta e per capire quali siano le loro idee e proposte per lo sviluppo e la crescita di quartieri periferici come il Marconi. Iniziativa che vedrà impegnato, e disponibile ad uno schietto dialogo, anche il nostro portavoce candidato sindaco Vincenzo Madetti. “Noi del M5S di Bari – dichiara Vincenzo Madetti, candidato Sindaco M5S Bari –, riteniamo che l’impegno dei cittadini e dell’associazionismo non possa e non debba rimanere isolato e distante da chi ha il dovere di occuparsi dei problemi della gente. La gestione di una città e gli impegni di una amministrazione verso i propri cittadini devono essere sempre costanti e tempestivi, non solo quando la gravità o l’urgenza lo richiedono. Peraltro – continua il portavoce 5 Stelle –, sono presenti diversi edifici completamente abbandonati e a rischio crollo, sia di proprietà comunale sia privata, che con il tempo diventano ricettacoli di detriti e rifiuti, che se concessi all’Associazione e, perché no, anche con la collaborazione di altre associazioni, potrebbero diventare spazi di aggregazione sociale e di interesse giovanile. Ampi spazi verdi abbandonati sono stati richiesti per poter creare zone verdi da condurre anche autonomamente, ma non sono stati ancora concessi. Richieste costanti di maggiore vigilanza da parte delle forze dell’ordine o un pattugliamento più assiduo da parte dei vigili urbani sono state avanzate, ma rimaste inascoltate. E ancora, se si pensa alla struttura completamente abbandonata, che ospitava tempo fa l’ospedale per i bambini, si noterà facilmente l’assenza di centri medici e di assistenza sanitaria nel quartiere.” I componenti dell’Associazione e tutti gli abitanti del quartiere sognano ad occhi aperti, pensando a come potrebbe trasformarsi la zona, se tutti questi spazi venissero utilizzati a fini sociali e indirizzati verso prospettive migliori. Un po’ come sognano tutti i cittadini di Bari, pensando ai tanti spazi abbandonati della nostra città. Con l’arrivo della stagione estiva, il quartiere si popolerà di molti baresi che per sfuggire alla calura estiva si riverseranno sulla costa come sempre. E come sempre sporcizia e rifiuti riempiranno le loro strade con l’aumento dei problemi di carattere igienico sanitario, vista la già evidenziata crescita della popolazione di ratti e di insetti. L’aumento dei visitatori notturni creerà problemi di parcheggio e di delinquenza minorile dedita a furti e rapine. Se è vero allora, che i cittadini hanno il dovere di attivarsi e di partecipare alla vita politica e sociale del proprio quartiere, l’amministrazione futura di questa città non potrà non intervenire per tutelare, con misure appropriate, i residenti. Il M5S rivolge la propria attenzione a questa zona trascurata di Bari, con quello stesso impegno che desidera avere per tutti i quartieri della nostra città, con la medesima dedizione secondo cui nessuno deve rimanere indietro. La volontà dei 5 Stelle di Bari, e del proprio candidato Sindaco, Vincenzo Madetti, è quella di salvaguardare la città di Bari e renderla vivibile ovunque, specialmente in quelle periferie che necessitano di una maggiore attenzione: “Non costruiremo opere faraoniche – conclude il portavoce –, ma il nostro lavoro sarà di collaborare costantemente con tutte le realtà territoriali, riconoscendone la loro validità e la loro importanza nella gestione della nostra amata città”.





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