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Caso Moro. Un concorso di idee per la collocazione della famigerata R4 rossa

La R4 rossa. (foto Cucchiarelli-Ansa) ndr.

di Nico Baratta - Redazione di Foggia

ROMA, 21 MAR. - È un documento depositato da poco, presso la Presidenza del Governo dalla Commissione parlamentare che sta indagando sul Caso Moro, quello sottoscritto da ben 11 Onorevoli della Repubblica Italiana che chiedono che la famigerata Renault 4 rossa dove fu rinvenuto il corpo inerme del Presidente della DC Aldo Moro, diventi il simbolo alla lotta alla violenza terroristica.
L’impegno chiesto al Governo è atto a favorire iniziative volte alla conoscenza e alla memoria degli anni di piombo. Difatti gli Onorevoli Irene Manzi, Gero Grassi, Roberto Rampi, Anna Ascani, Luisa Bossa, Mara Carocci, Manuela Ghizzoni, Grazia Rocchi, Simona Malpezzi, Camilla Sgambato, Matteo Richetti, hanno depositato un documento dove chiedono che nell'attuazione e realizzazione di specifici percorsi della memoria a ciò dedicati, si preveda di utilizzare la Renault 4 rossa come simbolo della lotta alla violenza terroristica e monito contro l'uso della violenza per fini politici. Nel documento è previsto l’attuazione di un concorso di idee da tenersi entro il settembre 2016, anno della nascita di Aldo Moro, per individuare il modo migliore per collocare in via Caetani la Renault 4 rossa. L’idea, naturalmente, avrà tutte le modalità e le forme artistiche idonee a renderne il valore, la simbolicità e la drammaticità, secondo le più innovative forme di costruzione della memoria, anche attraverso i veicoli emotivi che l'arte sa attivare. Il progetto, se andrà in porto,  rientrerebbe nell'ambito delle iniziative del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, volte alla conoscenza e alla memoria degli anni di piombo.
Tra le premesse presentate nel documento dalla VII Commissione parlamentare, quella che sta alacremente lavorando far luce sul Caso Moro, si legge che “Il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro hanno rappresentato uno degli eventi più tragici della storia d’Italia. La giornata del 9 maggio è stata scelta come Giornata del ricordo delle vittime del terrorismo, con legge 4 maggio 2007 n. 56, per il valore simbolico e universale che l'omicidio di Aldo Moro ha rappresentato. Su quel tragico evento continua il lavoro di indagine ad opera della magistratura e delle commissioni parlamentari - come confermato dalla recente istituzione, con legge 30 maggio 2014 n. 82, di una commissione bicamerale di inchiesta per indagare e giungere in via definitiva, alla ricostruzione piena e completa dei fatti e della verità storica e giudiziaria. I 55 giorni del sequestro dell'On. Moro sono impressi, in modo indelebile, nella memoria degli italiani, anche grazie ai racconti televisivi e per immagini, a cominciare da quelle del rapimento in Via Fani, fino al ritrovamento del suo cadavere in Via Caetani. L' immagine del corpo privo di vita dell'On. Moro, rannicchiato all'interno del portabagagli di una Renault 4 rossa, rappresenta una delle istantanee più conosciute e testimonia uno dei momenti più tragici e complessi della storia italiana, che meriterebbe di essere ricordato e conosciuto anche dalle generazioni più giovani. Di quei 55 giorni che hanno cambiato profondamente la storia politica italiana, la Renault 4 rossa resta un simbolo concreto e tangibile. Il proprietario dell'auto, il sig. Filippo Bartoli, dopo aver rifiutato negli anni numerose offerte di acquisto, ha deciso, pochi anni prima di morire, di farne dono allo Stato per il suo alto valore simbolico. Ad oggi l'auto risulta custodita nei depositi del Ministero degli Interni e sarebbe possibile un suo utilizzo di natura culturale. La Renault 4 rossa dovrebbe diventare un simbolo ed un emblema della violenza terroristica in Italia, ricordando agli italiani e, in particolare, alle generazioni più giovani, un momento significativo e drammatico della storia del Paese e le tante vittime cadute negli anni per mano di terroristi”.




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