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Bari. “La Beatitudine” di Fibre Parallele, porta sul palcoscenico dell’Abeliano i drammi dell’umanità

Una immagine dello spettacolo. ( foto M. Caravella)

di Maria Caravella

BARI, 30 GEN. - La storia dell’essere umano è sempre la stessa, un eterno girotondo che coinvolge l’intera umanità. L’alternanza di gioie e sofferenze che accompagnano l’uomo dall’infanzia alla vecchiaia ed il relativo tormento interiore che esse producono diventano protagoniste sul palcoscenico del Teatro Abeliano di Bari , nella performance “La Beatitudine” di Fibre Parallele, regia di Licia Lanera con Mino Decataldo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Riccardo Spagnulo e Lucia Zotti. Nella nostra storia, se storia si può chiamare, sotto la lente di ingrandimento teatrale troviamo una coppia di mezza età incapace di procreare e di un’anziana madre e suo figlio disabile a cui la donna per tutta la vita ha dedicato se stessa. In realtà tutta la piece si regge sull’intrusione di un “mago pastore” che non fa altro che illudere gli uomini, facendo credere loro che la fantasia può risolvere i problemi della realtà. Lo spettacolo pian piano, con i suoi colpi di scena diventa nel concreto la storia che narra le vicissitudini di un unico essere umano nelle diverse fasi della sua esistenza, dalla nascita, alla prima infanzia, all’età adulta ed infine alla vecchiaia. Il dramma si consuma su un palcoscenico dallo spazio nero unificato, sapientemente illuminato dall’effetto luci di Vincent Longuemare, su cui si esaurisce la giostra della vita. Qui i personaggi si incontrano, si amano e si odiano e all’occorrenza si massacrano senza pietà. Si tratta di una drammaturgia in stretta relazione con la contemporaneità, l’espressione di una società che non fa sconti, spesso crudele e spietata verso chi vive dei drammi da cui non può sottrarsi . Una storia in bilico tra reale e irreale, tra tangibile e immaginario, tra materia e pensiero. Corrosive fotografie di piccoli inferni quotidiani, a dominare è il linguaggio corporeo, aberrazioni e sofferenze che potrebbero nascondersi dietro la porta accanto alla nostra. Si tratta di un’ottima dimostrazione del processo compositivo di Fibre Parallele, che include drammaturgia, regia e originale contributo attoriale.







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