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Capitanata. Le ultime operazioni delle Forze dell'Ordine

Auto delle FF.OO. (foto web) ndr.
di Redazione

FOGGIA, 09 AGO. (Com. St.) -  Di seguito si riportano le ultime operazioni svolte dalla FF.OO. della provincia di Foggia.

CERIGNOLA: CONTROLLI DEI CARABINIERI NEL BASSO TAVOLIERE. IL BILANCIO E’ DI CINQUE PERSONE ARRESTATE.
Continuano senza soluzione di continuità i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Cerignola che, in tutto il territorio di competenza, nel corso di una serie di servizi tesi a garantire sicurezza ai cittadini rimasti presso le proprie case, hanno tratto in arresto cinque persone, in altrettante operazioni di servizio, tre delle quali nella flagranza del reato e due in esecuzione di specifici provvedimenti del Giudice.
A Cerignola i militari dell’Aliquota Radiomobile del NORM hanno tratto in arresto FRASCA MICHELE, cl. '88, pregiudicato cerignolano. I Carabinieri erano intervenuti a casa sua su richiesta dei genitori, stanchi delle sue continue vessazioni al fine di ottenere del denaro. I militari hanno così accertato che era ormai da molto tempo che l’uomo esercitava violenza fisica e psicologica nei loro confronti, da ultimo pochi minuti prima della loro richiesta di intervento, quando l’uomo, era arrivato a minacciarli per 5 euro. Il FRASCA è quindi stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia ed estorsione continuata e, su disposizione del P.M. di turno, è stato rinchiuso nel carcere di Foggia.
Ancora per maltrattamenti in famiglia, questa volta a Stornarella, è stato arrestato dai Carabinieri della locale Stazione INTENZA PASQUALE, cl. '79, pregiudicato del posto. In questo caso, a subire le continue minacce e le aggressioni verbali e fisiche dell’uomo era la moglie che, spaventata dal comportamento sempre più violento del marito, si è finalmente decisa a chiedere aiuto al 112. Intervenuta una pattuglia della Stazione di Stornarella, a causa dell’atteggiamento pericoloso dell’uomo si è trovata costretta a chiedere il supporto di un altro equipaggio dell'Aliquota Radiomobile di Cerignola. Accertati molti precedenti episodi di angherie nei confronti della moglie, l’uomo è stato ammanettato e, anche in questo caso, su disposizione del magistrato è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Foggia.
A Stornara, invece, i militari della locale Stazione hanno nuovamente tratto in arresto per evasione DIBARTOLOMEO MARCO, cl. '80, pregiudicato del posto. L’uomo, sorpreso per la seconda volta all’esterno della propria abitazione dove sarebbe dovuto restare in regime di detenzione domiciliare, questa volta è stato rinchiuso nel carcere di Foggia.
Due ordini di carcerazione, infine, eseguiti dai Carabinieri delle competenti Stazioni a Cerignola e Trinitapoli. Si tratta rispettivamente di LUPANO ALEX, cl. '83, e FRANCO FRANCESCO, cl. '79, entrambi pregiudicati. Il primo sconterà in regime di detenzione domiciliare la pena residua di un anno e sette mesi per reati in materia di sostanze stupefacenti, il secondo, invece, sconterà presso la Casa Circondariale di Foggia la pena residua di un anno e cinque mesi per una rapina commessa negli anni passati.

VIESTE: POLIZIA DI STATO ARRESTA TRE VIESTANI PER DETENZIONE DI   DUE CHILI DI MARIJUANA
In Vieste nella tarda serata di ieri Agenti della Polizia del Team di investigatori, denominato “Gruppo investigativo Gargano”, composto da personale della Squadra Mobile della Questura di Foggia, coadiuvato da personale della Sottosezione di Polizia Stradale di Vieste e del Reparto Prevenzione Crimine Puglia Settentrionale di San Severo, hanno arrestato STRAMACCHIA GIUSEPPE, classe 86’, ROMANO FEDELE, classe 85’, e HDIOUECH CHRISTIAN, classe 91’, pregiudicati, vicini al clan “PERNA”, imperante a Vieste, in quanto colti nella flagranza del reato di detenzione di ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
Più nel dettaglio, nell’ambito di un servizio di prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti nel Comune di Vieste, personale del “Gruppo investigativo  Gargano” ha effettuato una serie di controlli in alcune zone rurali della cittadina garganica.
Durante la perlustrazione di alcuni casolari siti in località Defensola e località Carabella gli operatori di Polizia procedevano al controllo di un furgone modello Fiat  Ducato. Tale attività consentiva di identificare i tre soggetti sopra citati, ritenuti intranei al sodalizio criminale capeggiato dal noto pregiudicato viestano PERNA Girolamo, impegnato nella sanguinosa faida con lo schieramento avverso capeggiato da RADUANO Marco.
Il minuzioso controllo degli operatori di Polizia, quindi, consentiva di rinvenire, debitamente occultato all’interno del mezzo, un borsone in tela contenente una busta di plastica, con impressa la lettera “C.”, del peso di kg. 2 di sostanza stupefacente del tipo marijuana, oltre ad un bilancino elettronico e materiale utile per il confezionamento.
Al termine delle formalità di rito, stante la flagranza del reato di detenzione di ingente quantitativo di sostanza stupefacente (ossia kg. 2 di marijuana), Stramacchia Giuseppe, Romano Fedele e Hdiouech Christian sono stati condotti presso la Casa Circondariale di San Severo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Sono in corso accertamenti volti ad individuare il canale di approvvigionamento della sostanza stupefacente caratterizzato dalla presenza di un vero e proprio marchio.

MANFREDONIA: DOPO AVER AVUTO UNA LITE AGGREDISCE I CARABINIERI INTERVENUTI PER SEDARLA. ARRESTATO UN PREGIUDICATO FOGGIANO E UN SUO COGNATO, CHE CON ALTRI PARENTI AVEVA VIOLENTEMENTE TENTATO DI SOTTRARLO ALL'ARRESTO.
I Carabinieri della Compagnia di Manfredonia hanno tratto in arresto il 25enne DI CANIO Fabio e il 38enne PATETE Saverio, entrambi censurati di Foggia, resisi responsabili di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale in concorso.
Nella scorsa tarda serata, su segnalazione della Centrale Operativa della Compagnia di Manfredonia, una pattuglia in servizio di prevenzione della Stazione Carabinieri di Zapponeta, è intervenuta presso un Residence in località Scalo dei Saraceni, dove era stata segnalata una lite tra vicini. Giunti sul posto, i Carabinieri si sono trovati di fronte ad un folto gruppo di persone, circa una cinquantina, sia uomini che donne, di diverse età, che discutevano animatamente tra di loro, avvicinandosi quindi per capire cosa fosse accaduto. I militari hanno così appreso che poco prima vi era stato un diverbio, scaturito per futili motivi, al culmine del quale un ragazzo era stato malmenato da alcuni individui, che erano poi entrati in una palazzina lì vicino. Mentre veniva spiegato l’accaduto, dalla palazzina indicata è sopraggiunto un ragazzo, successivamente identificata in DI CANIO Fabio, che subito alcuni presenti indicavano ai militari come l’autore del pestaggio da cui aveva avuto origine l’intervento. I militari hanno quindi immediatamente chiesto i documenti all’uomo per poterlo generalizzare, richiesta alla quale lo stesso, per più volte, si è opposto, voltandosi di spalle e cercando di raggiungere nuovamente la propria abitazione. Al terzo tentativo, al fine di evitare che DI CANIO si dileguasse, un militare ha invano cercato di trattenerlo per un braccio, intimando nuovamente l’esibizione dei documenti di riconoscimento, ma questi, con improvvisa irruenza, si è voltato di scatto respingendo con forza il Carabiniere, facendogli anche perdere l'equilibrio. Approfittando del momento di favore, il giovane è quindi riuscito a ritornare nella palazzina, inseguito però dal militare. A questo punto, visto il degenerare della situazione, che nel contempo aveva attirato anche un altro folto numero di curiosi, è stata fatta intervenire una seconda pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Manfredonia il cui equipaggio, unitamente ai primi colleghi intervenuti, ha raggiunto il terrazzo dal quale il DI CANIO stava tentando la fuga. Così raggiunto, l'esagitato ha preso a dimenarsi con le braccia, nel tentativo di liberarsi, colpendo ripetutamente i Carabinieri. Bloccatolo, i Carabinieri, nel riportarlo all'esterno, i Carabinieri sono stati raggiunti al portone d’ingresso del palazzo da altri sei o sette giovani, parenti dell’uomo, che si sono fisicamente opposti al loro passaggio, circondandoli e trattenendoli. Nella circostanza un Carabiniere è stato afferrato al collo da PATETE Saverio, cognato del primo, che, al termine di una colluttazione con il militare, è stato anch'egli bloccato e immobilizzato. Il DI CANIO e il PATETE Saverio sono quindi stati portati al Comando della Compagnia di Manfredonia.
Al termine delle formalità quindi, per i due uomini, già gravati da precedenti penali, sono scattati l’arresto per concorso in resistenza e lesioni personali dolose a Pubblico Ufficiale, e la successiva traduzione presso il carcere di Foggia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
I due Carabinieri aggrediti, invece, sono stati accompagnati presso il locale Pronto Soccorso dove, medicati, sono entrambi stati giudicati guaribili in cinque giorni.

FOGGIA: POLIZIA DI STATO ARRESTA IN FLAGRANZA UN GIOVANE FOGGIANO
Nella giornata del 6 agosto scorso, Agenti della Polizia di Stato del Reparto Prevenzione Crimine di Siderno e del Reparto Volanti della Questura di Foggia  hanno tratto in arresto un giovane  P. S. P. di anni 18,  per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Gli Agenti, nel corso del servizio di controllo del territorio, transitavano in Via Luigi Zuppetta, ove vi erano due ragazzi i quali, alla vista della volante, acceleravano il passo, facendo insospettire gli operatori che avevano qualcosa da nascondere.
Immediatamente i poliziotti procedevano al controllo degli stessi.
Effettivamente, uno dei due ragazzi all’interno del marsupio aveva undici bustine di cellophane trasparenti, contenenti  marijuana per un peso complessivo di 13 gr. circa; una bustina contenenti semi di piantine presumibilmente di marijuana e
un oggetto metallico utilizzato per lo sminuzzamento dello stupefacente.
Tutto il materiale rinvenuto, oltre a 100.00 euro trovati in seguito alla perquisizione personale, venivano sequestrati.
La perquisizione estesa presso l’abitazione del predetto consentiva di rinvenire un bilancino elettronico ed uno manuale.
Il giovane incensurato, dopo le formalità di rito, veniva sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.
Il giorno seguente in seguito al giudizio per direttissima, dopo la convalida dell’arresto veniva rimesso in libertà.



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