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A Mattinata [VIDEO] lo Stato sequestra azienda in odore di mafia. Con l’ex art 34 del Codice Antimafia sigilli ad azienda di noto boss locale

Durante le operazioni di sequestro (fotogramma PS) ndr.
di Redazione

MATTINATA (FG), 23 MAG. (Com. St.) - La misura cautelare riguarda la titolare della ditta Marisa Di Gioia, classe ’86, moglie del cosiddetto “Baffino”, noto pluripregiudicato mattinatese al secolo Antonio Quitadamo.
 

Di seguito la nota stampa della Questura di Foggia
Nell'ambito di specifica attività volta al contrasto della criminalità organizzata di tipo economico, Agenti della Polizia di Stato della Divisione Anticrimine-Ufficio Misure di Prevenzione, della Questura di Foggia, coadiuvati dagli operatori del Reparto Prevenzione Crimine di San Severo, nelle prime ore di questa mattina hanno dato  esecuzione alla misura di prevenzione della “AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA DEI BENI CONNESSI AD ATTIVITA’ ECONOMICA”, a carico di una azienda di allevamento di bovini e bufalini del gargano, ubicata nel Comune di Mattinata.
La misura per la durata di anni 1 (uno) è stata disposta dal Tribunale di Bari–Sezione Misure di Prevenzione, diretta dalla Dr.ssa Giulia Romanazzi,   su proposta del Questore di Foggia,  che,  a seguito di specifica attività di indagine avviata sul conto del titolare dell’ impresa, ha richiesto l’applicazione a carico della ditta  della misura di prevenzione  disciplinata dall’art. 34, comma 2, Decreto Legislativo  159/2011, rubricato “L’Amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche e delle aziende”, la cui specifica finalità è quella di contrastare ed espungere dal sistema economico (lecito), attraverso il controllo del giudice della prevenzione sulle attività d’impresa, le manifestazioni della pericolosità sociale dei sodalizi di matrice mafiosa o di soggetti indagati per gravi reati, manifestati attraverso il c.d. “contributo agevolatore”.

Le notizie e le informazioni raccolte dalla Divisione Anticrimine-Ufficio misure di Prevenzione della Questura di Foggia sul conto della titolare della azienda, relative al contesto familiare ed ambientale in cui la stessa opera, hanno consentito di ritenere questa “non terza” rispetto alla realizzazione di interessi criminali e, dunque, in posizione di contiguità con le attività mafiose del coniuge e del clan di riferimento.
Difatti, la titolare della ditta M.D., classe  ’86, è moglie di un noto pluripregiudicato mattinatese A.Q., già destinatario delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno  e del sequestro anticipato di beni eseguito nel decorso mese di febbraio, elemento di spicco della criminalità organizzata garganica, contiguo al clan mafioso “Romito”, operante nell’area di mattinata, comune recentemente sciolto ex art. 143 T.U.E.L. per accertate forme di condizionamento operate dalla criminalità’ organizzata ed attualmente amministrato dalla commissione straordinaria, nominata dal Prefetto di Foggia a seguito di deliberazione del Consiglio dei Ministri.
Il quadro indiziario raccolto  a carico della stessa azienda, già destinataria di interdittiva antimafia emessa dal Prefetto di Foggia, ha consentito di ottenere  la misura dal Tribunale di Bari  che ha ritenuto  concreto ed attuale il rischio che l'attività d'impresa possa agevolare  le azioni criminali del
coniuge o esserne in qualche modo condizionata e che ha disposto, pertanto,  ai sensi dell’art. 34, comma 2, del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159  l’amministrazione giudiziaria dei beni utilizzati, direttamente o indirettamente, per lo svolgimento della predetta attività imprenditoriale.

La misura di cui in oggetto è parte integrante del progetto che ha portato al conseguimento da parte della Questura di Foggia dei seguenti complessivi risultati nell’ultimo anno: nr. 2 confische patrimoniali, per un valore di euro 1.400.000 circa, nr. 4 sequestri patrimoniali, per un valore di oltre 4.000.000 (quattro milioni)  di euro , nr. 3 proposte di misure di prevenzione patrimoniali con sequestro, per un valore di circa 5.000.000 euro, depositate da tempo in Tribunale ed in via di definizione,  nr. 2 indagini patrimoniali richieste dal Questore alla Guardia di Finanza, per un valore di oltre 4.000.000 euro, nr. 1 accertamenti in corso per applicazione della misura di prevenzione prevista dall’art.34 codice antimafia.
L’odierna misura di prevenzione, la cui esecuzione risulta essere una assoluta novità per questa provincia, si va ad inserire nel solco della già riferita  azione sinergica e di sistema in atto di tutte le componenti dello Stato, basata su strumenti normativi ben precisi applicati in modo coordinato, intesa a  dare corpo a un risanamento non solo della macchina amministrativa, ma anche di quelle situazioni che rappresentavano la chiara manifestazione di un controllo da parte di soggetti ritenuti contigui a realtà criminali.
Anche su questo nuovo fronte, l’impegno della Questura di Foggia sarà massimo ed il monitoraggio delle aziende della provincia costante, col fine precipuo di tutelare la sicurezza pubblica nella sua declinazione di libero e corretto esercizio di attività imprenditoriali.



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