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Mostre. All’Ombra dell’Ulivo: i fiori di Vincenzo Catalano

La locandina. (foto com.) ndr.
A Giovinazzo dal 18 al 28 maggio


di Antonella Daloisio

BARI, 15 MAG. - Scatti d’autore. Sono i fiori di Vincenzo Catalano visti da una unica prospettiva: all’ombra di un ulivo. Emblema della nostra terra, quanto lo è la luce del sole di Puglia sulla pietra bianca. Tronchi senza tempo, rugosi come i volti dei nostri pescatori scuriti dal sole, forti come le mani nodose di chi conosce il lavoro e la fatica. Ma tra gli ulivi ci sono di mezzo i fiori. Quelli che nascono spontanei, lontani dai giardini, nei prati fuori città, tra muretti a secco, campagne verdi e sassi. Un percorso, ma al tempo stesso un messaggio, attraverso colori e suggestioni, è la mostra di Vincenzo Catalano, “All’ombra dell’Ulivo”, organizzata a Giovinazzo dalla Associazione Culturaly nell’ambito dell’iniziativa Giardini Fioriti. Il vernissage, introdotto da Antonella Daloiso, giornalista è in programma il 18 all’Hotel San Martin nel centro storico. Un reportage fotografico nel quale protagonista è il colore, ma anche la meraviglia, l’ombra di una nuvola, la prorompente vitalità della natura agli albori della primavera o durante l’estate assolata solo come quella pugliese può essere. Uno sguardo lontano, una messa a fuoco, una immagine catturata in un soffio, un miracolo in un attimo. All’ombra di un ulivo. Dal non colore - il bianco – carico di sensi, alla sfrontatezza del rosso, al giallo, passando per il viola, i fiori di Catalano scandiscono gli effetti emozionali e spirituali della vita. E non potrebbe essere diversamente visto che il colore non è un fenomeno soltanto fisico ma è il risultato di un equilibrio molto sottile da rintracciare nell’inconscio e nel linguaggio simbolico. D'altronde, i fiori hanno una influenza misteriosa sui sentimenti al pari della musica. Hanno un fascino particolare e una forza imperscrutabile, piccoli nelle dimensioni e grandi nella loro armonica bellezza. Gli scatti di Vincenzo Catalano, vere e proprie opere d’arte, nelle quali è sempre primavera, si fondono con il giallo felice delle margherite che infondono serenità o con quello del girasole –per dirla con Montale - “impazzito di luce”, quasi a cercare di carpire il segreto del sole alla ricerca dell’infinito. O ancora, col rosso sfrontato di un papavero, spuntato prepotentemente tra i muretti a secco, con l’odore di terra bagnata dopo la pioggia di un prato fiorito o con le nuvole all’orizzonte e il sole che si staglia nel cielo. E poi, il viola delle Aster, quel colore di mezzo dai forti cromatismi, fascinose e ammalianti a contrasto con l’eleganza dei fiori bianchi austeri e dominanti. Trascrizione del tempo che offre eternità, verità profonda che infonde forza interiore e un linguaggio di arcobaleni, quasi confidenti della natura. Il reportage di Catalano porta avanti un dialogo attraverso le sfumature armoniche dei colori, sino a pizzicare le corde del cuore, emozionando. La mostra resterà aperta sino a martedì 28 maggio.



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