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Libri. Non svegliate don Eupremio il giallo noir di Vito Introna - Venerdì 31 gennaio alla libreria Quintiliano

La copertina del libro. (foto com) ndr.
Omicidi, suspence, intrighi e uomini d’onore

di Antonella Daloisio

BARI, 29 GEN. - Venerdì 31 gennaio, alle 18,30 alla libreria Quintiliano sarà presentato il romanzo di Vito Introna “Non svegliate Don Eupremio”, un giallo/noir che ci porta in un angolo di Puglia, nelle campagne tra Fasano e Savelletri, e a tratti anche a Roma. 
Con un linguaggio fluido e descrittivo racconta un microcosmo con le sue regole e con le sue leggi non sempre ortodosse, ma che, pur sempre, rispondono a un codice d’onore. Il corpo di una ragazzina, scomparsa tempo prima, ritrovato in un pozzo e poi molti altri corpi di altrettante bambine sparite da anni. Tutte con un comune denominatore: figlie di immigrati o povera gente. Ad indagare, il maresciallo Alfonso Guarna, vedovo inconsolabile e uomo dalla forte personalità, risoluto e volitivo. Teatro della scena il territorio di Fasano proprietà di un mafioso novantenne, don Eupremio Amoruso, condannato all’ergastolo e agli arresti domiciliari. In parallelo, a Roma, tre manager laureati in legge, nella multinazionale dell’informatica Spire spa, attendono con ansia l’ennesimo piano industriale che probabilmente li priverà del posto di lavoro. Questo è molto altro ancora è “Non svegliate Don Eupremio”, Bertoni Editore, pp.gg. 374, ultimo romanzo di Vito Introna, avvocato e scrittore, fresco fresco di stampa. 

A dialogante con l’autore, Antonella Daloiso, giornalista e Cristina Scorcia, blogger e nota per il suo salotto letterario “La terrazza di Cristallina”. L’attrice cinematografica Celeste Francavilla leggerà alcuni brani tratti dal romanzo. Personaggi che si intrecciano con i loro vissuti; si intersecano, a volte si sfiorano soltanto, con una prosa descrittiva, ma sempre intensa e immediata. Su tutti, la figura centrale, quella di Don Eupremio, un vecchio boss con un passato criminale di tutto rispetto, ma pure con un imperativo categorico: i bambini non si toccano. Una sorta di re indiscusso della mafia locale, legato più ai vecchi retaggi di Cosa Nostra che alla SCU brindisina che in più di una occasione a bambini innocenti ha strappato il futuro. Ma, Don Eupremio è diverso. Un uomo d’onore all’antica che sa mantenere i rapporti con il territorio, che non uccide donne e bambini e non esita a collaborare con le forze dell’ordine nella affannosa ricerca di questo assassino seriale. Una sorta di catarsi per don Eupremio, che ribadisce: “nessuno sulle mie terre può permettersi di uccidere bambini”. E le sue terre hanno il sapore delle contraddizioni della nostra Puglia: di una bellezza prorompente, ma aspra e dura come le mani nodose dei contadini. 

Una specie di Arcadia, la dimora di Don Eupremio dove ancora le fanciulle pigiano l’uva con i piedi a suon di canti dialettali. Un giallo investigativo e, al tempo stesso, uno strumento dal forte valore antropologico e culturale, che ci lascia con il fiato sospeso sino alla fine. Cosa accade se si sveglia Don Eupremio? I personaggi del racconto hanno peculiarità e vissuti differenti tra loro a cominciare dal maresciallo Guarna, molto diverso rispetto ai suoi colleghi e che, a causa degli scarsi mezzi investigativi dell’Arma, porta avanti una indagine più da detective privato che da carabiniere; una ricerca del colpevole un po’ fuori dai ranghi, supportata da indizi, intuizioni, logiche deduzioni, collaborazioni singolari. Vito Introna rende vivi i suoi personaggi, delineandoli con cura. Attraverso le loro attività ne conosciamo le vite, i limiti e le miserie, ma anche i timori, le speranze, persino le rassegnazioni. Mentre in modo discreto, ma incisivo, non mancano riferimenti alle problematiche sociali legate al periodo di crisi che sta vivendo il comparto industriale e l’economia italiana. Un giallo investigativo non esente da riflessioni, specchio senza veli della società odierna.



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