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Randagismo in Puglia. Abrogata la legge del 1995. Le nuove norme applicate dal Consiglio regionale e i commenti di parte e controparte

Randagismo (foto web) ndr.
di Redazione

BARI, 29 GEN. (Com. St.) - Il Consiglio regionale, dopo quattro ore di discussione, 35 emendamenti (la maggior parte dei quali del Governo) ha approvato con un solo astenuto il disegno di legge contenente norme sul controllo del randagismo, dell’anagrafe canina e la protezione degli animali di affezione, con la contestuale abrogazione della legge regionale numero 12 del 1995, sempre inerente la tutela degli animali di affezione e di prevenzione del randagismo.
Il testo normativo scaturisce in conseguenza della sempre più incalzante esigenza, avvertita su tutto il territorio pugliese, di superare il contenuto normativo della legge regionale vigente e risalente al 1995, tenendo presente che le altre regioni hanno già da tempo introdotto nuovi modelli, nel solco di un approccio culturale che punta al benessere animale.
Il nuovo testo, inoltre, si adegua ai recenti interventi normativi nazionali, recepisce quelli comunitari che allargano le missioni di intervento normativo ben oltre i precedenti confini legislativi nazionali, ampliando gli ambiti di azione a tutte le specie animali contenute nei regolamenti comunitari.
Recepisce anche le più recenti sentenze della Corte Costituzionale in particolare quella che nel 2016 ha dichiarato l’illegittimità della legge regionale vigente, la 12/1995 nella parte in cui impedisce ai privati di ottenere la concessione per canili e gattai.
Vengono definite le competenze della Regione, dei Comuni ai fini del risanamento o costruzione dei canili sanitari. Sono stabiliti i requisiti delle strutture di ricovero e gli obblighi dei gestori nella conduzione di queste strutture.  Sono normati l’affido e l’adozione, la rinuncia e l’eutanasia, il recupero dei cani randagi, la protezione dei gatti, le competenze delle Asl e le prestazioni sanitarie.
È istituita l’anagrafe degli animali d’affezione e da parte della Regione e delle Asl è prevista la promozione della conoscenza e la diffusione dei metodi per il controllo della riproduzione degli animali.
Sarà istituita una Commissione regionale che avrà il compito di coordinatore, sovrintendere e controllare gli interventi necessari all’attuazione della legge. Le attività delle associazioni per la protezione degli animali iscritte all’Albo regionale, non dovranno avere fini di lucro.
È regolamentata l’esposizione e la vendita di cani e gatti, così come l’addestramento e l’educazione. Viene tutelato il benessere di questi animali, consentendo il libero accesso ai giardini, parchi, luoghi pubblici, esercizi commerciali e sui mezzi di trasporto pubblico. Alla vigilanza sull’osservanza delle disposizioni contenute nel testo di legge sono preposto gli organi di vigilanza.
Per il presidente Emiliano si tratta di una legge qualificante che punta alla riduzione della spesa pubblica ed al benessere degli animali di affezione.
Per l’opposizione di centrodestra si tratta invece del “solito contenitore vuoto, una legge di principi, molti dei quali già contenuti nelle leggi dello Stato, ma soprattutto, così come recita la norma finanziaria, non sono previsti oneri a carico della Regione, ma scarica tutto sui Comuni e sulle Asl”.

Randagismo, Zullo: “Una legge stravolta da Emiliano per strizzare l’occhio ad alcune associazioni animaliste e ai 5 Stelle”
Nota del capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo.
“La premessa è doverosa: l’opera dei volontari in qualunque settore è sempre encomiabile, le associazioni che si occupano dei cani randagi fanno un lavoro straordinario.
Ma la legge che oggi il Consiglio regionale ha approvato non è nell’interesse della Puglia tutta, sia dei cittadini sia degli animali, ma risente della perenne campagna elettorale del presidente Michele Emiliano, che nel tentativo di strizzare l’occhio alle associazioni animaliste e ai 5stelle ha presentato emendamenti che stravolgono l’obiettivo iniziale della legge che si proponeva di dare una mano ai Comuni che si trovano in trincea ad affrontare il problema del randagismo. Come? Ampliando o costruendo nuovi canili, che chiaramente aprono a nuove realtà senza nulla togliere a chi opera da anni in questo settore e che deve continuare a farlo.
Oggi invece abbiamo assistito alla fiera della vanità e delle ovvietà tutto infarcito di demagogia pseudo animalista. Emiliano ammette in Aula che questa legge l’ha concordata con le associazioni ambientaliste. Bene, lo faremo sapere a quelle mamme che vivono in quelle periferie con l’incubo di branchi cani randagi che spaventano i loro bambini, lo faremo sapere ai quegli amanti della natura che temono di fare passeggiate nei boschi perché popolati di cani randagi in cerca di cibo, lo faremo sapere ai fungaioli, ai cacciatori che si sono ritrovati faccia a faccia con un cane in cattività e quindi infuriato… lo faremo sapere e chiederemo loro di avere qualche mese di pazienza. Tanto manca poco al ritorno del buon governo del centrodestra”.

Randagismo, Pellegrino: “Orgoglioso di una legge che tutela animali e che dirime vecchie storture normative. Ora regole certe su gestione, sterilizzazione e contenziosi”
“Un provvedimento altamente qualificante per l’intera legislatura e che abbraccia a 360 gradi il benessere degli animali domestici elevandone la dignità”.
Esprime piena soddisfazione il consigliere regionale e vice presidente della III Commissione Sanità, Paolo Pellegrino, commentando il via libera dal Consiglio regionale al disegno di legge sul contrasto al randagismo.
“Un disegno di legge – spiega Pellegrino – che ha recepito diversi spunti della mia proposta di legge, già presentata circa tre anni fa, nel 2017. Qualcuno alla vigilia riteneva che questo fosse un articolato troppo complesso e invece, a mio avviso, dirime una volta per tutte le difficoltà incontrate con la precedente legge e ne completa la valenza dando ampio respiro al tema del benessere dell’animale domestico, oltre che dell’animale randagio.
La precedente norma infatti era caratterizzata ad esempio da una mancata demarcazione delle competenze in materia di prevenzione del fenomeno e che ha solo determinato contenziosi tra Comuni e Asl sui danni riferibili alla presenza dei randagi. Ora invece dettiamo regole ben precise sia per i Comuni e sia per le Asl. Inoltre viene regolamentata con precisione la capienza dei canili sino a un massimo di 200 ospiti, confidando che l’offerta di posti di ricovero possa incentivare maggiormente il tema della sterilizzazione e delle adozioni.
Ma non solo. Adeguandoci alla sentenza della Corte Costituzionale si apre di fatto la gestione dei comunali canili alle associazioni e ai privati. E siccome i privati hanno ovviamente scopo di lucro, si correva il rischio che le procedure di affidamento potessero pregiudicare il benessere degli animali. E invece no. Noi con questa legge evitiamo tale rischio stabilendo che l’aggiudicazione della gestione non avverrà in base al ribasso economico di gara (i cui costi fissi infatti li stabilirà la giunta regionale), ma avverrà sulla base di un confronto migliorativo sulla qualità dei servizi offerti”.
“Un altro punto centrale – continua Pellegrino – sono le sterilizzazioni con l’obbligo per le Asl di programmare annualmente un certo numero di sterilizzazioni. In caso contrario scatteranno sanzioni a carico del direttore generale di riferimento”.
“In questa battaglia di civiltà non posso non ringraziare – conclude Pellegrino - tutte le associazioni del volontariato che hanno dato un contributo indispensabile al presidente e assessore alla Sanità, Michele Emiliano, per arrivare a un testo di legge, non solo a carattere meramente organizzativo, ma fondamentale per la tutela del benessere di tutti gli animali domestici, andando oltre la semplicistica dimensione del randagismo”.

Legge sul randagismo. M5S: “Soddisfatti per aver migliorato il testo. La gestione dei canili non deve essere un business”

“Siamo orgogliosi di esserci battuti in aula per l’approvazione degli emendamenti che vanno a sanare le criticità del disegno di legge sul randagismo approvato in commissione. Sono stati soppressi i commi che permettevano di superare il limite di 200 cani in canile o di costruire canili contigui nonchè quelli che consentivano il trasferimento dei cani fuori provincia o fuori regione, dove non avremmo più potuto controllarli. Non potevamo sottovalutare l’allarme lanciato dalle associazioni animaliste, che avevano sottolineato più volte il rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione dei canili. Le mafie, infatti, si avvicinano dove possono fare business e aumentare il numero di animali con costruzioni modulari avrebbe favorito queste infiltrazioni, come accaduto in altre regioni. L’obiettivo primario dev’essere il benessere dei cani e la prevenzione del randagismo”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S  in merito al Ddl “Norme sul controllo del randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali da affezione. Abrogazione della legge regionale 3 aprile 1995, n. 12 ‘Interventi per la tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo”, approvato oggi in Consiglio regionale.
“Ogni anno - continuano Bozzetti e Galante - la Puglia spende 27 milioni di euro per il mantenimento degli animali nei canili. Una cifra nettamente superiore a quella di altre regioni anche più grandi della nostra. Basti pensare che la Sicilia spende 16 milioni, il Lazio 12 milioni, la Lombardia 3,6 milioni, la Campania 21 milioni e la Calabria 15 milioni. Una cifra che invece dovrebbe essere utilizzata per combattere questo fenomeno con la prevenzione, l'educazione e le sterilizzazioni. Abbiamo ottenuto l’approvazione di emendamenti importanti per far sì che i cani non vengano tenuti attaccati ad una catena e con il collare a strozzo; che sia vietata l’adozione a coloro che siano stati condannati in via definitiva per reati di violenza o maltrattamenti ai danni di animali o persone e per la nomina di un referente comunale in materia di prevenzione e lotta al randagismo. Ora auspichiamo che venga emanato al più presto il regolamento attuativo e la legge diventi realmente operativa. Non possiamo rischiare che, come accaduto per la norma precedente, la legge resti solo sulla carta”.

Legge randagismo, Zullo a Romano: “Ma a cosa è servito lavorare più di otto mesi in Commissione? Da Emiliano uno schiaffo!”
Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo, interroga il presidente della Commissione Sanità, Giuseppe Romano, su quello che è accaduto ieri durante il Consiglio regionale
“Dopo quello che è avvenuto ieri durante il Consiglio regionale rivolgo una domanda al presidente della Terza Commissione, Giuseppe Romano, che stimo e reputo politico serio: ritieni che sia il caso di continuare a lavorare in Commissione?
“Per più di otto mesi - insieme ai colleghi di opposizione Giannicola De Leonardis, Luigi Manca, Nicola Marmo, Mario Conca e Marco Galante e quelli di maggioranza Paolo Pellegrino, Giuseppe Longo, Filippo Caracciolo, Michele Mazzarano, Mario Pendinelli e Domenico Santorsola – abbiamo lavorato per ore e ore per affidare al Consiglio regionale un testo sul Randagismo che tenesse conto di tutte le richieste ed esigenze. Abbiamo ascoltato tutti e ribadisco tutti: sindaci, amministratori, associazioni ambientaliste, sindacati e chi più ne ha più ne metta. Tutti coloro che avevano qualcosa da dire sulla materia è stato audito.
Abbiamo litigato e ci siamo confrontati, in mesi e mesi di ascolto e stesura del testo migliore… poi ieri arriviamo in Consiglio regionale e il presidente Michele Emiliano, che mai una volta si è degnato di venire in Commissione per partecipare alla stesura della legge, presenta 32 emendamenti a sua firma (la legge è composta da 34 articoli, per rendere chiara l’idea dell’invadenza) che sconvolgono totalmente il testo uscito dalla Commissione e quindi voluto anche dal centrosinistra. Lo fa e lo fa capire chiaramente per strizzare l’occhio ad alcune associazione ambientaliste, che gli hanno garantito il sostegno elettorale in cambio, e ai grillini, sperando che anche in Puglia così come in Emilia Romagna non votino il loro candidato ma quello del centrosinistra per arginare il centrodestra.
Per questo chiedo al presidente Romano: ma l’atteggiamento di Emiliano non è uno schiaffo alla Commissione che presiedi? Al nostro lavoro, al nostro tempo speso, alle nostre energie per trovare una legge che tentasse davvero di porre un rimedio all’emergenza randagismo?”.

Legge sul randagismo. M5S: “Chi oggi grida allo scandalo non ha mai preso parte ai lavori del tavolo sul randagismo”

“Siamo felici di aver contribuito a stravolgere il testo della legge sul randagismo, contribuendo a eliminare quegli articoli che poco avevano a che fare con la prevenzione del fenomeno, perché ricordiamo che è questo l’obiettivo della norma, e avrebbero invece fatto diventare il randagismo un vero e proprio business. E lo possiamo affermare con orgoglio e cognizione di causa, dal momento che abbiamo preso parte a tutti i tavoli fatti, dapprima per cercare di unire le quattro proposte presentate per la modifica della legge del 1995 e poi per migliorare il ddl della Giunta. A differenza di chi oggi parla di otto mesi di lavoro persi, avendo partecipato sì e no a alla prima riunione di quel tavolo, dove mai si era parlato di superare il limite di 200 cani in canile o di costruire canili contigui o di permettere il trasferimento dei cani fuori provincia o fuori regione. Emendamenti poi apparsi per magia in Commissione, dove avevamo dato battaglia perché venissero bocciati e avevamo annunciato che lo stesso avremmo fatto in Consiglio. Dice bene il consigliere Zullo quando parla di un lavoro di mesi, peccato che lui a quel lavoro non abbia mai preso parte. A meno che non sia dotato di superpoteri che lo rendano invisibile”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del M5S Marco Galante e Gianluca Bozzetti in seguito all’approvazione della legge per la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali d’affezione.
“Gli emendamenti che abbiamo presentato ieri - continuano - in alcuni casi uguali a quelli della Giunta nascono dalle audizioni in Commissione Sanità e in quella per il contrasto alla criminalità organizzata in cui le associazioni animaliste hanno lanciato l’allarme su possibili infiltrazioni della zoomafia se il testo fosse rimasto quello arrivato ieri in Aula, portando a supporto dati precisi e circostanziati. Ma chi oggi grida allo scandalo non poteva saperlo semplicemente perché a quelle audizioni non ha mai preso parte. La sola cosa che ci sta a cuore e per cui ci siamo battuti da inizio legislatura è il bene dei cani e la prevenzione del randagismo. Per questo faremo pressing sulla Giunta affinché verifichi che la norma sia realmente applicata dai Comuni, a differenza della precedente”.



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