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Calimera (LE) Shock. [VIDEO] Medico di base prende a calci suo assistito 87enne

Durante l'aggressione (foto frame video) ndr.
di Redazione

CALIMERA (LE), 03 APR. (fonte adnkronos) - Ha aggredito il proprio assistito, un anziano di 87 anni, schiaffeggiandolo, spintonandolo e infine facendolo cadere a terra dove lo stava scalciando prima che intervenisse provvidenzialmente una signora. I carabinieri della Stazione di Calimera, in provincia di Lecce, hanno deferito in stato di libertà per lesioni personali aggravate il medico di medicina generale che opera nel comune di Calimera, convenzionato con il sistema sanitario regionale che ieri pomeriggio (e non questa mattina, come si era saputo in un primo momento) fuori dal proprio studio in via Palumbo a Calimera avrebbe aggredito l'84enne. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’aggressione è nata a seguito di una lite iniziata per futili motivi tra il medico e il paziente.


"Quello che è accaduto ieri a Calimera" è "di una gravità inaudita. La Asl di Lecce ha messo in campo tutte le iniziative utili per accertare i fatti e sanzionare in maniera categorica l'accaduto". "A tal fine l'Unità...

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- https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/04/03/medico-base-prende-calci-suo-assistito-enne_9jfjoWoMaiNNH610VnEqKJ.html

Anziano di Calimera preso a calci dal suo medico, le dichiarazioni di vicinanza e condanna dei politici della Regione Puglia

Paziente aggredito a Calimera. M5S: “Episodio gravissimo che non può compromettere immagine della categoria. Ai medici va il nostro grazie per il lavoro quotidiano”.
Nota del M5S Puglia in seguito all’aggressione da parte di un medico a un paziente di 85 anni, avvenuta ieri a Calimera.
“Quanto accaduto è gravissimo. Alla vittima dell’aggressione va la nostra solidarietà. Auspichiamo che gli organi competenti facciano presto chiarezza su quanto accaduto e che la Asl prenda gli opportuni provvedimenti al termine dell’indagine interna immediatamente avviata. Per colpa di un singolo episodio e del comportamento violento di una sola persona, non deve però essere compromessa l’immagine di una intera categoria che invece vogliamo ringraziare per il lavoro quotidiano e per quanto sta facendo nella gestione dell’emergenza coronavirus. Professionisti senza i quali il nostro sistema sanitario sarebbe al collasso a cui va la nostra gratitudine e che stanno pagando un prezzo molto alto in termini di vite umane nella guerra contro il Covid -19”.

Invalido Calimera, FdI: “Ferma condanna per l’aggressione da parte del medico”. La solidarietà del gruppo di Fratelli d’Italia all’anziano vittima dell'aggressione.
“Quanto accaduto stamattina in provincia di Lecce, a Calimera, dove un medico ha aggredito un paziente invalido di 87 anni, è increscioso e disumano. Sono scene che mai vorremmo vedere e qualunque sia stato il motivo scatenante, è un fatto da condannare. Oltre alla violenza, si aggiunge il danno all'immagine di una categoria in questo momento messa a dura prova dall'emergenza Coronavirus e dai contesti difficili in cui si trova ad operare. Per questo Fratelli d'Italia condanna fermamente l'accaduto, avendo piena fiducia nella Giustizia. All'anziano vittima dell'aggressione e alla sua famiglia va tutta la nostra vicinanza”.

Aggressione paziente a Calimera, Pellegrino: “Episodio grave che mette a nudo le solitudini delle persone più anziane. La vittima lasciata sola”.
“Condanna senza se e senza ma al medico autore dell’inaudita aggressione di Calimera. Sulla quale mi auguro che tutti gli organi preposti prendano i provvedimenti più opportuni. Ma questo grave episodio di cronaca ci dice ancora una volta che i nostri anziani devono, ogni giorno, fare i conti con le loro solitudini e con il loro abbandono sociale. Vedendo e rivedendo quel video mi vengono i brividi perché ai nostri occhi balza la scena di un uomo anziano invalido, scaraventato a terra e inerme, pur in presenza di una terza persona che si limita a guardare la scena senza metter in atto alcun, seppur timido, accenno di soccorso. E dov’erano i passanti? E dov’era chi ha preferito riprendere la scena con il proprio smartphone piuttosto che intervenire in difesa dell’anziano? Questo episodio evidentemente obbliga tutti noi a un’attenta riflessione sociale e antropologica. Ripeto, la violenza è sempre inaccettabile, ma i nostri anziani non possono più essere considerati meri fardelli anagrafici contro i quali scaraventare la nostra indifferenza, le nostre paure e le nostre esasperazioni”.
Lo dichiara il presidente di Italia in Comune alla Regione Puglia e vice presidente della III Commissione Sanità Paolo Pellegrino.

Aggressione Calimera, Turco: “Non ci sono parole. Massima vicinanza all’anziana vittima”.
“Ho visto per pochissimi istanti il video dell'aggressione di un nostro nonno da parte di un medico, di un mio collega. Ho però subito chiuso le immagini perché mi è stato impossibile continuare.
Non ci sono parole per commentare una simile reazione, vorrei mandare un grandissimo bacione e una carezza a al nostro nonno, augurandogli una pronta guarigione. La sua saggezza sarà così grande da accettare le scuse di tutti noi. A lui e ai suoi familiari giunga la massima vicinanza”.
Così il medico e consigliere regionale di Senso Civico – Un Nuovo Ulivo per la Puglia, Giuseppe Turco sull’aggressione a Calimera, nel Leccese, da parte di un medico nei confronti di un paziente anziano.

Conca: "L'aggressione di Calimera deve farci riflettere sul futuro del Sistema Sanitario".
Nota del Consigliere regionale, Mario Conca.
“Un signore di 87 anni di Calimera è stato malmenato da un medico di famiglia. Questo increscioso episodio ci deve far riflettere sulla realtà della medicina territoriale, facendoci trarre i dovuti insegnamenti.
È chiaro che questo medico merita di essere radiato dall'Ordine, ma non possiamo più sottacere sull'impossibilità di continuare ad assolvere ad un ruolo sanitario nelle vesti di burocrati. Qualche giorno fa ho regalato due mascherine FFP2 ad un medico del mio paese, che era sull'orlo di una crisi di nervi, e mi chiesi come avrebbe potuto infondere tranquillità ai suoi pazienti in quello stato di paura e solitudine.
Per carità, non voglio generalizzare e so bene che non è colpa dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta o delle guardie mediche. Le responsabilità vanno ricercate all'interno di un sistema che non li mette più nelle condizioni di operare in sicurezza, non gli dà la strumentazione necessaria e, per di più, li controlla oltremodo alla ricerca di un difficile contenimento della spesa farmaceutica che va a scapito della prevenzione che compete loro, e che, paradossalmente, favorisce l'ospedalizzazione che si vorrebbe ridurre. Un cane che si morde la coda.
Io lo ripeto da anni, il paziente SSN è affetto da leucemia e noi ci ostiniamo a curarlo con paracetamolo ignorando che necessita di trapianto di midollo osseo. Basta convenzionati, tutti i medici dovrebbero essere assunti alla dipendenza, lavorare su tre turni h24 e sette giorni su sette nei nostri PTA o ospedali di comunità. Solo così si potranno evitare al massimo scene del genere, violenze a danno degli stessi operatori sanitari, accessi inappropriati al pronto soccorso, abusi nell'utilizzo del 118, e, finalmente, tutti i medici potranno tornare a fare i medici anziché gli amministrativi”.



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