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Politica. Le strane alleanze tra PD e cinque stelle e le convergenze parallele di Aldo Moro

Aldo Moro (foto web) ndr.

di Mimmo Loperfido

BARI, 23 SETT. - In politica avviene spesso che si verifichino situazioni strane bizzarre, Per esempio, si creano progetti apparentemente facili da realizzare, che poi vanno in fumo, al contrario propositi, molto astratti, si realizzano imprevedibilmente. ldo Moro, nacque a Maglie esattamente 104 anni fa, sarà ricordato oltre che per il suo messaggio politico, anche per alcune originali locuzioni, tra queste, la più famosa “le convergenze parallele “. Progetto apparentemente astratto, di fatto però proprio nei giorni del suo martirio si stava miracolosamente colmando il profondo solco ideologico tra la democrazia cristiana e il partito comunista. DC e PCI stavano per affrontare insieme un cammino che si proponeva di salvare l’Italia dal terrorismo e dalla crisi economica. Nei nostri giorni invece, si è parlato molto di alleanze, in particolare quelle tra il PD ed i penta stellati, in particolare in Puglia. Proprio dalle nostre parti si è consumata una telenovela che ha visto come protagonisti la penta stellata Antonella Laricchia ed il presidente Michele Emiliano: quest’ultimo a lungo ha implorato l’aiuto della grillina per potersi riconfermare al vertice della regione Puglia. La naturale ritrosia della Laricchia avuto una vasta eco in tutta Italia, persino a Palazzo Chigi. 

Le insistenze di Emiliano, va detto, spesso sono andante al di sotto dell’asticella della dignità politica, comunque non se n’è fatto nulla. Michele Emiliano ha vinto agevolmente contro Raffaele Fitto senza gli agognati voti della sua oppositrice. Una situazione pressoché simile è avvenuta in Toscana. Anche lì il candidato PD avuto la meglio sulla leghista Susanna Ceccardi, pur non ottenendo l’aiuto targato cinque stelle. Altro capitolo, la Liguria. Unico caso nella parentesi regionali 2020, in cui i due partiti si sono incontrati nell’individuare un candidato comune: nella fattispecie Ferruccio Sansa ex giornalista de Il fatto Quotidiano e autentica super star nel mondo social. Un flop clamoroso. Un distacco che se fosse avvenuto in una tappa del giro d’Italia, avrebbe escluso dalla competizione il candidato PD--cinque stelle perché è giunto fuori tempo massimo. La stessa cosa avvenne in Umbria, ricorderete, quando in zona Cesarini Di Maio e Zingaretti individuarono un unico portabandiera. Cercando di tirare le somme dunque, le tanto richieste alleanze ove si sono realizzate hanno ottenuto risultati imbarazzanti. Lì dove non ci sono state hanno favorito i democratici. Allora, perché tante storie? A mio giudizio la verità è che il PD vorrebbe fagocitare gli ultimi mohicani del “vaffa”. 

Come se avesse aperto un tesseramento supplementare grazie al quale accogliere un congruo numero di deputati e senatori. Peraltro, la storia di questi ultimi anni ha dimostrato che ad allearsi con i cinque stelle c’è da guadagnare in fatto di consensi; è avvenuto per Salvini che dal 17% è passato al 34%. Il PD non ha guadagnato moltissimo ma ha contenuto ogni possibile emorragia. A rendere il tutto ancora più incomprensibile, da qualche ora si è aggiunto il caso Matera. Nella città dei Sassi infatti, tra 14 giorni assisteremo al confronto fra il candidato sindaco del centro destra e quello, udite udite, dei cinque stelle. In Basilicata gli amici di Gigino di Maio sono riusciti effettivamente a mettere insieme una gioiosa macchina da guerra unendosi ad una bella pattuglia di liste civiche. Di Maio in visibilio, è lui il più convinto fautore delle alleanze. Tuttavia, al limite della beffa, nella pattuglia che porterà il candidato penta stellato al confronto del ballottaggio, non c’è il PD. Tornando al grande statista pugliese Aldo Moro, al cospetto di queste vicende probabilmente le avrebbe definite: “le divergenze parallele.”



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