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Politica. L’ultima supercazzola di Beppe Grillo: Aboliamo il parlamento, solo democrazia diretta

Beppe Grillo (foto web) ndr.

di Mimmo Loperfido

BARI, 24 SETT. - Beppe Grillo in versione political ci ha sempre riservato messaggi molto stravaganti. Le sue prime apparizioni in piazza le ricordiamo con decine di computer sul palco che poi il comico, in modo assai spettacolare, distruggeva a martellate. Il messaggio era: "non dobbiamo essere schiavi della tecnologia"; evidentemente le cose sono molto cambiate. Poi passiamo alle piazze del “vaffa”, quindi la creazione del suo Movimento Cinque Stelle. Impresa straordinaria. In qualche anno è riuscito ad ottenere oltre il 30% dei consensi fra gli elettori italiani. L’ultima boutade l’altro pomeriggio in una call conference alla quale ha partecipato anche il presidente del parlamento europeo David Maria Sassoli: “aboliamo il parlamento, democrazia diretta “. Un progetto esageratamente fantasioso che non merita neppure un commento razionale. Tuttavia, qualcuno si chiederà cosa intende Beppe Grillo per democrazia diretta. A suo giudizio gli italiani dovrebbero essere impegnati tutti i giorni davanti ad un computer o ad un tablet o ad un telefonino, con un sì o con un no, ad approvare leggi, finanziamenti, investimenti, rapporti con gli altri Stati eccetera eccetera. Mi sono chiesto perché è pervenuto ad una provocazione di tali dimensioni. La mia spiegazione, Grillo ha creato un’armata di parlamentari per caso che hanno dato prova molto spesso di incompetenza, impreparazione, superficialità, giorno dopo giorno poi, il movimento di fatto ha distrutto tutti i pilastri sui quali era sorto. I più informati sostengono che, di qui a qualche settimana, anche il NO MES, potrebbe diventare: “parliamone, può essere, perché no “. A parte questo, negli stati generali, che per tutti i partiti del mondo si chiama congresso, assisteremo, questo è certo, a duelli rusticani all’ultimo sangue. Altro che uno vale uno, diventerà uno contro uno. Beppe certamente si accorgerà che anche i suoi parlamentari per caso, hanno le stesse debolezze di gran parte dei loro colleghi... avidità, gelosia, attaccamento al denaro, rivalità, odio e tanto altro di qui la sua grande delusione. Niente più parlamentari, niente più Parlamento. Ispirazione che si è arricchita grazie al successo ottenuto nell’ultimo referendum, quello del taglio dei parlamentari. Quindi, quei due monosillabi sì oppure no saranno le ultime microscopiche faville tra la cenere dei carboni roventi che ormai non ci sono più.



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