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Foggia. Pippo Cavaliere: «Cittadini in attesa da anni di un alloggio popolare. La criminalità alloggia, l’indigente no. Lo Stato risolva»

Palazzi abbandonati (foto N. B.) ndr.

di Redazione

FOGGIA, 02 OTT. (Com. St.) - «Prendo spunto dal grido di allarme, lanciato pochi giorni fa dal Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle attività antiracket ed antiusura, circa il sostegno attivo, definito “welfare mafioso di prossimità”, che le organizzazioni criminali sono riuscite ad assicurare a famiglie, esercenti ed imprenditori in crisi di liquidità a seguito dell’emergenza COVID-19. In particolare la situazione nell’estesa Provincia di Foggia, ormai tristemente nota come sede della quarta mafia, è tale che il persistere di un condizionamento così invasivo delle attività criminali è ostativo a qualsiasi ipotesi di crescita e di sviluppo socio-economico, vanificando così le speranze e le legittime aspettative di tanti giovani.
  Tra l’altro in questi giorni la Città sta vivendo momenti di ansia per le sorti di Francesco Traiano, il tabaccaio tuttora in riaSnimazione a seguito di una rapina, a cui esprimo la mia vicinanza e gli auguri di una pronta guarigione.
Recentemente mi sono pervenute lamentele, in particolare da cittadini in attesa da anni di un alloggio popolare, in merito alla circostanza che taluni di questi alloggi risulterebbero occupati, forse anche legittimamente, da esponenti della criminalità o da soggetti a questi riconducibili.
La cosa sarebbe comunque di estrema gravità per un duplice ordine di motivi. Il primo perché costituirebbe una gravissima ingiustizia sociale: il sacrosanto diritto alla casa di famiglie davvero bisognose e meritevoli di aiuto viene sopraffatto dalla prepotenza di chi occupa alloggi a seguito di un’occupazione avvenuta in circostanze poco chiare e di chi è stato autore di estorsioni e crimini ai danni di commercianti ed imprenditori nostri concittadini.
Il secondo motivo, altrettanto grave, è che in questo contesto rischiamo di indebolire l’incisiva e meritoria azione di contrasto che lo Stato sta portando avanti nei confronti della criminalità. Come si fa infatti a portare avanti una battaglia contro il crimine se poi l’antistato alberga in casa nostra?
Dare una risposta a questi cittadini costituisce un dovere morale da cui non possiamo sottrarci, per la difesa della dignità della gente bisognosa che reclama giustizia sociale».




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