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Kit C-Pap Marconi. Imprenditori Baresi disposti a produrli ed a fornirli gratuitamente per fronteggiare la Crisi Covid-19

Kit C-Pap Marconi. (foto com.) ndr.

di Paolo Scicutella

BARI, 20 NOV. - La volontà di contribuire alla gestione dell’emergenza, anche in relazione alla possibilità di situazioni analoghe in futuro, durante la fase emergenziale da Covid-19 più intensa, ha motivato Domenico Bove, Giovanni Guaragno e Francesco Squillace – già compagni di classe, trent’anni orsono, dell’Istituto G. Marconi di Bari – all’ideazione, progettazione e produzione di un kit raccordo C-PAP riutilizzabile – denominato in breve “Kit C-PAP MARCONI” – per la ventilazione continua non invasiva (VNI) e/o ossigenoterapia in emergenza per maschere di sicurezza, pieno facciale e semi-maschere, con raccordi a nnvite unificati M45x3 ed RD40: esso consente, in sostanza, di collegare la generalità delle maschere per la protezione individuale, diffusamente in dotazione alle forze di protezione civile, a un qualsivoglia apparecchio per C-PAP (Continuous positive airway pressure) in grado di portare in maniera non invasiva nelle vie aeree del soggetto, anche biocontaminato, una colonna d’aria a pressione positiva (NPPV). Il fatto che sia possibile sottoporre a disinfezione professionale il dispositivo, inclusa la sterilizzazione in autoclave a pressione di vapore o la disinfezione chimica a freddo, significa che non servono centinaia di migliaia di pezzi, come nel caso di beni monouso, per incidere in questa emergenza sanitaria, ma basta un kit riutilizzabile per ogni maschera di sicurezza di III Cat. per contribuire a fronteggiare le esigenze emergenziali di assistenza in fase Covid-19 e di trasporto più sicuro – per le équipe di bordo e gli stessi casi sospetti biocontaminati – in emergenza-urgenza. Il Kit C-PAP Marconi è stato oggetto di istanza di privativa intellettuale presso l’Ufficio Nazionale Brevetti e Marchi al solo fine di tutela innanzi a potenziali sfruttamenti opportunistici di tipo commerciale da parte di eventuali speculatori ed è stato già repertato come Dispositivo medico di prima classe dal Ministero della Salute con il n. 1990886, anche grazie al lodevole e competente supporto consulenziale di Claudio Cesaroni e Gian Paolo Venezia. L’Associazione S.E.Ri.S. – Società di Etnosociologia e Ricerca Sociale e i tre inventori chiedono, pertanto, supporto per il perfezionamento delle procedure volte alla pronta costruzione di circa 1500 kit C-PAP da inviare alle autorità sanitarie e di protezione civile. Il Kit raccordo C-PAP Marconi, infatti, è impiegabile in situazioni come quelle imposte dalla pandemia di Covid-19 in cui dovessero venire a mancare altri dispositivi medici idonei all’uso ed è stato ideato e progettato per essere sterilizzato, nonché per essere realizzabile velocemente e con estrema accuratezza in ogni buona Azienda metalmeccanica, utilizzando le diffusissime macchine utensili ad asportazione di truciolo (torni, torni CNC e fresatrici), ergo anche nei Paesi in via di sviluppo che hanno meno risorse tecnologiche ed economiche delle nostre. Il progetto dei tre inventori e dell’Associazione scientifico-culturale S.E.Ri.S. non ha nessun fine di lucro e le prime produzioni – in virtù del fatto che il raccordo possiede qualità particolarmente apprezzabili in stati di emergenza-urgenza e in ambiente ostile – saranno immediatamente disposte, ovviamente gratuitamente, a vantaggio delle autorità sanitarie e di protezione civile nazionali e internazionali. I tre inventori, sono anche imprenditori ed hanno le loro attività nella Zona Industriale di Bari, in particolar modo il Sig. Bove è associato di Fenimprese Bari. L’intento non è quello di convenzionare tale dispositivo al fine di lucrare su una situazione già fortemente compromessa ma di contribuire attraverso alle disposizioni a fronte delle quali verrà inviato un romanzo ‘’capovolto’’ dell’autore Alessandro Stato che si in invita nell’iniziativa.






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