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Cronaca. 200 gr di cocaina e 15mila euro il bottino sequestrato dai Carabinieri a uomo di San Paolo di Civitate

Arresto immagine di repertorio (foto CC) ndr.

di Redazione

SAN PAOLO DI CIVITATE (FG), 01 DIC. (Con. St.) - Sono trascorsi pochi giorni dal blitz antidroga “Jolly” e nel centro dell’Alto Tavoliere ha avuto luogo un altro sequestro di stupefacenti.

Nel corso di un ordinario servizio di controllo del territorio, una pattuglia del Comando Stazione Carabinieri di San Severo (FG) veniva insospettita da un’autovettura che procedeva a velocità molto elevata. Dopo averla seguita per qualche chilometro, a distanza e in modo discreto, i militari operanti decidevano quindi di controllarla, prima che la stessa si portasse nel centro abitato di San Paolo di Civitate (FG). Fermata l’autovettura in questione, i militari, insospettiti dal nervosismo manifestato dal conducente, un cittadino di San Paolo di Civitate, decidevano di effettuare una perquisizione, all’esito della quale, nel vano portaoggetti della portiera lato conducente, rinvenivano due involucri in plastica, termo-sigillati, del peso di 100 grammi ciascuno, contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina.

A questo punto, i Carabinieri della Stazione di San Severo, con l’ausilio dei colleghi del Comando Arma di San Paolo di Civitate, estendevano le operazioni di perquisizione all’abitazione del soggetto e qui, dopo accurato controllo, rinvenivano oltre 15 mila euro in banconote di vario taglio, occultato in diversi borselli sparsi per l’appartamento. I militari, non avendo ricevuto una valida e credibile giustificazione in merito alla disponibilità di tale somma di denaro da parte dell’interessato, nonché ritenendo che la stessa potesse costituire il provento dell’attività di spaccio la sottoponeva a sequestro penale.

L’uomo, arrestato in flagranza di reato per la violazione penale dell’art. 73 del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti), su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, è stato tradotto presso la Casa Circondariale del capoluogo in attesa dell’udienza di convalida, a seguito della quale il Giudice del Tribunale di Foggia disponeva la custodia cautelare in carcere, in considerazione appunto della pericolosità sociale dell’uomo e del pericolo di reiterazione del reato.




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